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Tasse: da oggi sarà possibile pagarle in 10 anni

Da oggi sarà possibile presentare a Equitalia le richieste di rateazione dei debiti fino a un massimo di dieci anni. La conferma arriva dopo la firma del ministro dell’Economia e la pubblicazione venerdì sera sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo.

L’accesso alla rateazione cosiddetta extra-large sarà consentito solo in caso di comprovata e grave situazione di difficoltà dovuta alla crisi economica, situazione che sarà valutata dall’agente della riscossione. Pertanto il decreto attuativo fissa due percentuali come sbarramento alla rateazione straordinaria. Cittadini e imprenditori individuali che accedono a regimi semplificati devono avere un rapporto tra la cifra della rata e reddito (da documentare attraverso l’Isee del nucleo familiare) superiore al 20 per cento. Le altre imprese, invece, devono avere un rapporto superiore al 10% tra la rata e valore della produzione e allo stesso tempo bisognerà tener conto che l’indice di liquidità sia compreso tra 0,50 e 1. Naturalmente più la percentuale è alta e più aumenta il numero di rate concedibili secondo le tabelle previste dal decreto. Chi non riuscisse a entrare nel piano straordinario di rateazione può comunque chiedere la dilazione ordinaria (il piano che prevede 72 tranche mensili e la possibilità di pagare il debito lungo un arco temporale fino a sei anni).

Anche chi ha già in corso piani di dilazione può chiedere un’estensione fino a 120 rate, tuttavia anche in tali casi valgono sempre le stesse peculiarità sopracitate. La proroga della rateazione è possibile una sola volta a condizione che non sia intervenuta la decadenza. Al momento della richiesta di proroga, gli interessati possono optare per la richiesta di un piano ordinario (72 rate) o per un piano straordinario (fino a 120). In quest’ultimo caso, però, devono ricorrere le stesse condizioni richieste per ottenere la prima volta un piano extra-large.

L’importo minimo di ogni rata è, salvo eccezioni, pari a 100 euro. Tuttavia è possibile anche chiedere un piano di dilazione a rate variabili e crescenti anziché a rate costanti fin dalla prima richiesta di dilazione. La possibilità di chiedere rate variabili di importo crescente è limitata però ai soli piani di rateazione ordinari o di proroga ordinari.

Il decreto del fare (Dl 69/2013) dell’estate scorsa ha introdotto una serie di garanzie ulteriori a favore dei contribuenti, oltre alla possibilità di dilazionare il debito. Equitalia, in particolare, non può procedere al pignoramento della prima casa se è l’unico immobile di proprietà del debitore che vi risiede anagraficamente. Ciò non vale per le abitazioni di lusso. Negli altri casi i pignoramenti immobiliari sono consentiti se l’importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120 mila euro e comunque non prima di sei mesi dall’iscrizione di ipoteca.

L’ultimo stipendio o l’ultima retribuzione accreditata sul conto corrente non può essere riscossa da Equitalia. L’agente della riscossione può richiedere al terzo creditore (come ad esempio il datore di lavoro) di pagare le somme di cui il contribuente è creditore entro i limiti dell’importo dovuto, con proporzioni variabili a seconda del credito.

Il contribuente che dimostra entro 30 giorni dal preavviso che l’auto o gli altri veicoli a motore sono strumentali all’attività d’impresa o professionale, potrà continuare a utilizzare i propri mezzi e strumenti.

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