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Tante crisi globali in pochi anni e i loro effetti sul sistema produttivo italiano: gli errori da non ripetere

Viviamo nell’era delle crisi. Non facciamo in tempo a uscire dall’oscurità del tunnel di una che subito entriamo, come un treno lanciato in piena corsa, nel buio pesto della seguente. Tanto che perfino la storia del tragico periodo dal 2008 al 2021, in cui si sono susseguite la Grande crisi finanziaria, la crisi dei debiti sovrani e la pandemia, invecchia precocemente perché rapidamente superata dalla cronaca che racconta di un’ulteriore tragedia, com’è la guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina.

DALLA GRANDE CRISI FINANZIARIA ALLA PANDEMIA, ALLA GUERRA E ALLO SHOCK ENERGETICO

Guerra che si porta come corollario la più grave crisi energetica che l’Europa abbia conosciuto dai tempi del primo shock petrolifero, ossia mezzo secolo fa. Sia perché il razionamento delle forniture di gas russo è un’arma di ricatto per fiaccare la volontà europea di difendere la libertà degli ucraini sia perché tale razionamento avviene quando il Vecchio continente è impegnato nella transizione, già di per sé difficile, verso nuove fonti energetiche e l’azzeramento delle emissioni di CO2.

Tale obsolescenza rapida rischia di colpire anche Tra una crisi e l’altra, l’ultimo lavoro di Giorgio Brunetti, che narra proprio delle origini, degli sviluppi e delle conseguenze per il tessuto produttivo italiano delle tre grandi crisi indicate appena sopra. Brunetti è una persona di grande valore, umano e professionale. Sul piano umano garbo, gentilezza, sorriso, affettuosità, ironia, disponibilità, curiosità, onestà, correttezza e gioia di vivere parlano chiaro e forte in onore di Giorgio. Sul piano professionale, il Professor Brunetti ha insegnato Strategia e politica aziendale all’Università Bocconi di Milano per quindici anni e ora ne è docente emerito. Al contempo è stato in molti consigli di amministrazione e consulente di tanti imprenditori, soprattutto veneti, essendo lui veneziano di Cannaregio.

Brunetti ha un’altra dote: scrive in modo cristallino, quindi piacevole. Senza ghirigori stilistici. Ciò aiuta il lettore, sebbene non esperto, a seguire le vicende, tutt’altro che semplici, che si sono susseguite in questi ultimi pericolosi quindici anni. La storia narrata in questo volume parte, infatti, nell’estate del 2007, con le prime avvisaglie della crisi finanziaria, non senza ricordare in poche righe quel che di rilevante era successo in precedenza così da provocare la crisi stessa. E Brunetti, pur essendo un affabulatore, un uomo a cui piace ascoltare e raccontare le storie delle persone, non ama andare lungo. Le sue pubblicazioni sono apprezzabili anche perché brevi (in questo caso 150 agili pagine).

Tornando all’era delle crisi, ci sarebbe da chiedersi se mai ci sia stato davvero un tempo senza di esse. Prendiamo il periodo dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi, forse il più pacifico e tranquillo nella storia dell’umanità. E ci viene da elencare: Guerra di Corea, invasione sovietica dell’Ungheria, crisi di Cuba, Guerra in Vietnam, movimento giovanile, Autunno caldo, Primavera di Praga soffocata nel sangue dall’URSS, colpi di stato eterodiretti in Sud America, inconvertibilità del dollaro e disordine monetario internazionale, shock petroliferi, stagflazione negli anni 70 del Novecento, dissoluzione dell’URSS, crisi del Sistema monetario europeo, esplosione della ex-Jugoslavia, concorrenza cinese, bolla dot.com, terrorismo islamico, guerra in Iraq… All’epoca in cui questi accadimenti si dipanavano parevano essi stessi la fine del mondo. Per esempio, nei racconti degli adulti di allora la crisi cubana fu vissuta come l’incipit della terza guerra mondiale.

Eppure, non possiamo negare che le ultime crisi siano state un crescendo rossiniano (Brunetti ama la musica classica e l’opera). Allora a cosa serve una storia che in realtà è solo un capitolo di un racconto più lungo e non finito, e di cui nessuno sa la fine, né nel come né nel quando?

In realtà, a noi italiani le vicende ripercorse da Brunetti servono molto: essendo un popolo con scarsa memoria, questo volumetto potrebbe aiutare a rammentarci le vicende della crisi del 2010-2011. In vista delle elezioni e considerando le strabilianti promesse dei partiti (specie di centrodestra), non ci sarebbe molto da meravigliarsi se ci ritrovassimo di nuovo nei guai. Si dice la storia prima si presenti come tragedia e poi si ripeta come farsa. E in effetti tutto quel che sta avvenendo nell’attuale campagna elettorale suona assai farsesco. Ma temo che alla fine avremo ben poco di che ridere.

LE CRISI, GLI EFFETTI SUL SISTEMA PRODUTTIVO E SFIDE DEL FUTURO

Un elemento poi unico di questo volume è che Brunetti, in ogni capitolo, inserisce un interessante approfondimento sul tessuto produttivo italiano, le sue sofferenze e le sue vittorie, le sue debolezze e i suoi punti di forza. E anche in questo c’è molto da imparare nel mondo imprenditoriale e nel mondo di chi si propone di governare il Paese.

Infine, Giorgio ci consegna in sedici paginette la sua visione del futuro e delle sfide che ci attendono. Non ne anticipo nulla, per lasciare al lettore la curiosità di scoprirne il contenuto.

Ps: non tutto quello che Brunetti scrive è condivisibile; anzi, talvolta alcune sue letture degli accadimenti sono criticabili. Ma il poco loglio non sciupa il molto grano.

°°°°Giorgio Brunetti, Tra una crisi e l’altra. Storia dell’economia italiana negli ultimi 15 anni, Bollati Boringhieri, Torino 2022, pag. 160, euro 14,00.

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