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Sace, record nel sostegno all’export: 22,4 miliardi nel 2016

Cresce il sostegno all’export italiano. Sace, società del gruppo Cdp che si occupa di sostenere l’attività internazionale delle aziende, ha mobilitato 22,4 miliardi di euro nel 2016 per sostenere le attività di export e internazionalizzazione delle imprese italiane. Si tratta del livello più alto nella storia della Società, in crescita del 30% rispetto al 2015.

“Sono risultati importanti raggiunti in uno scenario complesso, con cui Sace dimostra di saper coniugare il crescente impegno al fianco delle imprese a una grande solidità patrimoniale e buoni livelli di redditività – ha dichiarato Alessandro Decio, amministratore delegato della società – I risultati 2016 superano in tutte le dimensioni gli obiettivi del piano Industriale, grazie al contributo di tutte le società operative e alle sinergie con la capogruppo Cdp. Una forte crescita di cui siamo orgogliosi, a supporto dell’export italiano, che negli ultimi mesi ha infatti confermato segnali particolarmente incoraggianti”.

Nell’esercizio si è registrata una buona performance di tutte le linee di business, sempre più rivolte ai mercati esteri. L’operatività a sostegno di esportazioni (garanzie e contributi in conto interesse su finanziamenti erogati ad acquirenti esteri di beni e servizi italiani e assicurazione dal rischio di mancato pagamento) ha generato oltre la metà delle risorse complessivamente mobilitate (11,6 miliardi di euro), con una crescita del 42% rispetto al 2015.

Particolare dinamismo è stato registrato in mercati di Stati Uniti, Russia, Brasile, Messico, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kenya e Camerun.

Le attività a sostegno dell’internazionalizzazione hanno mobilitato 2,2 miliardi di euro, dei quali il 53% relativo a garanzie su finanziamenti erogati a imprese italiane per attività di sviluppo internazionale, il 32% a cauzioni per gare e commesse internazionali, il rimanente 15% a finanziamenti agevolati e partecipazioni di capitale. 

Positiva anche la performance delle attività di factoring, attraverso le quali le imprese italiane hanno trasformato in liquidità 2,7 miliardi di euro di crediti, a cui si aggiungono 1,8 miliardi di euro smobilizzati in sinergia con le altre società del gruppo. Cresce l’operatività con l’estero, che genera il 56% del turnover complessivo, rispetto al 35% dello scorso esercizio. In aumento anche l’incidenza dei debitori privati (passata dal 58% a 83%) rispetto a quelli della Pubblica Amministrazione, scesa al 17%.

In espansione anche le attività di assicurazione del credito a breve termine e cauzioni, tramite cui sono stati mobilitati 5,9 miliardi di euro (+25%), principalmente in favore di piccole e medie imprese.

Nel corso dell’anno è stato inoltre lanciato il servizio di recupero crediti esteri, ambito nel quale SACE vanta un expertise pressoché unica in Italia, grazie a quasi quarant’anni di attività sui mercati emergenti, dieci sedi all’estero e una rete di corrispondenti locali in tutto il mondo.

L’utile netto di Sace ammonta a 303,5 milioni di euro, in calo del 25% rispetto al 2015 per effetto della contrazione del risultato delle gestione finanziaria (in linea con l’andamento dei mercati) e del forte ulteriore rafforzamento delle riserve tecniche (+12%). Il Roe si attesta a 6,7%. L’utile netto consolidato, calcolato secondo i principi IFRS-IAS, è pari a 481,9 milioni di euro (+56%).

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Categories: Economia e Imprese