L’ultimo lunedì di settembre dà indicazioni contrastanti sui mercati finanziari occidentali. Prima di entrare in un mese decisivo a livello geopolitico (oltre alle note tensioni si aggiungono le elezioni in Brasile ma soprattutto in Israele a fine mese e ad inizio novembre il mid term americano), le Borse europee sembrano oggi leggermente meno di malumore rispetto a Wall Street. I driver sono sempre gli stessi da qualche settimana: il petrolio che continua a viaggiare su quotazioni molto elevate e che oggi si apprezza ulteriormente, l’Intelligenza artificiale che deve capire cosa fare da grande e che oggi affonda il Nasdaq, e i rendimenti dei titoli di Stato, con il T-Bond Usa decennale che continua a salire superando il 5,2%, ad un soffio dal record del 5,3% del 2007.
Nasdaq in grande affanno ma è in controtendenza Nvidia: ecco perché
Partiamo proprio da Oltreoceano. A fare notizia oggi è il tech in grande affanno: l’indice Nasdaq Composite cede l’1% circa, mentre ancora peggio fa il superpaniere Nasdaq-100. Tra i titoli più scambiati torna a comparire Nvidia che guadagna in controtendenza oltre il 2%, mentre fanno fiasco Micron -4%, Meta -4,3%, Amd -5%, Tesla -3,2%, Amazon -1%, SpaceX -0,8%, Qualcomm -6,6%, Intel -6,3%, Lumentum -6%, Sandisk -5,5%. I titoli in territorio positivo sono davvero una manciata e tra questi uno dei migliori è proprio Nvidia, nel giorno dell’annuncio di un aumento di ulteriori 150 miliardi di dollari del programma di buyback, portandolo complessivamente a 235 miliardi. Inoltre circolano report secondo cui la Cina, dopo l’incontro Trump-Xi Jinping alla Casa Bianca, potrebbe autorizzare Alibaba, ByteDance e altre aziende a comprare le RTX PRO 5500 di Nvidia.
Petrolio Brent oltre i 107 dollari al barile, crollano oro e argento
Salgono oggi di oltre il 3% le quotazioni del petrolio: il Brent supera nuovamente i 107 dollari al barile, il Wti Crude Oil si riavvicina a quota 100 portandosi intorno ai 95 dollari al barile. L’impennata dimostra una certa diffidenza dei mercati sulle pur buone notizie che a tratti arrivando dal Medio Oriente, come quella dell’Arabia Saudita che ha ripreso le spedizioni di greggio attraverso l’oleodotto Est-Ovest, in seguito alla riparazione dei danni causati dagli attacchi con droni avvenuti all’inizio del mese. Attraverso l’impianto transitano circa 3,5 milioni di barili di greggio al giorno, ripristinando così un’importante via alternativa per le esportazioni. In rialzo anche il gas naturale europeo, di nuovo sopra i 73 euro per megawattora. Sprofondano invece oro e argento: il primo torna sui 4.100 dollari all’oncia, il secondo perde il 5% a 61 dollari l’oncia.
Il rendimento del T-Bond 10 anni supera il 5,2%. Spread Btp Bund verso i 100 pb
Sul fronte valutario e obbligazionario, oggi il dollaro Usa rimane forte rispetto all’euro, col cambio sempre decisamente sotto l’1,14. Perde oltre il 2% il Bitcoin, portandosi sugli 83.000 dollari. Come si diceva preoccupa sempre il rendimento del T-Bond decennale Usa, oltre il 5,2%, il massimo da oltre 19 anni. Anche il rendimento del nostro Btp 10 anni di riferimento sale al massimo da ottobre 2023, toccando oggi il 4,6%, con lo spread con il Bund che torna ad impennarsi avvicinando nuovamente i 100 punti base, che qualora fosse raggiunto sarebbe il record dal 20 giugno 2025. Sempre molto alto anche il differenziale tra il Bund tedesco e l’Oat francese, oggi sopra i 110 punti, col rendimento del bond transalpino a ridosso del 4,8%.
Le Borse europee si sgonfiano nel finale. A Piazza Affari bene Eni e il lusso
Infine le Borse europee, che si infiacchiscono in zona Cesarini: Milano -0,2%, Parigi sulla parità, Londra -0,1%, Francoforte -0,1%. A Piazza Affari tra i titoli migliori spicca Amplifon +6% e poi Eni + 2%, dopo la mossa di mettere un tetto massimo al costo dei carburanti per i consumatori alle pompe di benzina della rete stradale e anche autostradale. L’iniziativa è per molti versi apprezzabile in quanto dà sollievo a milioni di cittadini, ma non ha del tutto placato pe proteste anche perché finisce per danneggiare i piccoli petrolieri, che non hanno gli stessi margini di manovra di un colosso come Eni. Comunque rimbalza anche il lusso con Moncler +2,6% e Brunello Cucinelli +2%. I titoli peggiori sono invece: Inwit -2,7%, Ferrari -2,55%, Enel -2,2%, Tim -1,7%. Fuori dal paniere principale da segnalare il capitombolo di Danieli -15,4%. Банки (в произвольном порядке): Intesa Sanpaolo -0,4%, Unicredit +0,4%, Mediolanum +1,25%, Finecobank -0,87%.
