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UE, împotriva stării de „dezunitate” și a agresiunii rusești, von der Leyen se deschide către o alianță cu Canada

Un cronogramma per contrastare all’interno le tendenze sovraniste e all’esterno le sempre più aggressive tendenze russe: è questo che ha proposto la presidente della Ue Von de Leyen che ha anche aperto a un’alleanza inedita con il Canada di Carney

UE, împotriva stării de „dezunitate” și a agresiunii rusești, von der Leyen se deschide către o alianță cu Canada

Un discorso, quello della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, mercoledì a Strasburgo che fotografa più uno “Stato della disunione” che non il tradizionale e annuale “Stato dell’Unione”. Ciononostante la von der Leyen chiama a raccolta quanto resta del senso di appartenenza ai valori europei tra i cittadini europei fissando un cronoprogramma che ha lo scopo di contrastare all’interno le tendenze sovraniste e all’esterno le tendenze sempre più aggressive della Federazione russa. Una strategia che guarda anche ad alleanze strategiche fuori dalla Ue come quella che la Von der Leyen propone con il Canada di Carney.

Ursula von der Leyen apre all’alleanza con il Canada di Carney

Nel suo discorso la presidente dell’esecutivo comunitario riconosce che “la velocità del cambiamento è incredibile. Le sfide sono eccezionali. Quindi, se guardo all’Europa di oggi, la mia opinione è questa: lo stato della nostra Unione è più forte che mai. Lo stato della nostra Unione può anche sembrare più precario che mai. Queste due affermazioni possono sembrare incompatibili. Ma sono entrambe vere. E riflettono questi tempi eccezionali. Questa epoca complessa, fatta di grandi possibilità e grandi pericoli, che tutti i Paesi stanno cercando di affrontare. In questo mondo, l’Europa ha scelto di tracciare la propria strada”.

Von der Leyen ha tenuto a precisare di essere a conoscenza delle preoccupazioni quotidiane dei 450 milioni di cittadini europei alla vigilia l’anno prossimo di importanti scadenze elettorali. I partiti nazionalisti di estrema destra guadagnano consensi nei principali paesi dell’Ue – tra cui Alternativă für Deutschland, che ha vinto le sue prime elezioni statali tedesche, e Adunare Națională, che si avvia a portare Marine Le Pen alla presidenza francese il prossimo anno. Ma da un sondaggio condotto dall’istituto Public First in tre importanti paesi dell’Ue, è emerso che solo un quinto degli intervistati in Germania e Spagna ha affermato che il presidente della Commissione sta facendo un buon lavoro; in Francia, solo il 12% ha espresso la stessa opinione.

Quasi la metà dei tedeschi valuta negativamente l’operato della presidente Ue

Quasi un terzo degli intervistati in Spagna e Francia, e il 45% in Germania, ha invece affermato che von der Leyen stava facendo un cattivo lavoro. Il giudizio negativo sul suo operato in patria è stato in gran parte determinato da coloro che hanno dichiarato di voler votare per il partito di estrema destra Alternativa per la Germania, e più della metà di questi elettori ha affermato che stava facendo un lavoro “molto pessimo”. In realtà il discorso di von der Leyen è apparso poco concreto sui temi che rappresentano il focus dell’azione della Commissione e molto più dettagliato sui temi globali e geopolitici che esulano dalle competenze dell’esecutivo comunitario.

“In questo nuovo mondo, dobbiamo urgentemente ripensare le nostre partnership”, ha affermato von der Leyen aggiungendo che l’UE intende “costruire coalizioni globali per la nostra resilienza e per le nostre democrazie. E anche in questo ambito solo l’Europa, con le sue dimensioni e la sua forza, può assumere un ruolo guida”. Oltre a offrire al Canada lo status di membro associato, von der Leyen ha proposto di riunire i leader di Regno Unito, Norvegia, Canada e Ucraina in un nuovo “Consiglio di sicurezza europeo” che opererebbe al di fuori della NATO, offrendo una piattaforma per discutere delle minacce ibride senza il coinvolgimento degli Stati Uniti. Ha inoltre proposto che, con l’Europa nel ruolo di coordinatore, i paesi che condividono gli stessi obiettivi potrebbero affrontare congiuntamente sfide che vanno dai cambiamenti climatici alla sovraccapacità industriale cinese, fino ai rischi sugli effetti dell’intelligenza artificiale. 

Sull’economia il riferimento è il Piano Draghi

Nel merito dei problemi sul tavolo della Commissione si punta al rafforzamento dell’economia europea con la messa a terra del rapporto Draghi. Tra le urgenze s’indica il completamento del mercato unico con il pacchetto ‘One Europe, One Market’. Ulteriori sforzi sono poi necessari per rafforzare l’Unione bancaria. Per il “capitalismo sociale”, le misure sugli “alloggi” e “l’assistenza” verranno potenziate e si promette uno “European Care Deal”. Sui prezzi dell’energia tocca andare avanti con la transizione green, che darà all’Europa sovranità e competitività, permettendo al contempo di combattere il cambiamento climatico.

Sul punto von der Leyen ha promesso tre nuovi interventi: un’alleanza per l’assicurazione contro i cambiamenti climatici, un Piano europeo contro le ondate dicalore e un’Iniziativa europea per l’acqua. Per l’Intelligenza artificiale la presidente promette una via europea all’IA e annuncia la convocazione Bruxelles dei boss dell’IA, in modo da “gestire” insieme le sfide del futuro ma nel frattempo i social devono essere vietati sotto i 13 anni e limitati sotto i 15, come prevede il Kids Act.

L’impegno sull’immigrazione: i fatti di Ceuta servano da lezione

Sull’immigrazione si delinea un impegno maggiore con le nazioni attraversate dalla filiera della migrazione, anche in chiave più assertiva. I fatti di Ceuta devono insegnare la lezione. Ecco allora il suggerimento di un Emergency Response Framework – risposta d’emergenza – in scenari in cui i movimenti di massa vengono orchestrati e strumentalizzati a fini politici. 

Infine una riflessione sul Parlamento europeo che vive una crisi di credibilità nel suo ruolo di codecisore. Mestola si sta avviando verso un terzo mandato. Nonostante un accordo a inizio legislatura con i socialisti per una staffetta dal gennaio 2027, il PPE è determinato a farla rieleggere, con i voti dell’estrema destra se necessario. Weber ha fatto capire che i capi di Stato e di governo del PPE la prossima primavera non confermeranno António Costa come presidente del Consiglio europeo per altri due anni e mezzo, se i socialisti non accetteranno di sostenere Metsola.

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