Le bursele europene provano a lasciarsi alle spalle le tensioni delle ultime sedute e prendono fiato in attesa dell’appuntamento più importante della settimana: la decisione della Federal Reserve pe Taxi. Sullo sfondo restano le tensioni tra Stati Uniti e Iran e le difficoltà sul fronte energetico, ma a sostenere il sentiment è il petrolio, che dopo la recente corsa torna a perdere terreno anche per effetto dell’aumento delle riserve americane. I prezzi restano comunque elevati e la chiusura dell’importante oleodotto saudita continua a rappresentare un elemento di pressione sul comparto energetico.
Così le Borse tentano un timido rimbalzo: Frankfurt sare de 0,18%, Paris cu 0,33% și Madrid dello 0,15%. Fanno meglio Londra (+ 0,52%) e Milano, con il Ftse Mib a +0,54%, ancora sotto la soglia psicologica dei 52mila punti. Il quadro, però, resta condizionato dal nuovo dato sull’inflația italiană: ad agosto l’indice dei prezzi al consumo armonizzato Ue è salito del 3,2% su base annua, dal 2,9% di luglio. Su base mensile l’aumento è stato dello 0,1%, dopo il -1% di luglio. A spingere sono soprattutto i beni energetici, la cui crescita è passata dall’11,6% al 17,1%. Positivi anche i futures pe Wall Street.
Fed verso un rialzo dei tassi, attesa per Warsh
La partita principale si gioca però oltreoceano. La decisione della Fed sui tassi è attesa alle 20 italiane, mentre la conferenza stampa di Kevin Warsh è prevista alle 20:30. I trader attribuiscono una probabilità del 93-94% a un rialzo di 25 punti base, il primo dal 2023. Con la stretta ormai ampiamente attesa, l’attenzione si sposta quindi sulle indicazioni per i prossimi mesi: un messaggio più restrittivo potrebbe mantenere alta la pressione sui randamentele obligațiunilor, che intanto mostrano qualche segnale di allentamento. Il Trezoreria SUA pe XNUMX ani torna sotto il 5%, al 4,99%, dopo il picco del 5,04% raggiunto nella seduta precedente, ai massimi da quasi vent’anni. Anche in Europa i rendimenti mostrano qualche segnale di rientro: l’Ovăz francese scende al 4,53%, il Obligațiuni spagnolo si attesta al 4,03% e il Aurit britannico al 5,36%. In Italia lo răspândire Btp-Bund scende a 88 punti base, mentre il randamentul BTP pe zece ani si porta al 4,407%.
La Fed non sarà comunque l’unica banca centrale a dettare il ritmo ai mercati. Il 17 settembre toccherà alla Bank of England, dopo il dato sull’inflazione britannica, salita al 3,1% in agosto dal 2,9% di luglio. L’inflazione core è rimasta stabile al 2,6%. Il 18 settembre sarà invece la volta della Banca Japoniei.
Piazza Affari punta sui tecnologici, banche tentano il recupero
A Milano gli acquisti premiano soprattutto il comparto tecnologico, con Prysmian în creștere cu 2,83% e Stm del 2,7%. Bene anche i titoli legati all’energia.
Dintre bancheri, Intesa Sanpaolo sale dello 0,75%. La banca ha ricevuto dall’Ivass l’autorizzazione preventiva all’acquisizione delle partecipazioni indirette in Generali e nelle joint venture Axa Mps Assicurazioni Vita e Axa Mps Assicurazioni Danni, nell’ambito dell’operazione su Mps. Intesa ha inoltre ricordato che ieri l’Antitrust ha avviato un’istruttoria sull’Ofertă publică de preluare a MPS, definendola una procedura “di prassi e attesa” per valutare gli effetti dell’offerta sulla concorrenza.
Bene anche Unicredit, +0,9%, mentre resta sotto i riflettori il confronto con Berlino su Commerzbank. Andrea Orcel chiede l’uscita della ceo Bettina Orlopp e si oppone alla richiesta del governo tedesco di mantenere due rappresentanti nel consiglio di sorveglianza. Unicredit punta inoltre all’uscita del presidente Jens Weidmann.
Pozitiv Banca Bpm (+0,34%), che il 15 settembre ha acquistato 436.880 azioni proprie, pari allo 0,03% delle ordinarie, per circa 7 milioni di euro. Le azioni proprie complessivamente detenute salgono così a 9,78 milioni, pari allo 0,65% del capitale.
Printre alte titluri, Tim guadagna lo 0,25%. Il mercato attende la decisione dell’Agcom sulle tariffe di rete: il nuovo listino dovrebbe entrare in vigore oggi, anche se la decisione definitiva potrebbe richiedere ancora alcune settimane. Le nuove tariffe potrebbero incidere sui costi operativi degli operatori.
Eni cede invece lo 0,12% dopo il memorandum d’intesa firmato con il Senegal per studi preliminari sul potenziale di cinque blocchi offshore. Più pesante Stelar, -2,69%, dopo il taglio del rating di Berenberg da buy a hold e del target price da 7,80 a 5,10 euro, in un comparto automotive europeo debole.
Tra i titoli fuori dal listino principale spiccano Webuild e Trevi, dopo l’approvazione da parte della Consob del documento relativo all’Opa volontaria totalitaria promossa da Webuild sulle azioni ordinarie Trevi.
Celelalte piete
Pe piata valutaraeuro/dolar resta sostanzialmente stabile sopra quota 1,15, a 1,1540 rispetto alla chiusura precedente.
Più movimentato il comparto energetico: il wtf con consegna ottobre scende sotto i 105 dollari al barile, mentre il Brent di novembre resta intorno ai 108 dollari. Il gaz naturale ad Amsterdam rimane sopra gli 80 euro per megawattora.
Tra i metalli preziosi recuperano terreno aur e argint. L’oro sale dello 0,81% a 4.367 dollari l’oncia, mentre l’argento spot guadagna l’1,26% a 64,488 dollari. Sale anche il cupru, a 14.176 dollari per tonnellata, sostenuto dalla discesa dei rendimenti dei Treasury. Più cauta invece la performance del Bitcoin, che resta sotto la soglia dei 76.000 dollari.
