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Neva, società di venture capital di Intesa Sanpaolo annuncia 2 nuovi fondi VC da 500 milioni per aziende super innovative

Intesa Sanpaolo

Neva Sgr,la società di venture capital del Gruppo Intesa Sanpaolo ha annunciato oggi il lancio di due nuovi fondi per complessivi 500 milioni di euro, Neva II Global e Neva II Europe.
L’obiettivo dichiarato è di offrire agli investitori un ritorno di altissimo rendimento in un contesto di rischio che però ha un perimetro delineato da competenze e scelte accurate.
I due fondi sono stati presentati oggi alle Officine Grandi Riparazioni di Torino davanti a una platea di venture capitalist, corporation, investitori istituzionali, esperti, imprenditori e startupper da tutta Italia e da numerosi altri Paesi, in particolare Stati Uniti e Israele.

L’obiettivo di Neva II Global è raccogliere circa 400 milioni di euro e investirli nelle migliori aziende emergenti altamente innovative a livello mondiale, in particolare statunitensi, israeliane, europee e italiane. Neva II Europe, per cui è prevista una raccolta di circa 100 milioni di euro, sarà invece centralizzato sulle realtà europee, specialmente italiane. Entrambi i fondi saranno operativi dal secondo semestre 2024 e punteranno sulle realtà che adottano le migliori politiche ESG e Circular e si impegnano a fornire business solution a problemi globali.

Remmert: “E’ il momento giusto per offrire un prodotto ad alto rischio e ad alto rendimento”

Neva Sgr è nata nell’agosto 2020 e in questi 3 anni che sono stati caratterizzati da una tempesta perfetta, come ha ricordato Luca Remmert, presidente di Neva Sgr, in una conferenza stampa, “abbiamo composto un portafoglio che si è dimostrato robusto e resiliente, della cui performance siamo molto soddisfatti”. Neva sgr ha già investito in 35 società, per un totale allocato di circa 142 milioni di euro tramite i fondi Neva First e Neva First Italia – dedicato agli investimenti in società italiane e che lo scorso giugno ha chiuso con un anticipo di 2 anni il periodo di allocazione degli investimenti. Inoltre ha avviato il fondo SEI (Sviluppo Ecosistemi di Innovazione), interamente sottoscritto da Intesa Sanpaolo Innovation Center e riservato al supporto della crescita degli ecosistemi innovativi in Italia.

“Ma Neva, come braccio nel venture capital della prima banca italiana, si è posta l’obiettivo di diventare protagonista in questo settore non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, con una grande squadra di altissimo livello” ha detto Remmert. “La nuova avventura consiste nel lancio di questo secondo fondo da 500 milioni che vuole essere anche una risposta ai nostri investitori, istituzionali e privati, che sono pronti a bussare alla nostra porta.

Il vento è cambiato: ora gli investitori sono interessati a prodotti più rischiosi

Del resto il momento è positivo, continua il presidente: la situazione è cambiata dopo anni di incertezze e quegli investimenti con rendimenti vicini a quelli dei conti depositi hanno perso un po’ di appeal. “Invece notiamo che gli investitori sono sempre più interessati al nostro prodotto che, essendo di venture capital, è ad alto rischio e ad alto rendimento”.

Anche lo scenario su cui investire è cambiato con settori molto interessanti: dalla cyber security alla biotech per la ricerca di grandi malattie, all’energia, alla transizione ecologica, tutti settori su cui il nuovo fondo di Neva vuole puntare. A cui si aggiunge un settore “in cui l’Italia può avere un grande vantaggio competitivo rispetto ad altri paesi: l’aerospaziale e il manifatturiero”.

“L’investitore che entra nel nostro fondo, si attende certamente un ritorno di rendimento molto interessante, ma è anche colui che crede fortemente in questi settori e si sente gratificato dal fatto di aver contribuito a far crescere quella sorte di sfide contemporanee” osserva il presidente.

Il nuovo fondo ha l’imprinting di casa Neva

Il nuovo fondo da 500 milioni riprende le linee guida di quanto abbiamo sviluppato con l’attuale fondo Neva first da 250 milioni, sottolinea Mario Costantini, CEO e General Manager di Neva spiegando che si basa su 3 pilastri. Il primo pilastro consiste nel posizionarsi su prodotti con i migliori ritorni di investimento, differenziandosi quindi dagli investimenti tradizionali, puntando su una logica di rischio differenziato sia dal punto di vista geografico sia di settore industriale. Il che mitiga e assorbe eventuali cambiamenti geopolitici che potrebbero subentrare, dice Costantini.
Il nostro secondo pilastro è la forte connessione con il gruppo Intesa, non solo dal lato delle regole, della governance e del rigore, ma anche per la sua forte connessione con l’economia reale e la sua capacità di individuare eventuali bolle speculative.
Il terzo pilastro infine consiste nel lavorare sempre su iniziative che vanno a risolvere problemi reali già individuati e che hanno bisogno di supporto. Non lavoriamo su fantasie che non hanno ancora corpo, dice.

Il ritorno dell’investimento: fino a tre volte il capitale investito

Vogliamo uscire dal meccanismo di specifici territori e offrire un prodotto diversificato per il portafoglio di grandi investitori sofisticati, istituzionali o di grandi famiglie industriali, che vogliono un buon ritorno in termini di rendimento. Costantini vuole essere trasparente: “E’ chiaro che in questo genere di investimento è la parola “rischio” a farla da padrone, mentre la parola “garantito” non esiste”. Ma un ritorno potrebbe andare da un recupero del capitale investito fino a obiettivi più spinti che in prospettiva puntano a un moltiplicatore di tre volte il capitale. “La composizione del portafoglio è diversificata e quindi con diversi posizionamenti: noi puntiamo a investire in società che stanno già dimostrando forti tassi di crescita, con ricavi e profitti prevedibili” dice Costantini. “Poi ci sono delle super sfide, di prodotto e di tecnologia, che se vengono compiute troveranno uno spazio di vendita a grandi operatori. L’insieme di tutto ciò ci da’ una prospettiva di un moltiplicatore di tre volte il capitale: è qui dove ci vogliamo posizionare, tenendo conto che l’effettivo risultato sarà figlio anche dell’evoluzione dei mercati e della raccolta di tutta la finanza necessaria”.

Un lavoro da super eroi: scegliere e far crescere le società

“E’ chiaro che il lavoro di selezione delle società a cui andrà il sostegno finanziario è molto rigoroso e pignolo” dice il presidente, “sulle circa 2500 aziende che analizziamo ogni anno, ne scegliamo per l’investimento solo 7 o 8”. La scelta va su società con tassi di crescita del 200% su base annua, che possano generare profitti superiori a quelli dei normali player esistenti, con vantaggi competitivi basati sulla tecnologia, che siano presenti su mercati di grandissime dimensioni per il maggior tempo possibile e con un team che abbia una visione e una creatività internazionale ” aggiunge Costantini.
“Vogliamo essere un po’ dei super eroi per arrivare a creare società del valore di 2 o 3 miliardi partendo da zero, nell’arco di vita del nostro fondo che è di 10 anni”.
“Con Neva II Global e Neva II Europe utilizzeremo gli stessi criteri altamente selettivi adottati finora per individuare le aziende in fase di crescita con vantaggi competitivi a lungo termine, grandi opportunità di mercato e adesione ai criteri ESG e dell’economia circolare” dice Remmert. “I risultati già ottenuti con il Fondo Neva First hanno dimostrato l’elevata professionalità del nostro team, composto da analisti interfunzionali e internazionali con comprovata e riconosciuta esperienza e una profonda conoscenza dei mercati. Grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, università, centri di ricerca, acceleratori e incubatori, e forti dell’appartenenza a uno dei maggiori e più solidi gruppi bancari europei, sono certo che Neva Sgr potrà crescere e farsi conoscere ulteriormente, dando ancora maggiori soddisfazioni agli investitori”.

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Categories: Finanza e Mercati