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Nasdaq record, petrolio ed euro volano, Btp oltre il 2%

FIRSTonline

Nasdaq oltre 7 mila punti, petrolio ai massimi dal 2015, euro ad un soffio da 1,21 sul dollaro. Il 2018 si è presentato così, con un impressionante rally sincronizzato delle economie del pianeta che rischia di mettere sotto pressione le strategie espansive della Bce e della Banca centrale del Giappone. Non a caso il rialzo di Wall Street ha coinciso con l’aumento dei rendimenti sia sul dollaro (1,91% il t-Bond a due anni, 2,46% il decennale) che nell’eurozona, l’area più effervescente dal punto di vista della crescita, come hanno confermato i dati Pmi.

Non sarà facile per Mario Draghi frenare le richieste dei falchi: il membro del direttorio Bce Benoit Coueré ha già anticipato che, a suo avviso, il Qe dovrà finire a settembre. Sarà ancor più difficile per l’Italia sostenere le pressioni al rialzo sui titoli del debito italiano, che hanno ripreso a perder colpi anche rispetto a Spagna e Portogallo. Lo spread, come previsto, sarà il vero termometro della campagna elettorale.

USA, PARTENZA SPRINT PER TECNOLOGIA E CONSUMI

MeteoBorsa intanto segnala temperature in ascesa su tutti i listini. Il primo record da Guinness dei primati del 2018 l’ha stabilito il Nasdaq: 7.006,90 punti, con un progresso dell’1,5%. Sono bastati 8 mesi per guadagnare mille punti, sotto la spinta di Apple (+1.8%), Amazon (+1,7%), Alphabet (+1,05), Facebook (+2,8%) e così via.

Il rialzo ha coinvolto anche gli altri listini Usa. Il Dow Jones avanza dello 0,42%, S&P +0,83%. In forte evidenza i titoli del consumo dopo che un report di Citigroup ha elencato i benefici della riforma fiscale per il settore, superiori a quanto già previsto.

In rally anche i titoli petroliferi (+1,8%). Le proteste in Iran contribuiscono a sostenere i prezzi del Brent (66,59 dollari al barile) e Wti (60, 43) in crescita del 50% da metà 2017, nonostante siano tornati in attività gli oleodotti del mare del Nord e della Libia. A Piazza Affari Saipem +0,5%, Eni +0,2%.

CINA SUPERSTAR, FILIPPPINE E NUOVA ZELANDA RECORD

La corsa del Toro è proseguita in Oriente. In forte ascesa (+1,3%) l’indice Csi 300 di Shanghai e Shenzhen. La Borsa di Seoul guadagna lo 0,4%, quella di Hong Kong lo 0,3%, quella di Mumbai lo 0,3%. Gli indici di riferimento del mercato azionario delle Filippine e della Nuova Zelanda toccano stamattina livelli mai visti nella storia. L’indice Msci Asia Pacific è ad un passo dal record assoluto toccato nel 2007. Ancora chiusa per festività la Borsa di Tokyo.

A Seoul Hiunday Heavy Industries, il più importante cantiere navale del mondo, sale del 10% dopo la presentazione delle prospettive per l’anno nuovo.

DEBOLI LE BORSE UE. OGGI AL VIA LA MIFID 2

La corsa dell’euro ha condizionato la prima seduta del 2018 dei listini azionari europei che solo nella seconda parte della seduta hanno limitato il passivo grazie all’apertura positiva di Walll Street e gli acquisti su minerari e energia.

Al via da stamane la Mifid 2, la direttiva su servizi di investimento. Secondo S&P la novità avrà implicazioni negative per i broker, quasi tutte le banche d‘investimento (tranne le più grandi) e gli asset manager, ma sarà gestibile per la maggior parte delle altre banche senza un impatto significativo, al momento, sui loro rating.

Grazie al rally nel pomeriggio Piazza Affari contiene le perdite, -0,04%, indice Ftse Mib a 21.845 punti. In mattinata era sceso a 21.613 punti, ai minimi da settembre. Tiene Madrid (+0,35%), in calo Parigi (-0,45%). Francoforte -0,36%, Londra -0,52%. Spicca la Borsa di Atene, in rialzo del 2% e sui massimi da settembre.

MAI COSÌ FORTE L’INDUSTRIA UE

Il comparto manifatturiero della zona euro chiude il 2017 con la migliore performance della serie storica, a 60,6. “Il boom del manifatturiero ha guadagnato in dicembre ulteriore slancio, chiudendo l‘anno con la migliore performance della serie e ponendo le basi per un avvio positivo del 2018” ha osservato l‘economista capo Ihs Markit Chris Williamson. “Gli indici anticipatori per l‘anno nuovo sono incoraggianti: la voce nuovi ordini è vicina ai record e le vendite al nuovo massimo, mentre il capitolo occupazione si mantiene sui record segnati in novembre”.

Anche in Italia la crescita resta sostenuta ma in frenata rispetto ai due mesi precedenti. L‘indice Pmi manifatturiero italiano è sceso a 57,4 dal massimo da sei anni e mezzo di 58,3 registrato in novembre, comunque ben sopra la soglia dei 50 punti, che separa crescita e contrazione.

Il fabbisogno del settore statale nel 2017 si è attestato sui 53.200 milioni, con un aumento di circa 5.400 milioni rispetto al 2016 nonostante il buon andamento del gettito fiscale che ha beneficiato, fra l’altro, dei proventi per la definizione agevolata delle cartelle e delle controversie tributarie.

COEURÉ (BCE): A SETTEMBREBASTA CON IL QE

Inizio d’anno negativo per il mercato obbligazionario italiano, il quale, tra volumi sottili, fa i conti non solo con l’avvio della prossima campagna elettorale, ma anche con la possibilità, ventilata dal membro del board della Banca centrale Benoit Coeuré, che il Qe possa chiudersi già a settembre.

Intervistato dal giornale finanziario cinese Caixin Global, Coeuré ha sostenuto che “ci sono ragionevoli possibilità che l’estensione degli acquisti di bond stabilita in autunno possa essere l’ultima”.

LO SPREAD SALE A 164. FORBICE CON LA SPAGNA A 50 PUNTI

Le parole di Coeuré hanno pesato sul comparto dei titoli di Stato della zona euro, in particolare sui Btp. In questo contesto, il tasso del decennale italiano ha chiuso in area 2,1%%, massimo dalla fine di ottobre, da 2,009% dell’ultima chiusura del 2017. Ai massimi dal 19 ottobre anche lo spread con l’analoga scadenza del Bund, che in chiusura si è attestato a 164 punti base da 159 del 29 dicembre. In salita a 50 punti base da 47 punti base dell’ultima chiusura anche il differenziale di rendimento tra titoli di Stato italiani e spagnoli sul tratto a dieci anni, considerato il barometro del rischio politico italiano.

In arrivo sul primario l’emissione via sindacato di un nuovo bond decennale da parte dell’Irlanda, che questo pomeriggio ha incaricato a tal scopo un pool di dealer. Dublino, punta a raccogliere 3-4 miliardi di euro, che coprirebbero circa un quarto delle esigenze di finanziamento di quest’anno.

BRILLA UNIPOL, SI ACCORCIA LA CATENA

Fuochi d’artificio di inizio anno in Piazza Affari per Unipol (+3,25% con volumi più che doppi rispetto alla media). Il titolo già nell‘ultimo mese del 2017 era al centro di anticipazioni sul prossimo accorciamento della catena di controllo e sulla cessione di Unipol Banca (indiziata per l‘acquisto Bper). I trader si chiedono se una norma contenuta nella Legge di Bilancio che limita l‘utilizzo dei finanziamenti dei soci alle cooperative possa avere impatti sugli assetti proprietari della holding, i cui principali azionisti sono coop. Ma ha contribuito anche la conferma della raccomandazione “outperform” da parte di Mediobanca con target price a 4,88 euro.

NEL 2017 VENDUTI 2 MILIONI DI AUTO IN ITALIA. FCA +1,7%

Tra i titoli positivi spicca anche Fiat Chrysler (+1,7%), debole in mattinata (-2,3%) in sintonia con la frenata del comparto europeo, protagonista di un exploit nel finale grazie alla spinta in arrivo da Wall Street.

A Borsa chiusa sono arrivati i dati italiani sulle immatricolazioni di dicembre: 121.100 autovetture, -3,17% rispetto a dicembre 2016, durante il quale ne furono immatricolate 125.062 . Ma nel periodo gennaio-dicembre 2017 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 1.970.497 autovetture, con una variazione di +7,92% rispetto al periodo gennaio-dicembre 2016.

In recupero gli altri valori a quattro ruote. Ferrari -0,2% da -2,5% in apertura , Brembo -1,8% da -4%. In terreno positivo Cnh Industrial: +0,4%, da -1,6%. il broker Seaport Global Sec ha rafforzato il giudizio Buy, portando il target price a 13,30 euro da 12 euro precedente.

MONDADORI VERSO IL PATTO A TRE IN FRANCIA

Mondadori è tra i migliori titoli di oggi con un balzo del 6,2% a 2,20 euro sull’ona delle voci su un prossimo accordo a tre in Francia tra Lagardère, Marie Claire e le testate transalpine (tra cui Closer) che fanno capo a Segrate. L’obiettivo finale è a quotazione della newco alla Borsa di Parigi. Stamattina Banca Akros ha promosso la raccomandazione a Buy da Neutral.

MEDIOBANCA LEADER DEGLI M&A

Le banche si difendono. Unicredit +0,8%, Intesa -0,5%. Mediobanca (-0,69%) è stato l’adviser finanziario più presente sul mercato nel 2017, avendo seguito 30 deal per 74,25 miliardi di dollari, tra cui Luxottica-Essilor e Prysmian-General Cable. Seguono, a distanza, Goldman Sachs con operazioni per 48,26 miliardi e Credit Suisse per 37,25 miliardi. Per trovare altri italiani in classifica bisogna scendere al posto n.16 con Unicredit (2,68 miliardi), seguita da Banca Imi diciottesima (2,49 miliardi).

Tra gli altri istituti Banca Carige +2%, che non potrà scendere sotto quota 11,17% di Common Equity Tier 1 nel corso del 2018, come ha stabilito la Vigilanza della BCE. Creval -3,5%. Prese di beneficio per Banca Ifis (-3,6%).

TARIFFE SUPER PER LE AUTOSTRADE. SIAS+1%

Rimbalza sull’onda di Wall Street Stmicroelectronics (+1,3% da -1,4%). Vendite sulle utility: Italgas -1,8%, Enel -0,5%. Atlantia -0,4% nonostante l’aumento medio dell’1,5% dei pedaggi per le tratte gestite da Autostrade per l’Italia, contro una stima degli analisti di +1%. Intanto Madrid ha autorizzato la contro-opa di Hochtief su Abertis.

Sias +1%. Sulle autostrade del gruppo Gavio gli aumenti sono del 3%, anche in questo caso, più delle previste.

NON SI FERMA FALCK. RIMBALZA TREVI

Tra le medium/small cap, Falck Renew + 5,2%, a 2,28 euro, segna nuovi massimi pluriennali, su livelli che non si vedevano dal 2010. In volo Reno de Medici e Trevi (+12%). Astaldi +5%, Tecnoinvestimenti +2%.

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