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La Borsa ignora la crisi politica, ma fino a quando?

FIRSTonline - Giuseppe Baselice

Torna a crescere l’economia Usa, ma dopo l’Europa rallenta anche il Giappone. La congiuntura si riflette sul dollaro e sull’andamento dei T bond Usa, mentre riaprono le scommesse sul rialzo dei tassi Usa. Ad agitare il clima contribuiscono le tensioni sul petrolio dopo il bagno di sangue che continua ad accompagnare l’apertura dell’Ambasciata Usa a Gerusalemme. Il mercato dà per scontate le sanzioni Usa contro l’Iran mentre l’Europa, Francia in testa, tenta di evitare una rottura definitiva. Assai meno scontata la pace in Corea del Nord dopo l’irrigidimento di Kim di fronte alle manovre militari americane assieme a Seoul. E sembra di nuovo assai lontano un accordo sui dazi tra Washington e Pechino: il vice premier Liu He è in Usa per un negoziato che si annuncia molto complicato.

IL GIAPPONE INTERROMPE LA CRESCITA DEL PIL

Non mancano dunque le ragioni per motivare il nervosismo dei mercati. Debole la Borsa del Giappone dopo la conferma che si è interrotta la lunga striscia positiva dell’economia. Il Pil del Paese del Sol Levante ha segnato nel primo trimestre un calo dello 0,6%, assai più delle previsioni (-0,1%). Inoltre è stata rivisto al ribasso il dato del quarto trimestre del 2017, da +1,6% a +0,6%. Lo yen scende su dollaro ai minimi degli ultimi quattro mesi, a 110,3.

La Borsa di Seoul è piatta, mentre la valuta della Corea del Sud, lo won, si indebolisce nei confronti a 1.077 su dollaro. La Borsa di Hong Kong perde lo 0,8%, in calo anche i listini cinesi.

Il cross euro dollaro è sceso stamane a 1,185, in prossimità dei minimi dell’anno. La forte risalita del dollaro ha steso l’oro, che ha messo a segno ieri la peggior seduta dell’ultimo anno e mezzo: -1,7% a 1.290 dollari l’oncia. Stamattina sulle piazze asiatiche il metallo prezioso risale a 1.293 dollari.

ACCELERA L’ECONOMIA USA: IL DECENNALE A 3,065%

In grande fermento il mercato obbligazionario Usa: il rendimento del Treasury Bill a dieci anni è arrivato a 3,065%, massimo da inizio 2011. Il rendimento biennale sale a 2,56%, livello più alto dal 2008. In aumento le vendite sui sovereign giapponesi: il decennale è scivolato a 0,048%. Forti pressioni anche sui Bund tedeschi. Il decennale di Berlino tratta a 0,64%, ai massimi da marzo.

Le vendite sui bond, il cui rendimento si muove in modo opposto al prezzo, hanno condizionato anche Wall Street: il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,78%, dopo otto giorni consecutivi di rialzo. S&P 500 -0,68%. Nasdaq -0,81%.

La pressione al rialzo sui tassi di mercato Usa è in parte legato all’accelerazione dell’economia reale: le vendite al dettaglio di aprile sono cresciute in linea con le attese dello 0,3%, ma sono stati rivisti al rialzo i dati del mese precedente. Molto superiore alle attese il dato anticipatore relativo all’indice del comparto manifatturiero (Empire Manufacturing) di maggio, risultato in crescita a 20,1 punti contro stime a 15 punti.

IL PETROLIO VIAGGIA SUI MASSIMI, SAIPEM +2,4%

Poco mosso stamane il petrolio che però resta su un livello molto alto, a 78,4 dollari il barile nella versione Brent dopo aver superato la barriera dei 79 dollari. Il differenziale tra il petrolio del Mare del Nord (Brent) e quello di riferimento per gli Stati Uniti (WTI) si allarga a +7,3 dollari il barile, massimo degli ultimi tre anni.

A Piazza Affari tra i titoli migliori i petroliferi Saipem, che avanza del 2,4%, ed Eni +0,5%, all’interno di un comparto oil&gas europeo in rialzo di circa un punto percentuale. Tenaris +0,46%

SALVA L’ARGENTINA: PUÒ PAGARE LA RATA SUL DEBITO

Il peso argentino è risalito nei confronti del dollaro a 24,05 da 24,98 del giorno prima, sulla notizia che lo Stato è riuscito a completare l’asta di obbligazioni da un mese a cinque mesi: grazie ai 620 miliardi di peso raccolti, l’Argentina può rimborsare i debiti in scadenza oggi.

L’EURO DEBOLE SALVA L’EUROPA. MILANO +0,3%

Poco mosse le borse europee, raffreddate dai dati in arrivo dalla Germania: +1,6% contro una previsione di +1,8% la prima stima del pil del trimestre. A sostenere i listini è stata la flessione dell’euro, ieri ai minimi da quattro mesi

A Milano è bastato un rialzo dello 0,31% a quota 24.297 punti per aggiudicarsi la palma del maggior rialzo. In crescita i volumi, scambiati a 2,85 miliardi.

SOFFRONO LE TLC: VODAFONE -4,3%, ILIAD -19%

Nell’Eurozona è piatta Francoforte, Madrid cede lo 0,5%, Parigi guadagna lo 0,23%. Pesante la caduta di Iliad (-19%) dopo il calo dei ricavi nel fisso. La società telefonica si appresta a sbarcare in Italia “entro l’estate”. Obiettivo? Raggiungere il pareggio in Italia in termini di margine operativo lordo (ebitda) con una quota di mercato di meno del 10 per cento.

Londra +0,13% nonostante il tonfo di Vodafone (-4,26%) dopo le inattese dimissioni di Vittorio Colao.

FMI: EUROPA TIMIDA SULE RIFORME

In Europa la crescita economica è robusta, soprattutto grazie alla domanda interna, ma i governi non stanno sfruttando abbastanza questa congiuntura per ridurre il debito e fare le riforme. A dirlo il Fondo monetario internazionale nell’edizione primaverile del rapporto “Regional Economic Outlook for Europe”.

Il Fondo stima che la crescita nelle economie europee avanzate, soprattutto nella zona euro, rallenti a 2,3% quest’anno rispetto a 2,4% del 2017 per poi frenare ulteriormente a 2% nel 2019 in una previsione condivisa anche dalla Commissione europea.

Giornata movimentata per il mercato del debito della zona euro, in scia al rialzo del rendimento dei Treasuries Usa, di nuovo oltre il 3%, al top da tre anni e mezzo. Pesa la prospettiva dell’impatto sul greggio del greggio delle sanzioni Usa contro l’Iran.

SPREAD A 131. GIÀ 3,723 MILIARDI PER BTP ITALIA

A fine seduta il Btp decennale si è attestato all’1,91%, da un massimo dell’1,95%. Lo spread con il Bund ha chiuso a 131 punti base.

A movimentare il mercato della zona euro hanno contribuito le dichiarazioni di Villeroy de Galhau. Il governatore della Banque de France ha sostenuti che la Bce potrebbe aggiornare la guidance sui tassi con l’avvicinarsi della fine del QE.

Cresce intanto l’incertezza politica italiana, ma il quadro non frena il gradimento per il Btp Italia: ieri le sottoscrizioni per il titolo scadenza maggio 2026 sono salite a 3,723 miliardi grazie a 1,417 miliardi di richieste che si sono aggiunte ai 2,306 miliardi di lunedì. Il collocamento presso il pubblico chiude oggi, domani ci sarà l’offerta riservata agli investitori istituzionali.

PIAZZA AFFARI VIAGGIA SU GOMME PIRELLI

La performance positiva di Piazza Affari è dovuta in buona parte all’accoglienza positiva ai dati di Pirelli (+4,34%), miglior blue chip di giornata, che ha così azzerato la perdita da inizio 2018. Il gruppo chiude il primo trimestre 2018 con ricavi in crescita del 5,7% (organico) a 1,31 miliardi euro, con un calo del 2,2% dopo l’impatto dei cambi. La crescita organica dei ricavi dovrebbe essere maggiore del 9%, (+4% includendo cambi e l’applicazione del nuovo principio contabile Ifrs 15), in lieve calo rispetto alle stime precedenti per la scelta di ridurre l’esposizione sul segmento Standard. Confermata invece la crescita attesa sull’High Value, settore su cui la società ha annunciato da tempo la focalizzazione.

Tra gli industriali si riduce nel corso della giornata il rialzo di St: +0,2% dopo aver toccato un rialzo di oltre due punti percentuali sull’onda delle indicazioni in arrivo dall’Investor day di Londra. Prysmian +0,1%.

Fiat Chrysler -0,4%. Complicazioni in vista per il negoziato con le autorità ambientali degli Stati Uniti, nel corso di una causa contro la società, è stata è emerso che la società non avrebbe informato in modo corretto gli investitori sul tema delle emissioni dei motori diesel.

COMMERZBANK DÀ LA SPINTA ALLE BANCHE

In grande evidenza anche il settore bancario, in sintonia con il resto d’Europa (+0,3% l’Eurostoxx) spinto da Commerzbank (+3%) che ha promesso di tornare a distribuire il dividendo nel 2018.

L’indice italiano avanza dello 0,6% sull’oda della risalita dei tassi di mercato e ai dati positivi su impieghi e sofferenze pubblicati dall’Abi. I rialzi più pronunciati riguardano Ubi (+1,7%) e Banco Bpm (+1,3%) che entro la fine dell’anno dovrebbe espellere, attraverso le garanzie statali, 8,5 miliardi di euro di crediti in sofferenza, di cui, cinque miliardi di euro entro giugno. Sale anche Bper Banca(+1%). Positivi anche i Big: Unicredit +0,3%, Intesa +1%.

Banca Mediolanum -1%. La Procura di Roma ha aperto un’indagine su una sentenza del 2016 del Consiglio di Stato che ha permesso a Fininvest di non vendere una quota del 20%, come da prescrizione della Banca d’Italia, a seguito della perdita dei requisiti di onorabilità di Silvio Berlusconi, che ha peraltro riacquistato i pieni diritti politici nei giorni scorsi.

Positivo il gestito. Rimbalza Azimut (+1,3%), Banca Generali +0,7%. Segna il passo Fineco Bank (-0,1%).

UNIPOLSAI IN FONDO AL PANIERE. SCOMPARE LIGRESTI

Deboli le assicurazioni: Generali -0,1%. Fanalino di coda del paniere principale è Unipol Sai -1,9% nel giorno della scomparsa di Salvator Ligresti.

A fine mese il titolo della compagnia uscirà dall’indice MSCI Europe in cui entreranno Pirelli e Moncler (piatta).

PRADA SOTTO TIRO, SOFFRE IL LUSSO

In calo nella moda Salvatore Ferragamo (-0,3%). Pesa il forte ribasso di Prada (-5%) a Hong Kong: il titolo è stato colpito dal Sell di Citigroup.

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TRIMESTRALI: ARRETRA ERG (-3,5%)

Nel resto del listino la giornata è stata dominata dalla pioggia di trimestrali.

Technogym (-2%) sotto la pressione delle prese di profitto, malgrado una crescita dei ricavi superiore alle attese.

Esprinet -3%: cresce il debito. Ima -0,5%, Saras +0,2% reagisce poco ai risultati trimestrali.

Arretra Erg (-3,5%). Risultati del trimestre. Ebitda rettificato pari a 162 milioni, in linea con le previsioni. Debito a 1,23 miliardi. Confermati i target del 2018: Ebitda a 475 milioni di euro.

Fincantieri +1%. Commissionata da Silversea Cruises nave da crociera extra lusso da oltre 320 milioni euro.

Giglio Group (+1,3%), chiude il primo trimestre 2018 con Ebitda normalizzato pari a 3,1 milioni di euro, +32% rispetto al primo trimestre 2017.

Cerved (-0,1%) ha perfezionato l’acquisto della piattaforma di recupero crediti in sofferenza, denominata “Juliet”, da Monte Paschi.

Isagro (-1%) ha pubblicato i risultati al 31 marzo 2018. Ricavi a 42,2 milioni di euro, in diminuzione di 5 milioni anno su anno. Ebitda a 4,5 milioni di euro, in diminuzione di 2,9 milioni su base annua.

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