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Imprese, con Sace sono cresciuti fatturato e posti di lavoro

FIRSTonline

Il contributo di Sace sulle imprese italiane ha generato, solo nel 2019, 13,8 miliardi di euro di fatturato addizionale e oltre 40mila posti di lavoro. Le aziende che hanno beneficiato degli strumenti di Sace, Simest e della controllata Sace Bt, hanno generato ulteriori 26 miliardi lungo le rispettive filiere produttive. Sono i principali risultati emersi dall’analisi d’impatto economico e sociale realizzata dall’ufficio studi di Sace con Prometeia – società di consulenza e di ricerca economica – su oltre 23mila operazioni che hanno coinvolto 8.360 imprese attive in 162 Paesi e mobilitato oltre 163 miliardi di risorse tra il 2005 e il 2019.

Dall’analisi emerge che il numero di operazioni è passato dalle circa mille del 2008 alle oltre 2mila del 2019, così come il numero di imprese clienti, più che raddoppiato dalle 500 del 2008 alle oltre 1.300 nel 2019, il 75% Pmi.

Inoltre, a beneficiarne di più è l’export: dal 2010 al 2019 il numero degli esportatori nazionali è aumentato del 3,4% secondo l’Istat, rispetto al 22,5% registrato tra le imprese clienti di Sace e Simest. 

Tra i settori spicca la meccanica strumentale con oltre il 30%, in particolare macchine, moda, costruzioni e alimentare. Rilevanti anche i comparti ad alta intensità tecnologica e dei mezzi di trasporto, mentre per Sace Bt i settori più legati al consumo, ad esempio agroalimentare, moda e distribuzione. Si conferma negli ultimi due anni la forte crescita delle imprese appartenenti ai settori del Made in Italy, quindi agroalimentare e sistema moda.

Per quanto riguarda la distribuzione a livello territoriale è il Nord-Est a guidare la classifica con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che rappresentano il 58%; mentre al Sud spiccano Campania, Puglia e Sicilia. Guardando alla destinazione delle strategie di internazionalizzazione, tra il 2015 e il 2019 le principali geografie di riferimento sono state il Brasile, gli Emirati Arabi Uniti e la Russia. Solo nel 2019, anche l’India ha avuto un ruolo in primo piano.

Nello specifico, gli strumenti analizzati hanno riguardato l’export credit di Sace – volto a proteggere dal rischio insolvenza e diviso in credito fornitore, credito acquirente e documentario – le garanzie Sace per facilitare l’accesso al credito e migliorare la competitività nelle gare d’appalto internazionali; strumenti di sostegno degli investimenti diretti esteri; factoring estero per garantire liquidità alle imprese, strumenti per la patrimonialità, patrimonializzazione ed export credit messi in campo da Simest.

Invece, per Sace Bt l’analisi ha invece considerato la polizza globale che consente alle imprese di assicurare l’intero fatturato dilazionato e la sviluppo export dedicato all’attività internazionale della clientela.

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Categories: Economia e Imprese