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Gei, Economisti d’impresa: per l’Italia la ripresa alla fine del 2012 non è impossibile

Il peggio è passato. E nella seconda metà del 2012 l’economia italiana inizierà a invertire la sua tendenza al ribasso. Almeno a detta del Gruppo Economisti di impresa (Gei) che ha presentato i risultati della propria ricerca all’Osservatorio Congiunturale. Per il 25esimo anno consecutivo il Gei ha organizzato questo incontro, questa volta presieduto da Alessandra Lanza, presidente Gei e Responsabile analisi e Ricerca economica di Prometeia per fare il punto sulla congiuntura oltre a promuovere e diffondere studi sull’economia dell’impresa. 

Se nel futuro si vede uno spiraglio di luce, gli Economisti di impresa non negano che la condizione presente risenta di un passato particolarmente difficile, soprattutto a causa del congelamento della domanda interna. I dati mostrano che il secondo trimestre di quest’anno ha chiuso in negativo, con un’ulteriore contrazione del Pil dell’1%. A risentirne maggiormente sono stati i settori orientati al mercato domestico, come quelli legati alla filiera dell’edilizia e del settore auto.

Eppure nel secondo semestre Gei prevede un miglioramento. L’ottimismo non è solo frutto della speranza ma è sostenuto da alcuni settori di punta della nostra economia, ovvero quelli che si stanno rilanciando sui mercati internazionali compensando in questo modo il crollo della domanda interna. Grazie all’export verso i mercati emergenti l’economia italiana registrerà in tutto il 2012 una contrazione del Pil del 2,1%, segnale di una ripresa negli ultimi mesi dell’anno.

Due i motivi che rafforzano le stime di Gei. Innanzitutto la maggior consapevolezza diffusa in Europa sulla gravità della crisi fa presagire soluzioni più coordinate e rapide di interventi a supporto del normale funzionamento dei canali creditizi via normalizzazione dei meccanismi di funzionamento del mercato interbancario e garanzie ai creditori privati. E infatti, condizione “fondamentale per mantenere e accrescere la competitività delle nostre imprese sui mercati esteri”, ha commentato il presidente Lanza,riavviare il ciclo degli investimenti, ma perché questo accada è necessario normalizzare il canale creditizio in tempi brevi”.

Ma anche la convinzione che il rallentamento globale non sarà così duro come si crede. Lorenzo Stanca, Managing Partner di Mandarin Capital Partners, ha infatti commentato che “la fase di rallentamento della Cina dovrebbe continuare, ma è da escludere uno scenario di forte caduta del tasso di crescita: nel complesso la situazione è sotto controllo da parte delle autorità”. 

“E’ inevitabile”, si legge in una nota di Gei, “che un acceso processo di selezione industriale si protragga almeno ancora per un biennio, ma il traino delle imprese esportatrici dovrebbe favorire un recupero lungo le filiere e consentire, complice l’indebolimento dell’euro, di guadagnare posizioni sui mercati internazionali, riavviando quella spirale virtuosa di esportazione ed innovazione che le nostre imprese hanno da sempre saputo mettere in atto con grande successo”. 

 
 

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