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G8 fra crescita e rigore: Obama e Hollande contro Merkel

La crisi europea e il braccio di ferro fra crescita e rigore, ossia fra monsieur Hollande e frau Merkel. Questo il tema centrale del G8 in programma fra oggi e domani a Camp David, nella residenza del Presidente degli Stati Uniti. Faranno da corollario altri capitoli non meno importanti per gli equilibri internazionali: dall’Afghanistan alla primavera araba, dallo sviluppo sostenibile alla riduzione della povertà. 

A tenere banco saranno però il dossier Grecia, le misure di austerity già decise e gli investimenti per la crescita ancora da stabilire. Obama intende chiedere all’Europa ulteriori sforzi per rimettere in moto la macchina del Pil e su questo terreno gli interlocutori più disponibili sono il premier italiano, Mario Monti, e soprattutto il neo-eletto presidente francese, François Hollande. Dopo la pesante sconfitta alle ultime amministrative, invece, la posizione di Angela Merkel si fa sempre più difficile da gestire. Politicamente indebolita sul fronte interno, la cancelliera è ormai isolata su quello internazionale. 

Oltre al padrone di casa, Barack Obama, al professor Monti e alla diarchia franco-tedesca, siederanno intorno al tavolo i leader di Gran Bretagna, Canada, Giappone e Russia. Sono invitati, come ormai da tradizione, anche il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, il numero uno della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso, e alcuni leader africani. 

Ad aprire le danze sarà proprio il nostro presidente del Consiglio, che è stato invitato direttamente da Obama a tenere l’intervento iniziale su “Economics and Global Issues”. Al termine dei lavori, i capi di Stato e di Governo partiranno per Chicago, dove domenica e lunedì è in programma un vertice Nato.

Ieri il segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, ha sottolineato come “l’Europa sia ancora intrappolata in una crisi del debito molto dura” e ha ribadito la preoccupazione di Wahington per le possibili ripercussioni sugli Usa. 

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