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Fotovoltaico sul tetto di casa, arriva la startup norvegese

Otovo

Il mercato della transizione ecologica in Italia è tutto da esplorare e fa gola anche ad operatori esteri. Uno dei segmenti finora più di nicchia ma proprio per questo ad altissimo potenziale è quello dei pannelli fotovoltaici residenziali. Quante abitazioni oggi ne sono dotate? Pochissime. Quante potranno esserlo in futuro, grazie al Green New Deal e ai fondi del Recovery Plan? Probabilmente molte di più. In Norvegia questo lo hanno già capito: nel Paese scandinavo il 98% del fabbisogno nazionale di elettricità è coperto da energia pulita (contro il pur buono 35% dell’Italia), e nel 2016 è nata una startup, Otovo, che nel giro di cinque anni è diventata leader del mercato norvegese nella vendita di pannelli solari per le abitazioni private (quota del 60%) ed è stata ammessa alla quotazione alla Borsa di Oslo. Forte della partecipazione del Fondo sovrano norvegese, il fondo pensionistico più grande al mondo e in prima linea negli investimenti green, Otovo conta 180 dipendenti, 400 installatori, oltre 5.500 impianti installati, 140.000 pannelli e 38 MW installati in 7 paesi: è presente in Svezia, in Francia, Polonia e Spagna.

Tra poco lo sarà anche in Italia, dove proporrà il suo business alla portata di tutti: di fatto Otovo assomiglia a quelle piattaforme, già diffuse ad esempio nel mercato assicurativo, in grado di comparare i prezzi e di proporre all’utente una soluzione conveniente in pochi minuti. Tramite la sua app infatti Otovo crea un marketplace digitale che permette d’individuare il miglior rapporto qualità/prezzo nell’installazione di impianti fotovoltaici in ambito residenziale, confrontando le offerte dei montatori locali di pannelli. Per tutti i privati cittadini che volessero ricavare energia solare pulita dal tetto della propria abitazione, il sito è in grado di inviare un preventivo in due minuti, chiedendo semplicemente di indicare l’indirizzo della casa unifamiliare dove si desidera avere un impianto fotovoltaico. La consegna avviene invece in sole 24 ore. Otovo aiuta anche a districarsi nella giungla delle autorizzazioni e della burocrazia: anche se l’Italia non è la Norvegia e gli ostacoli potrebbero essere maggiori, la startup scandinava conta di fornire anche qui un servizio “chiavi in mano”, cioè occupandosi di tutte le procedure amministrative del caso.

Il costo dipende dall’abitazione, ma l’impianto residenziale medio in Italia ha una potenza di 4,4 kW e un costo lordo di circa 6.000 euro: un investimento importante ma che può rientrare in soli 4 anni secondo le stime, grazie a risparmi del 50% sulle bollette. L’impianto di Otovo è garantito per cinque anni, rispetto ai soli 2 anni obbligatori previsti dalla normativa vigente. Infine, il cliente non è costretto ad acquistare il servizio, ma può anche affittarlo per la durata ritenuta necessaria. In questo mercato, che entro il 2025 arriverà a valere 1,2 miliardi di euro (anche grazie alle detrazioni fiscali previste dall’Ecobonus) e che in Italia ha come leader Enel X, Otovo conta di ritagliarsi una quota del 10% nel prossimo triennio e un fatturato di 100 milioni di euro entro il 2025. Secondo quanto emerge dal 18° rapporto “Gli italiani, il solare e la green economy”, il 78% degli italiani ritiene infatti che le fonti rinnovabili siano il futuro dell’energia.

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