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Export Italia 2021: sulle biciclette l’Italia ha il primato in Europa. Bene anche i formaggi e la ceramica

Imagoeconomica

Dai dati raccolti e analizzati da Confindustria Ceramica, nel 2021 l’industria ceramica italiana ha raggiunto quota 7,5 miliardi di euro di fatturato (+15,4% rispetto al 2019), di cui 5,2 mld derivanti dalle vendite nei mercati esteri. Performance positive, sulle quali però rischia di pesare l’attuale situazione internazionale: “I fortissimi rialzi nei costi del gas, delle materie prime e della logistica mettono a rischio la competitività internazionale del settore e la redditività aziendale”. Complessivamente sono 263 le imprese del settore attive in Italia, che occupano 26.537 addetti diretti. In particolare, l’internazionalizzazione produttiva in Europa e Nord America di controllate da ceramiche italiane supera i 900 milioni di euro di vendite.

Export 2021: Italia primo produttore di biciclette

Una gran bella sorpresa per l’export arriva dalla ricerca “Ecosistema della Bicicletta” realizzata da Banca Ifis: con oltre 3,2 milioni di pezzi fabbricati nel 2021, l’Italia si attesta come primo produttore europeo di biciclette e paese leader della smart mobility. La quota di mercato viene stimata al 21%, seguita da Germania e Portogallo, con un saldo export/import di biciclette positivo per 1,3 milioni di pezzi e in crescita del +23% sull’anno precedente. Una crescita trainata dal fenomeno e-Bike e dal reshoring, con il rientro in Italia delle attività produttive. Il fatturato è in aumento del +7,4% rispetto al 2020, pari a 1,6 mld. 

L’aumento della domanda ha sostenuto i ricavi: +7.4% l’incremento annuale e +7,3% la crescita media del fatturato dei produttori attesa nel biennio 2022-2023, alla fine del quale potrebbe superare 1,8 miliardi di euro. Il 25% dei produttori ha aumentato la quota degli investimenti nel biennio 2020-2021 e un altro 70% li ha mantenuti invariati. In primo piano l’eBike, che con un +25% arriva a rappresentare l’11% della produzione (dal 9% dal 2020). Il reshoring è uno dei trend che stanno guidando la crescita del settore, trainato dalla crisi delle catene mondiali di fornitura. Banca Ifis stima che la fabbricazione di 2,8 milioni di biciclette all’anno rientrerà in Europa, con un’accelerazione nel biennio 2022-2023, corrispondente al 18% della produzione totale europea. Il 30% delle imprese però sembra avere difficoltà a trovare figure professionali adeguate e il 24% aumenterà gli investimenti sulla formazione.

Export motore della crescita per il comparto latte-formaggi

Dopo un 2020 colpito duramente dalla pandemia, durante il quale il comparto lattiero caseario ha dato prova di grande resilienza garantendo di fatto la sopravvivenza della filiera, stando ai dati diffusi da Assolatte nel 2021 il motore della crescita è stato proprio l’export. Nel loro insieme, i prodotti lattiero-caseari hanno generato 4,1 mld di fatturato, di cui 3,5 mld legati ai soli formaggi. Questi ultimi hanno superato per la prima volta le 500mila tonnellate, attestandosi a 521mila. Tuttavia, quest’anno le aspettative sono state deluse a causa degli aumenti delle materie prime e dell’energia. Tra i più pesanti, il gas naturale cresciuto del 400%, quello dei noli dei container del 170%, mentre il cartone ha avuto rincari medi del 48%, la plastica del 73%, i pallet del 46%.

L’associazione dei produttori lattiero caseari ha evidenziato come le consegne di latte nel 2021 sono cresciute del +3,3% attestandosi a 13,1 milioni di tonnellate. La produzione dei derivati ha potuto esprimere incrementi tra i più elevati dell’Ue. La disponibilità di burro è salita del +2,1%, yogurt e altri latti fermentati del +6,4%, il latte alimentare del +7,2%, i formaggi del +5,3%. Nel dettaglio dei formaggi con quasi 400mila tonnellate la mozzarella si è confermata il formaggio più prodotto. Buone performance di crescita anche per gli altri freschi, come mascarpone e burrata. Per quanto riguarda il comparto DOP, la metà della produzione casearia nazionale, con il 35% dei volumi si posiziona al primo posto il Grana Padano. Seguono il Parmigiano Reggiano (28%), Gorgonzola e Mozzarella di Bufala Campana (11% e 9%, rispettivamente), Pecorino Romano (6%), Asiago (4%) e Taleggio (2%).

Dal punto di vista dei mercati di destinazione, l’area Ue resta una garanzia. Aumenti a doppia cifra in Francia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Polonia e Svezia hanno interessato pressoché tutte le categorie di prodotto. Le percentuali più elevate sono state registrate da Mascarpone (+42%) e Provolone (+20%). Buoni risultati anche dall’area extra-Ue, dove la variazione media nei volumi di export (+9,7%) cela incrementi in realtà molto più rilevanti in alcuni partner chiave come USA (+20%), Cina (+26%), Corea del Sud (+28%) e la stessa Ucraina (+43%).

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Categories: Economia e Imprese