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Debuttano in Puglia i mestieri dell’energia

FIRSTonline

Mario Draghi, nella visita all’Istituto tecnico Cuccovillo di Bari, pochi giorni fa, non ha menzionato l’energia, pur spronando i giovani a studiare le materie tecniche. Da tempo l’Italia ha accumulato un preoccupante deficit di conoscenze, soprattutto nei campi della meccatronica, della digitalizzazione e delle fonti rinnovabili, settori in cui ci giochiamo competitività e sviluppo. Il governo ha stanziato un miliardo e mezzo di euro per rilanciare tutti i tipi di istruzione tecnica e la riforma degli ITS è all’esame del Parlamento. Il ministro Patrizio Bianchi è un convinto sostenitore della riorganizzazione delle materie tecnico-scientifiche, che vuole più collegate al mondo produttivo. Ma è proprio dalla Puglia, visitata dal premier, che arriva un buon esempio di collaborazione tra industria e scuola in campo energetico: Edison e la School of Management Aforisma hanno avviato a Lecce il primo corso sui “Mestieri dell’Energia”. Sarà dedicato agli operatori di impianti termoidraulici, allo scopo di aumentare la presenza di personale specializzato.

Il corso prende vita in una Regione virtuosa per lo sviluppo delle energie alternative, suscettibili di altra crescita se si sbloccassero le autorizzazioni per nuovi impianti. Ad ogni modo, i promotori, con l’aiuto della Giunta regionale, hanno strutturato un corso della durata di tre anni con 3.200 ore tra lezioni, laboratori e visite guidate e 1.440 ore di apprendistato retribuito. Si sperimenta così la nascita di particolari corsi a sistema duale, già visti in Germania, con formazione e apprendistato remunerato. Aforisma ha anche condotto un’indagine sull’impiantistica di energia pugliese, un business con 745 aziende energetiche cresciute del 326% in dieci anni.

Nessuna provincia è rimasta fuori dall’ingegnerizzazione e dall’installazione di sistemi eolici o fotovoltaici. L’impiantistica da sola conta circa 10 mila aziende con 30mila addetti, pari al 6% del totale nazionale. C’è chi ricorda la scarsità di personale “energetico” quando, in anni lontani, a Brindisi, Taranto e Manfredonia furono creati siti e centrali di produzione. Ora c’è in campo qualcosa di nuovo e necessario per dare una buona qualifica professionale ai primi 12 giovani di età compresa tra i 14 e i 24 anni.

È un esperimento formativo da valorizzare nell’orizzonte della crescita delle energie rinnovabili. “Qui si contano tra i più alti tassi italiani di abbandono scolastico precoce, dispersione scolastica e scarsa preparazione di base”, dice Elisabetta Salvati, Ceo di Aforisma. Il percorso formativo comincia da numeri altamente negativi, che una sapiente strategia deve portare a profitto. Edison ha interesse creare manodopera specializzata in loco, ma è la stessa riforma dell’istruzione tecnica del governo che cerca sponda nell’industria e suscita curiosità manageriali e politiche sull’esperimento pugliese.

Per Giorgio Colombo, direttore risorse umane di Edison, “si cerca di costruire il futuro in una terra dove troppo spesso il futuro è un’idea e non una possibilità”. A latere dell’apprendimento c’è la disponibilità delle aziende partner di Edison a far lavorare i giovani, così come le sinergie con le imprese artigiane attratte dalle nuove tecnologie. Se alla Regione di Michele Emiliano – intervenuto alla presentazione del corso- va il merito di orientare i ragazzi verso mestieri ricercati, a Edison va riconosciuta la sensibilità di mettere in atto al Sud un moderno sistema scuola-lavoro, come nei programmi del Miur, nel settore più stimolante e delicato dell’economia.

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Categories: Economia e Imprese