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Dazi cancellati, Pop Bari salva e tutto pronto per Fca-Psa

FIRSTonline

La settimana finanziaria italiana si apre all’insegna del salvataggio della Banca Popolare di Bari deciso dal Consiglio dei Ministri, che ieri sera ha deliberato l’intervento sotto la formula di “Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento”, come recita il titolo del decreto. In sostanza, vengono stanziati 900 milioni per dotare il Mediocredito Centrale perché, tramite Invitalia, intervenga nell’istituto dando vita alla costituzione di una banca di investimento. Al di là delle parole si scongiura, a caro prezzo, una nuova emergenza bancaria. Intanto la Banca d’Italia si accinge ad aggiornare oggi l’ammontare del debito pubblico, previsto ad ottobre a 2.439,2 miliardi di euro. Non sono da escludere, in questi cornice, tensioni sulla finanza pubblica, anche perché oggi arriva in Parlamento il maxiemendamento sulla manovra su cui è scontata la richiesta del voto di fiducia.

Queste preoccupazioni domestiche non turbano la fiducia dei mercati azionari, che promettono, dopo l’accordo sui dazi tra Cina e Usa e l’esito del voto nel Regno Unito, un finale d’anno positivo. Avanzano le Borse asiatiche ai massimi da otto mesi, sostenute dalla conferma della pace tra i Grandi. Gli Usa hanno cancellato gli aumenti dei dazi per 160 miliardi di dollari e dimezzato le tariffe per altri 120 miliardi. A sua volta, la Cina ha sospeso le tariffe aggiuntive su alcune merci statunitensi che avrebbero dovuto essere applicate a partire dal 15 dicembre su mais, grano, veicoli, ricambi per auto fabbricati negli Stati Uniti.

RIPARTE CON IL MAKE UP L’ECONOMIA CINESE

Festeggia più di tutte la Borsa di Sidney (+1,7%), la più sensibile all’andamento della domanda in arrivo dall’economia cinese. Più tiepida la reazione di Tokyo (+0,05%) alla vigilia della riunione della Banca centrale: non sono attese novità sul fronte dei tassi negativi dopo l’ultima ondata di stimoli (21 miliardi di dollari) annunciati dal premier Shinzo Abe.

In ascesa Shanghai (+0,4%). Gli indici della borsa cinese reagiscono positivamente ai dati macro pubblicati stamattina. Le vendite al dettaglio a novembre hanno registrato un incremento dell’8% su base annua contro il 7,2% di ottobre e il 7,6% stimato dagli economisti. Si tratta del rialzo più ampio da giugno. Contributo decisivo da prodotti di cosmetica (+16,8% dal +6,2% di ottobre), apparecchi domestici (+9,7% da +0,7%) e mobili (+6,5% da +1,8%). Nei primi 11 mesi dell’anno le vendite al dettaglio hanno segnato un aumento dell’8% sullo stesso periodo del 2018.

Il presidente Xi ha annunciato che venerdì si recherà a Macau: l’ex colonia portoghese, che non ha partecipato alle proteste, potrebbe diventare il nuovo hub finanziario sostituendo la “ribelle” Hong Kong (-0,4%).

SI RAFFORZA IL T BOND, APERTURA EUROPEA CON IL SEGNO PIÙ

Si moltiplicano i segnali di distensione sui mercati. Si rafforzano i T bond Usa a 1,84%, arretra lo yen sul dollaro a 109,38. Continua il rally della sterlina dopo il trionfo di Boris Johnson: +0,48% a 1,3389 sulla valuta Usa. L’euro tratta a 1,1132.

In lieve ribasso l’oro (-0,06%). Il metallo giallo, come gli altri beni rifugio, perde parte del suo appeal: l’Etf più diffuso sul metallo giallo cede il 7% dai massimi di ottobre.

In lieve flessione il petrolio: il Brent tratta stamane a 64,98 dollari in calo dello 0,37%.

Il future sull’indice EuroStoxx50 anticipa un avvio in rialzo dello 0,6%. La scorsa settimana si è chiusa con un progresso dello 0,7%.

TUTTO PRONTO PER L’ACCORDO CON PEUGEOT

La notizia clou della settimana dovrebbe essere la firma del memorandum of understanding tra Psa e Fiat Chrysler. Nel weekend le due delegazioni hanno limato l’intesa.

È stato stabilito che, al momento del parziale disimpegno di Dongfeng, il partner cinese di Psa che dovrà ridurre la sua quota per evitare il no di Washington, a comprare un 2,5% sarà la famiglia Peugeot che così equilibrerà la sua quota rispetto agli Agnelli.

Anche dopo l’eventuale uscita di Carlos Tavares, alla guida del gruppo per i prossimi 5 anni, il suo posto sarà preso da un consigliere scelto dai francesi.

Gli eventuali oneri per le contestazioni fiscali a Fca o per la causa intentata da Gm saranno negoziati nell’ambito dei 5,5 miliardi già conteggiati a vantaggio di Exor.

BANCHE CENTRALI A RAPPORO. LA SVEZIA ESCE DAI TASSI NEGATIVI

Sarà ancora una settimana intensa per le banche centrali. Da seguire la riunione della Banca centrale giapponese e di quella svedese, due Paesi con i tassi sottozero. La previsione è che Stoccolma alzi il costo del denaro da -0,25% a 0%.

Sotto i riflettori anche la riunione della Bank of England, dedicata agli stress test delle banche, primo test monetario dopo il voto.

WEIDMANN VUOLE PIÙ SPESA PUBBLICA

Ha fatto sensazione intanto l’intervista del presidente della Bundesbank Jens Weidmann alla Suddeutsche Zeitung. Il banchiere si è schierato contro “il feticcio” del bilancio pubblico in attivo aggiungendo la sua voce al coro di chi chiede un aumento della spesa pubblica. Un bell’aiuto a Christine Lagarde ma, dicono i maligni, la conferma che tanti no del passato sono stati dettati dall’ostilità verso Mario Draghi.

Oggi usciranno gli indici Pmi manifatturieri e dei servizi di Francia e Germania e dell’Eurozona.

A Wall Street sarà diffuso l’indice Empire Building Manufacturing relativo all’andamento dell’economia del nord-est.

Sul fronte dei dazi l’attenzione si concentra sul contenzioso tra Usa ed Unione Europea: in settimana potrebbero scattare l’aumento delle tariffe su alcuni beni, tra cui il whisky e il cognac.

Donald Trump attende senza ansia l’arrivo della procedura di impeachment. “Dal punto di vista elettorale – ha ribadito – per me è un grosso vantaggio”. Intanto giovedì ci sarà un nuovo dibattito tv tra gli otto sfidanti democratici in vista delle presidenziali. Ma non ci sarà Michael Bloomberg, escluso perché non intende ricevere contributi elettorali.

DIVIDENDO PER STM, CONTI PER NIKE E FEDEX E PER LA MARIJUANA

Sul fronte azionario, il calendario di Piazza Affari prevede la distribuzione del dividendo trimestrale di Stm (0.06 euro).

A Wall Street sotto i riflettori i conti di Nike e di FedEx. Il giorno 20 uscirà l’ultimo episodio di Star Wars, la saga più redditizia di Walt Disney. Ma arrivano anche i primi conti dei produttori di marijuana quotate nelle borse Usa.

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