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Caro-gas e inverno 2022: le famiglie possono essere protagoniste dell’autonomia energetica. Ecco come

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Prezzi del gas che hanno oltrepassato di molto i 300 euro per MWh hanno sollecitato molte proposte sui giornali italiani. Alcune esasperate, altre ragionevoli: dall’appello alla razionalità per costruire nuove centrali nucleari, al tetto sul prezzo del gas, all’appello alla Norvegia per restituire qualcosa dei profitti degli ultimi 50 anni di vendite di gas all’Europa. Probabilmente l’aggiustamento si farà con la recessione che diminuirà la domanda da parte delle imprese.  

È peculiare però che tutte le proposte presentate sui giornali riguardino il governo, i produttori di energia elettrica e le imprese. Manca un attore importante nell’economia: le famiglie, che rappresentano un quarto dei consumi di energia in Italia. Delle famiglie si parla solo per dire che anch’esse saranno razionate. Eppure possono essere protagoniste della soluzione di emergenza per l’autonomia energetica dai vari autocrati produttori di gas e petrolio, che è anche quella di lungo periodo per raggiungere net zero emissioni di carbonio nel 2050.

Le famiglie sono parte della soluzione alla crisi energetica

Abbiamo visto negli ultimi anni come incentivi ecologici come il contributo statale al 50-90% per le facciate o il famigerato 110% di elemosina statale a ricchi e poveri per l’isolamento delle abitazioni, abbiano mobilitato il risparmio delle famiglie e contribuito alla ripresa post-Covid19. 

L’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei condomini, dove vive la maggior parte della popolazione urbana che è l’83% della popolazione italiana, potrebbe rapidamente – al momento 2-3 mesi non anni – fornire autonomia elettrica alle famiglie. Poiché il consumo di energia delle famiglie rappresenta un quarto del consumo totale, se tutte le famiglie partecipassero, la produzione industriale, che non può usare direttamente le energie rinnovabili, sarebbe risparmiata dalla necessità di razionamenti e chiusure.

Le 3 misure necessarie contro la crisi

Non saranno tutte le famiglie che installeranno pannelli fotovoltaici sui tetti delle loro case e condomini questo autunno, ma possiamo cominciare subito a introdurre tre misure necessarie. 

In primo luogo occorre rendere obbligatoria l’installazione nei nuovi edifici. 

Poi, occorre che gli installatori siano forniti di pannelli e personale per far fronte alla domanda. Non sembra il caso al momento. Enel è considerato un campione europeo e mondiale nelle tecnologie rinnovabili e nella gestione digitale delle reti, (ma all’estero!) sul suo sito italiano presenta da mesi il seguente annuncio: “nell’ultimo periodo abbiamo ricevuto un numero di richieste di sopralluoghi e installazioni relative al fotovoltaico da tetto molto superiore rispetto a quanto registrato finora. Nell’ottica di garantire ai nostri clienti tempi di gestione dei contatti e degli ordini in linea con i nostri standard di servizio, siamo spiacenti di comunicare che al momento non riusciamo ad evadere nuove richieste”.

Occorre dunque un Commissario per fornirci di pannelli di ultima generazione, prodotti in Europa e Asia, ma evitando, per quanto possibile, i pannelli cinesi nell’eventualità di un’invasione di Taiwan e sanzioni relative.  

I condomìnii non sono, notoriamente, luogo di decisioni rapide o ideologiche, ma l’aumento vertiginoso delle bollette di luce e gas e il rischio di razionamenti questo inverno ha reso l’autonomia da Putin una preoccupazione quotidiana. Il costo dell’installazione dei pannelli e dell’accumulo potrebbe essere anticipato dalle banche con il dovuto sconto, come in precedenti incentivi, e un rendimento uguale alle bollette da non più pagare fino a estinzione della nostra stella è imbattibile, in particolare in un contesto d’inflazione non così transitoria come sperato. 

Questo nel migliore dei casi e dei governi.  Di qui anche le incertezze delle famiglie. Finora l’installazione è stata mediata dai gestori di reti che acquistano la produzione in eccesso del consumo a 4 cent al kwh e la vendono in caso di bisogno a 27 cent a kwh. Per favorire le reti, gli installatori, spesso la medesima impresa, sovradimensionano l’impianto, riducendo così la possibilità di autoproduzione per tutti i condòmini. E non si possono usare parti comuni come i tetti  escludendo alcuni condòmini dall’uso delle stesse. La figura giuridica di gruppo di autoconsumatori di energia rinnovabile già esiste nel nostro ordinamento. Occorre però che le reti si rassegnino all’autoproduzione di elettricità da parte delle famiglie, misura egualmente necessaria per arruolare il risparmio e l’iniziativa delle famiglie nel progetto. 

Il PNRR prevede finanziamenti per oltre due miliardi di euro, fino al 100% dei costi ammissibili, per gruppi di autoconsumatori di energie rinnovabili nei comuni al di sotto dei 5000 abitanti. Ma non è lì la maggioranza degli abitanti.

Il governo Draghi ha provveduto a confiscare gli extra profitti dei produttori e rivenditori di energia per redistribuirli alle famiglie che ne avevano necessità. Ma con il ritorno dei partiti al governo nessuno disturberà più i possibili finanziatori. Anche per i tempi stretti prima dell’inverno in cui Putin userà al massimo l’arma di ricatto del gas, queste misure per l’autonomia energetica delle famiglie fanno parte dell’ordinaria amministrazione nell’attuale stato di emergenza.

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Categories: Economia e Imprese