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BORSE OGGI 27 DICEMBRE – La Cina sfida il Covid: è un rischio ma i mercati apprezzano. Il gas dà sprint all’Europa

European Commission

La Cina ha deciso di riaprire le frontiere. Dal giorno 8 gennaio non ci sarà più l’obbligo di quarantena per chi entra nel Paese, ma solo un certificato di buona salute rilasciato 48 ore prima della partenza. La notizia ha avuto un immediato effetto sui listini asiatici +0,5% e sui futures di mercati Usa +0,6%.

La Cina cambia rotta

L’improvviso cambio di rotta della Cina nella lotta anti-Covid suscita più di un interrogativo: secondo Bloomberg, nei primi venti giorni di dicembre almeno 248 milioni di persone, il 20% della popolazione, avrebbero contratto il virus. Ma per ora, in assenza di dati ufficiali (Pechino non comunica più i dati quotidiani) prevale l’ottimismo: “molte città cinesi – su legge sul report di JP Morgan – sono in grado di uscire dall’emergenza in tempi molto brevi”. 

Positive le borse aperte dopo la sosta di Natale (all’appello mancano Australia ed Hong Kong): l’indice delle blue chips cinesi avanza dello 0,6%. Avanzano in Asia i titoli del turismo e delle compagnie di viaggio: la svolta (Xi JinPing ha detto che d’ora in poi la lotta alla pandemia sarà più mirata) consentirà ai cinesi di riprendere a viaggiare per il prossimo Capodanno lunare. 

A Tokyo +0,5% Le vendite al dettaglio sono cresciute per il nono mese consecutivo, spinte dai consumi privati e dalla ripresa del turismo. Il governatore della Bank of Japan Haruhiko Kuroda ha escluso la possibilità di abbandonare nel breve termine una politica monetaria accomodante. Ma continua il recupero dello yen sul dollaro, in calo da tre sedute.

Gas, petrolio e bond

L’apertura dei listini europei dovrebbe riflettere la situazione dei mercato dell’energia: il Gas Naturale sul circuito europeo riparte da 83 euro per mwh, è il livello più basso da febbraio. In dieci giorni ha perso oltre il -40% e il bilancio da inizio anno si è ridimensionato a +16%. Dal picco di agosto si è ridimensionato del -77%. In Europa, le temperature dovrebbero rimanere sopra la media fino ai primi di gennaio. 

Il governo di Mosca ha annunciato che è pronto a riaprire i rubinetti del gasdotto Yamal, una delle principali porta di accesso del metano siberiano verso l’Unione europea. In compenso la Russia ha annunciato che taglierà la produzione di petrolio tra i 500 e 700 mila barili. 

L’aumento del Brent (84,5 dollari al barile) sembra però dipendere soprattutto dall’ondata di gelo che ha investito il Nord America.

In Italia l’attenzione è monopolizzata dall’attesa per il varo della Manovra. Alle 14 di domani un testo blindatissimo approderà al Senato: qualsiasi ritocco comporterebbe la quasi certezza dell’esercizio provvisorio, che dal 1° gennaio obbligherebbe ad andare avanti solo con l’ordinaria amministrazione.

Il mercato obbligazionario riparte dopo le esternazioni natalizie di Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese e della tedesca Isabel Schnabel. Entrambi hanno ribadito che la Bce dovrà insistere nella politica di rialzi dei tassi, nonostante le pressioni di alcuni governi. Il Bund tedesco venerdì ha chiuso a 2,40%, il Btp al 4,47%. La settimana scorsa è terminata con un calo dell’1,7% per il primo e dell’1,8% per il secondo. 

Cross euro dollaro in lieve risalita per il terzo giorno consecutivo a 1,066.

Wall Street 

Clima positivo con riserva a Wall Street. L’ultimo dato relativo all’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE), pubblicato venerdì, ha mostrato che la pressione inflazionistica si sta attenuando, ma la Fed resta preoccupata per la forza del mercato del lavoro.

Gli analisti di Citi hanno segnalato che il tasso di interesse ufficiale della Fed potrebbe raggiungere dal 5,25% al 5,50% entro la fine del 2023, sulla base delle aspettative che il mercato del lavoro continuerà ad aggiungere nuovi occupati nei primi mesi del 2023, esercitando un’ulteriore pressione al rialzo sui salari. 

Elon Musk non si ferma neanche a Natale. Il tycoon ha rivelato che ormai un centinaio di satelliti di Starlink coprono il cielo dell’Iran assicurando le connessioni Internet, necessarie alla resistenza per comunicare superando la censura del regime.  

Bitcoin poco mosso a 16.868 dollari. Sam Bankman-Fried, fondatore di FTX, è stato scarcerato a fronte di una cauzione da 250 milioni di dollari. In seguito però si è scoperto che questa cifra non è stata versata. Lo ha riferito il New York Times, svelando che il rilascio è avvenuto a fronte della sottoscrizione di un’obbligazione a versare 250 milioni di dollari, a patto che rimanga a casa dei suoi genitori in California e si presenti alle prossime udienze del tribunale. Nel caso in cui fugga la casa dei suoi genitori di Palo Alto, data in garanzia, verrà sequestrata e venduta dalle autorità governative. Queste condizioni sarebbero state concordate prima che l’ex enfant prodige lasciasse le Bahamas.

Nuovo cda per la Juve. Tim: Vivendi ringrazia il Governo

Alla vigilia dell’assemblea sui conti di domani è stata resa nota la compagine del cda che guiderà la Juventus dal prossimo 18 gennaio. L’azionista di controllo Exor ha candidato per il nuovo Cda Fioranna Vittoria Negri, Maurizio Scanavino (futuro amministratore delegato) Gianluca Ferrero (prossimo presidente) Diego Pistone e Laura Cappiello.

Enel ha sottoscritto con un pool di banche e Cdp una linea di credito revolving da 12 miliardi di euro garantita al 70% da Sace per le sue esigenze di copertura dei collaterali per le attività di trading sui mercati dell’energia.

Tim: Arnaud de Puyfontaine, Ceo di Vivendi, ha espresso in una nota la sua gratitudine al governo per il clima costruttivo nelle discussioni in corso. Un nuovo incontro tra governo, Cdp e Vivendi sul riassetto dell’ex monopolista telefonico è previsto il 29 dicembre.

Erg: tramite una controllata spagnola ha siglato un accordo per l’acquisizione di Instalación Fotovoltaica Arericsol VIII che possiede un impianto solare fotovoltaico da 25 MWp. Il valore dell’operazione in termini di enterprise value è di 30,4 milioni di euro.

È stata accettata dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti la proposta di Fincantieri per gestire in partenariato pubblico-privato la manutenzione del Mose di Venezia per i prossimi 11 anni. È previsto un canone complessivo pari a 57 milioni di euro all’anno per 11 anni.

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