Lo কলঙ্ক che ha percorso in questi giorni i corridoi della finanza in Turchia è arrivato stamane a quella che viene considerata la testa del drago, তেরা, con l’arresto del suo presidente e degli altri membri del board, tra cui un ex ministro delle finanze del governo di এরদোগান.
Tera Yatirim Menkul Degerler AS è una ব্রোকারেজ ফার্ম da giorni al centro di un’indagine sul fallimento di alcuni fondi azionari, che ha causato la perdita di miliardi di dollari degli investitori. Il suo presidente Emre Tezmen, già in stato di fermo dalla scorsa settimana, alle prime luci dell’alba stamane è stato condotto in কারাগার, in compagnia dei বোর্ডের সদস্যরা della società, Kerem Alkin ed Emre Alkin, e a un altro dirigente della società, Alper Ozturk, secondo quanto riportato dal canale televisivo turco এনটিভি. Kerem Alkin, che si è ritirato dal Ministero degli Esteri turco lo scorso anno, ha ricoperto la carica di ambasciatore e rappresentante permanente del Paese presso l’Ocse dal 2021 al 2024. Suo fratello Emre è un economista di spicco e commentatore televisivo che appare regolarmente sui canali nazionali.
L’azienda, un tempo poco conosciuta società di intermediazione e gestione patrimoniale, aveva registrato un’impennata di oltre il 50.000% al suo apice, appena quattro anni dopo la quotazione in borsa. Poi, lo scorso 16 settembre, la società ha annunciato di non essere riuscita a onorare alcune ফেরত অনুরোধ a seguito di ingenti deflussi di capitali, scatenando il panico tra gli investitori এবং একটি ঘটাচ্ছে crollo del valore delle azioni.
Cronaca di un terremoto: tra crollo della Borsa, manipolazioni su titoli, interventi delle autorità
Ma gli arresti in casa Tera sono solo l’ultimo capitolo all’interno di una più ampia operazione di contrasto alla sospetta manipolazione dei prezzi azionari, al centro di una তারল্য সংকট che ha scosso il settore dei fondi di investimento in Turchia, spingendo le autorità di regolamentazione a congelare numerosi fondi এবং ordinarne la liquidazione. L’inchiesta della Procura di Istanbul è partita da un rapporto di agosto della Sermaye Piyasasi Kurulu (Spk), l’autorità turca dei mercati.
In tutto ciò il principale indice di borsa della Turchia, il Bist 100, nel corso dell’ultimo mese, è crollato fin anche del ৮০%, sebbene rimanga superiore del 16,5% rispetto a un anno fa, tra i più brillanti nella zona euro: dall’inizio della scorsa settimana, circa 50 titoli dell’indice hanno registrato cali pari o superiori al 40%.
গত সপ্তাহে Commissione per i mercati aveva già presentato denunce penali contro 38 persone অভিযোগের জন্য manipolazione delle azioni di Katilimevim, società quotata in borsa che si occupa di finanziamento del risparmio, imponendo loro un divieto di negoziazione di due anni, a cui ieri sono seguiti gli arresti.
Le autorità turche in questi giorni sono dovute anche intervenire per rafforzare la stabilità finanziaria তারপর alcuni fondi hanno avuto problemi nel far fronte ai prelievi dei clienti dopo il crollo della borsa. La কেন্দ্রীয় ব্যাংক per esempio ha aumentato i finanziamenti repo a 300 miliardi di lire turche e ha decuplicato i limiti di prestito delle banche sul mercato monetario interbancario per garantire la liquidità della lira বাজারে.
Un fac-simile dello “schema Ponzi”: mezzo milione gli investitori coinvolti per 18 miliardi di dollari
I fondi in questione hanno attratto quasi mezzo milione di investitori al dettaglio, 455.758 secondo l’autorità di controllo in oltre 100 fondi di investimento turchi per un valore di circa 18 কোটি ডলার. Le loro partecipazioni sono state concentrate in titoli illiquidi a basso flottante, cosicché anche scambi limitati finivano per provocare forti oscillazioni di prezzo. In alcuni casi, questi beni venivano poi utilizzati come garanzia per prestiti a breve termine, i cui proventi venivano poi reinvestiti negli stessi titoli, secondo quanto affermato da esperti finanziari che hanno esaminato le transazioni. Il ministro della giustizia turco ha definito l’organizzazione “simile a uno schema Ponzi”. In risposta, l’autorità di regolamentazione dei mercati ha ordinato la liquidazione di 131 fondi gestiti da sette società, tra cui Tera appunto. Intanto le autorità turche hanno anche anche imposto restrizioni alle transazioni e chiesto dati sui trasferimenti di denaro e criptovalute all’estero a partire dal 2024 per accertare eventuali trasferimenti di beni oltreoceano.
Il অর্থমন্ত্রী Mehmet Simsek ha dichiarato venerdì che i problemi sono stati circoscritti e non rappresenteranno un rischio sistemico. Ieri il ministero ha dichiarato in un comunicato che gli individui অভিযুক্ত includono la violazione della legge turca sui mercati dei capitali, l’appartenenza a un’organizzazione criminale e la frode aggravata commessa da dirigenti aziendali o altri che agiscono per conto di un’azienda durante attività commerciali.
