Il presidente statunitense Donald Trump e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky si sono incontrati a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, in un momento particolarmente delicato per la guerra in Ucraina. Il colloquio si è concluso come sempre con l’obiettivo dichiarato di trovare una soluzione al conflitto in Ucraina, ma non è stato annunciata l’imminenza di un nuovo accordo di pace né un cessate il fuoco.
"রাশিয়া ও ইউক্রেনের মধ্যে শান্তি আপনার ধারণার চেয়েও দ্রুত প্রতিষ্ঠিত হবে।“, aveva detto in precedenza Trump sul podio dell’Assemblea generale, prospettando ancora una volta una conclusione del conflitto ma appunto senza indicare una scadenza né precisare le condizioni di un possibile accordo. “Putin metta fine alla guerra”, ha detto il tycoon, per poi aggiungere nel corso del bilaterale con il collega ucraino: “Stiamo lavorando per porre fine alla guerra. Sia Zelensky che Putin lo vogliono”. “Trump ci aiuterà a porre fine a questa guerra. E penso che ne abbiamo bisogno, il più velocemente possibile, prima dell’inverno”, ha detto Zelensky.
La proposta di una tregua energetica
Uno dei temi centrali del colloquio tra Trump e Zelensky sarebbe stata la possibilità di una tregua limitata alle infrastrutture energetiche. Il leader ucraino avrebbe proposto di fermare gli attacchi contro centrali, reti elettriche e altre infrastrutture essenziali, con un impegno reciproco da parte russa e ucraina.
Si tratterebbe comunque di una misura circoscritta, non di un cessate il fuoco generale. L’obiettivo sarebbe ridurre almeno una parte degli attacchi che colpiscono direttamente le infrastrutture civili e preparare, eventualmente, il terreno per negoziati più ampi. La proposta arriva mentre entrambe le parti continuano a colpire obiettivi legati all’apparato energetico e petrolifero dell’avversario.
Washington chiede a Kiev di fermare le raffinerie
Un altro punto delicato riguarda gli attacchi ucraini contro le raffinerie e le infrastrutture petrolifere russe. Secondo le indiscrezioni riferite da Reuters, Trump avrebbe chiesto a Zelensky di ridurre o interrompere queste operazioni.
Per Kiev, tuttavia, gli impianti petroliferi rappresentano uno degli obiettivi attraverso i quali esercitare pressione sulla capacità russa di finanziare e sostenere lo sforzo bellico. La questione potrebbe quindi rappresentare uno dei principali punti di discussione tra Washington e il governo ucraino. La richiesta americana si inserisce inoltre in un quadro internazionale nel quale i mercati energetici sono già sottoposti a forti tensioni.
Zelensky insiste sulla difesa aerea
Sul fronte opposto, il presidente ucraino avrebbe insistito sulla necessità di rafforzare la capacità di difesa del Paese, in attesa di trovare l’intesa per la pace. Tra le richieste di Kiev ci sono ulteriori sistemi Patriot e munizioni intercettatrici, soprattutto in vista dei mesi invernali. La difesa delle infrastrutture energetiche è infatti strettamente collegata alla disponibilità di sistemi antiaerei. Per l’Ucraina, una possibile tregua non elimina il problema della protezione del territorio nel caso in cui gli attacchi dovessero riprendere.
Il tema delle forniture militari rimane quindi intrecciato a quello diplomatico: da una parte Washington cerca di ridurre l’escalation, dall’altra Kiev vuole mantenere sufficienti capacità di deterrenza.
Trump guarda anche a Putin
Un elemento importante emerso nelle dichiarazioni di Trump riguarda inoltre il rapporto diretto con Mosca. Il presidente americano ha affermato che Vladimir Putin sarebbe disponibile a un incontro finalizzato a discutere della conclusione della guerra. Non risulta però, al momento, un nuovo accordo formale che stabilisca tempi e condizioni di un eventuale vertice Trump-Putin.
Il coinvolgimento della Russia rimane in ogni caso inevitabile. Qualsiasi eventuale intesa tra Washington e Kiev dovrà infatti essere accompagnata da un confronto con Mosca per trasformare una proposta in una misura effettivamente applicabile sul campo.
Nessuna svolta, ma il negoziato continua
Il risultato più concreto del faccia a faccia, sulla base delle informazioni disponibili, sembra essere la prosecuzione del dialogo. Non c’è ancora un accordo complessivo e non è stato annunciato un cessate il fuoco generale. Le indiscrezioni indicano però alcuni possibili punti di partenza: una tregua sulle infrastrutture energetiche, la discussione sugli attacchi alle raffinerie russe, nuove richieste ucraine di sistemi Patriot e la prospettiva di ulteriori contatti tra Trump e Putin.
