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Armatori, banche e Stato: storia del credito navale

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Lunedì 19 marzo alle ore 17 a Roma, nella filiale Intesa Sanpaolo di via del Corso 226, si terrà un incontro aperto al pubblico che approfondirà il tema della storia del credito navale con la presentazione del volume “Armatori, banche e Stato” edito da Il Mulino.

Saranno presenti, oltre all’autore Roberto Giulianelli che è professore di Storia Economica e di Storia dell’industria e dei consumi all’Università Politecnica delle Marche, Vera Zamagni, docente di Storia Economia all’Università di Bologna, nonché autrice di alcuni volumi sull’IMI pubblicati da Il Mulino; Giorgio Lombardo, che è stato responsabile del Progetto Storia dell’IMI e capo dell’Ufficio Studi IMI; Maria Emanuela Marinelli, funzionario della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio, delegata ad occuparsi degli archivi d’impresa presenti sulla regione e Barbara Costa, responsabile Archivio storico di Intesa Sanpaolo.

Il volume ricostruisce la genesi, l’evoluzione e le ricadute sull’industria marittima di uno dei “crediti speciali” introdotto in Italia fra XIX e XX secolo. Soppresso nel 1940, le sue competenze furono assunte dell’IMI, istituto di cui l’Archivio storico di Intesa Sanpaolo detiene e gestisce la documentazione storica, un patrimonio culturale di grandissima importanza per la storia economica italiana. Nel corso dell’evento saranno proiettate immagini d’archivio provenienti dall’archivio storico di IMI, ora Intesa Sanpaolo.

L’Istituto di Credito Navale, istituito con Regio decreto legge 5 luglio 1928, n. 1817, nacque in un periodo di saturazione del mercato cantieristico internazionale e di crisi finanziaria delle principali imprese armatoriali italiane; fu pensato da Alberto Beneduce, che ne fu presidente fino al 1940, e aveva lo scopo di erogare finanziamenti a imprese armatoriali italiane a medio-lungo termine e a tassi agevolati; le somme mutuate dovevano essere utilizzate per lo sviluppo e l’incremento della flotta mercantile italiana.

Uno dei più consistenti mutui fu erogato dall’Istituto di Credito Navale alla Società Navigazione Generale italiana per la costruzione del transatlantico Rex, piroscafo fra i più lussuosi prodotti in quegli anni. I mutui concessi alla Società Cosulich, al Lloyd Sabaudo e alla Navigazione Generale confluirono nei contratti stipulati dall’ICN con la S.A. Italia, che fu la prima concentrazione di imprese armatoriali costituita in Italia, alla quale partecipò anche la Banca Commerciale Italiana.

L’ICN fu sciolto nel 1940, e le sue attività e passività furono trasferite all’IMI e al Consorzio per Sovvenzioni su Valori Industriali, che dal 1936 era divenuto una sezione autonoma dell’IMI. Le attività di credito navale rimasero appannaggio dell’IMI fino al 1962, anno in cui fu istituita, sempre all’interno dell’IMI, una speciale Sezione Autonoma di Credito Navale. I documenti del fondo “Istituto per il Credito Navale (ICN)” – pari a 58 faldoni, tutti inventariati e aperti alla consultazione degli studiosi e del pubblico interessato – consentono di conoscere le prime modalità di finanziamento specificamente pensate per l’industria armatoriale. Si tratta, infatti, delle carte che vennero consegnate nel giugno 1940 al momento dello scioglimento dell’Istituto e del
passaggio delle sue funzioni all’IMI.

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Categories: Economia e Imprese