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Borse 30 settembre: Europa frenata dall’inflazione mentre il Nasdaq prova a risorgere, titoli di Stato ancora sotto pressione. A Milano tra i peggiori c’è Tim

Seduta migliore per Wall Street che non per i listini europei dopo i dati sull’inflazione sopra le attese. A Piazza Affari soffrono le banche ma continua il rally di Technoprobe. Petrolio di nuovo sui 100 dollari al barile

Borse 30 settembre: Europa frenata dall’inflazione mentre il Nasdaq prova a risorgere, titoli di Stato ancora sotto pressione. A Milano tra i peggiori c’è Tim

Seduta di metà settimana ancora interlocutoria sui mercati finanziari occidentali: Wall Street prova a risorgere, in particolare il Nasdaq trainato dalla buona vena dei titoli tecnologici all’indomani dell’incontro alla Casa Bianca tra il presidente Donald Trump e i ceo delle principali aziende dell’Intelligenza artificiale, che ha stabilito che per ora il sistema pubblico si fida dei meccanismi di auto-controllo delle società private. E dunque l’indice Nasdaq Composite avanza dell’1% circa: tra i titoli più scambiati come al solito Micron +1% e Nvidia +1,5% (entrambi i ceo erano al luncheon a Washington), ma anche Apple +2,5% grazie anche alle aspettative positive sull’iPhone Duo pieghevole. Counterpoint stima circa 6 milioni di unità vendute nel 2026, un dato che sta alimentando l’interesse degli investitori verso il nuovo prodotto.

Bene i titoli tech del Nasdaq dopo il pranzo dei ceo con Trump alla Casa Bianca

Prosegue il rally iniziato dopo lo storico lancio di Starship di lunedì SpaceX, che oggi guadagna un altro mezzo punto percentuale ritrovando i 150 dollari per azione. Microsoft, Intel, Palantir e Amazon avanzano tutte e quattro del 2%, Google quasi del 3% al momento. Il titolo migliore del paniere Top-100 è Palo Alto +4%. In controtendenza Tesla -1,4% e Meta -1%. Decisamente meno ispirato il Dow Jones che oscilla intorno alla parità, con Walmart, Visa e Jp Morgan in territorio negativo. In rosso l’Europa: Milano -0,84%, Francoforte -0,8%, Londra -0,3%, Parigi -0,9%. Il cambio euro-dollaro è pressoché stabile intorno all’1,135. Il Bitcoin si apprezza dell’1% e aggancia gli 84.000 dollari. Continua a salire lo spread Btp Bund, che già ieri aveva superato la soglia dei 100 punti base, cioè il massimo dalla primavera 2025: il rendimento del Btp decennale supera il 4,6%.

Ancora sotto pressione i titoli di Stato, il petrolio riavvicina i 100 dollari al barile

I 政府债券收益率 non affliggono solo il mercato obbligazionario italiano: alla vigilia della manovra lo spread Oat-Bund sale oltre 120 punti base, il massimo dal 2012. Rimane molto alto anche il tasso del T-Bond decennale statunitense, sopra il 5,2%. A rallentare le Borse europee comunque sono oggi soprattutto i dati sull’inflazione, che in diversi Paesi dell’Eurozona è tornata a correre oltre le attese: un quadro che riporta al centro i timori sulle pressioni sui prezzi e, di conseguenza, sul percorso dei tassi delle banche centrali. Anche perché oggi ci si mette pure il petrolio, il cui prezzo torna a salire dopo che ieri era sceso ben sotto l’asticella dei 100 dollari al barile: il Brent scambia sui 99 dollari, il Wti Crude Oil sopra i 91 dollari al barile. Il Brent si avvia a chiudere il mese con un rialzo superiore all’8%, a causa del perdurare dell’incertezza sui negoziati tra Stati Uniti e Iran.

Continuano le tensioni in Medio Oriente, ma le forniture di petrolio sono praticamente ai livelli pre-guerra

La portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, ha dichiarato che Teheran ha ricevuto una proposta statunitense riguardante la riapertura dello Stretto di Hormuz, a seguito della presentazione delle condizioni avanzate dall’Iran la scorsa settimana. Nonostante l’incertezza diplomatica, le forniture di greggio dal Medio Oriente sono tornate su livelli prossimi a quelli pre-conflitto. Oggi però fa subisce un nuovo significativo rincaro pure il gas naturale europeo, che balza di oltre il 5% sopra i 73 euro per megawattora. Deboli invece l’oro e l’argento: il primo scende sui 4.155 dollari all’oncia circa, il secondo difende a fatica i 60 dollari all’oncia svalutandosi di quasi il 2% in questo momento.

Ecco i migliori e i peggiori di Piazza Affari. Sempre in rosso Danieli

Piazza Affari chiude a 51.371 punti, appesantita dall’ulteriore ribasso di Telecom Italia -2,6% mentre sta iniziando l’integrazione con Poste Italiane dopo l’Opas. A parte un paio di eccezioni, è una seduta piuttosto negativa anche per i titoli finanziari: Banco Bpm -2%, Generali -1,75%, Intesa Sanpaolo -1,6%, Mps -1,4%, Unipol -1,36%. Eni -1,11%: il mercato sta iniziando a prezzare il rischio di ulteriori interventi sui prezzi energetici. Continua invece il volo di Technoprobe che oggi incassa un ulteriore 2,17% a 33 euro per azione. Amplifon +1,17%, Poste Italiane +1%, Campari +2%. Tra le banche la migliore in controtendenza è Banca Mediolanum +1,74%. Fuori dal paniere principale perde un altro 1,4% Danieli, che è finita sotto i 50 euro per azione.

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