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Uk, via le restrizioni dal 19 luglio: azzardo o rischio calcolato?

FIRSTonline

Dal 19 luglio il Regno Unito dirà addio a quasi tutte le restrizioni. Boris Johnson ha deciso di andare avanti per la sua strada, nonostante le accuse, le critiche e gli inviti alla prudenza pronunciati da molti esponenti della comunità scientifica. Ma soprattutto nonostante il forte incremento dei contagi dovuto alla diffusione sempre più ampia della variante Delta e l’ulteriore aumento che lo stesso Primo Ministro dà già per scontato. Le previsioni del Governo britannico parlano di almeno 50mila casi positivi al giorno entro la fine di luglio (oggi sono circa 25mila, a metà maggio erano 2mila), mentre il neo ministro della Salute, Sajid Javid, ha stimato addirittura di raggiungere i 100mila nuovi contagi giornalieri durante l’estate. “Tristemente – ha aggiunto Johnson durante l’ultima conferenza stampa – dovremo tornare nell’ottica di avere una maggiore quantità di morti da Covid-19”. Sebbene le previsioni siano dunque nefaste, dopo la proroga di un mese stabilita lo scorso 14 giugno, giorno in cui in origine Downing Street avrebbe dovuto ritirare le restrizioni, stavolta il Governo britannico non arretra di un millimetro. 

LE NUOVE REGOLE DEL REGNO UNITO DAL 19 LUGLIO

Tra tredici giorni cadrà l’obbligo di indossare le mascherine, anche al chiuso, nella stragrande maggioranza delle attività quotidiane, anche se regole più precise saranno comunicate la prossima settimana. Non si dovrà più rispettare alcun distanziamento fisico e cadranno i limiti di capienza attualmente imposti a bar e ristoranti. Chi vorrà partecipare a matrimoni e funerali non dovrà più rispettare alcuna limitazione, così come chi prenderà parte ai grandi eventi (non è previsto alcun green pass, per intenderci). Riapriranno anche le discoteche e ci si potrà riunire in casa di amici e parenti senza alcun paletto (oggi il limite è di massimo 6 persone non conviventi). Nei prossimi giorni il Governo comunicherà nuove decisioni su scuola e mezzi di trasporto. 

Le nuove regole saranno valide in tutta l’Inghilterra, ma non in Scozia, in Galles e in Irlanda del Nord che, godendo di autonomia in materia sanitaria, hanno preferito adottare un approccio più prudente. 

VACCINI E POCHI MORTI: LE MOTIVAZIONI DI JOHNSON 

L’aumento dei contagi registrato nel Regno Unito nelle ultime settimane a causa della diffusione della variante Delta e nonostante il successo della campagna vaccinale sta spaventando tutto il mondo. Tutti, tranne Boris Johnson che ha deciso di scommettere su un altro dato: quello relativo ai decessi provocati dalla malattia da Covid-19, rimasti molto bassi (il 5 luglio i nuovi casi hanno superato quota 27mila, i morti sono stati 18) proprio grazie ai vaccini. Contenuto anche il numero dei ricoveri in ospedale: 1.900 oggi, a fronte degli oltre 25mila di dicembre.

In Gran Bretagna, oltre il 50% della popolazione ha già ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti-Covid, mentre all’85% dei cittadini è stata somministrata almeno una dose. “Se non andiamo avanti adesso quando abbiamo chiaramente fatto così tanto con la campagna vaccinale per rompere il legame [tra Covid-19 e morti, ndr] quando dovremmo farlo? Correremmo altrimenti il rischio di riaprire in un momento molto difficile quando il virus ha un vantaggio, nei mesi freddi, o di dover rimandare tutto al prossimo anno”.

Insomma la scommessa di Boris Johnson è chiara: grazie ai vaccini, il Regno Unito sta riuscendo e riuscirà a contenere il numero di morti e di ricoveri in ospedale, nonostante il già previsto incremento dei contagi. In questo contesto, l’estate aiuta. Quindi meglio far cadere le restrizioni adesso adesso che farlo quando le temperature più rigide favoriranno un’ulteriore diffusione del virus. 

C’è però un altro aspetto da tenere in considerazione: dato che l’aumento del numero di morti segue di tre o quattro settimanequello dei contagi, al momento le previsioni sui decessi non sono certe (e infatti in questo caso Downing Street non ha diffuso stime). Quella che il Primo ministro fa passare come una certezza per il momento dunque non lo è, anche se con ogni probabilità l’effetto dei vaccini aiuterà a contenere il dato sui decessi, evitando i numeri registrati durante la prima e la seconda ondata. 

AZZARDO O RISCHIO CALCOLATO?

Durante un’intervista a Times Radio, il professor Calum Semple, consigliere del Governo e membro di Sage (il gruppo di consulenza scientifica per le emergenze), ha affermato che la decisione di far cadere le restrizioni “non è un azzardo, è più un rischio calcolato. Abbiamo buoni dati che indicano che stiamo gradualmente rompendo il legame tra casi totali e casi gravi in ospedale. Guardando i numeri di ieri sera, l’88% delle persone attualmente in ospedale per Covid-19 non è stato vaccinato o ha ricevuto il vaccino senza avere il tempo di sviluppare l’immunità, venendo contagiato prima dei 28 giorni necessari per far scattare la reazione immunitaria. Ci sono segnali molto forti che la vaccinazione sta funzionando e protegge la stragrande maggioranza delle persone”.

Critiche dure nei confronti della politica di Johnson sono invece arrivate da altri esponenti della comunità scientifica, soprattutto per quanto riguarda la scelta di eliminare l’obbligo di mascherine al chiuso: “È dimostrato che le mascherine riducono i contagi e non riusciamo a capire per quale motivo vorremmo deliberatamente aumentare il numero di contagi”, ha dichiarato Chaand Nagpaul, presidente della British medical association, definendo “senza senso” la scelta del Governo. Accuse anche da parte dei principali sindacati che temono un aumento dei contagi tra i lavoratori, soprattutto per chi lavora a contatto con il pubblico nei negozi o nei trasporti. Se i consumatori non indosseranno le mascherine, i lavoratori saranno a rischio. Il Trades Union Congress ha detto che è “inaccettabile che un Governo deleghi le sue responsabilità ai singoli individui o datori di lavoro”.

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