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Terna: consumi elettrici in calo (-2,8%) nel 2023, in crescita le fonti rinnovabili (+5,8%)

Pixabay

Calano i consumi elettrici, aumenta il ricorso alle fonti rinnovabili. È quanto emerge dalle ultime rilevazioni di Terna, secondo cui lo scorso anno, i consumi elettrici italiani sono diminuiti del 2,8% rispetto al 2022, attestandosi a 306,1 miliardi di kWh. Più che positivo il dato relativo alle fonti rinnovabili, che lo scorso anno hanno coperto complessivamente il 36,8% della domanda, in netto aumento rispetto al 31% del 2022 “grazie al contributo tendenziale positivo di tutte le fonti e, in particolare, della produzione idroelettrica, tornata in linea con i valori storici”, si legge nella nota della società che gestisce la rete elettrica nazionale che sottolinea inoltre la flessione tendenziale dei consumi industriali. L’indice IMCEI che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, registra infatti una variazione negativa del 3,9% rispetto al 2022.

Consumi in calo nel 2023: ecco perché

“La contrazione tendenziale della domanda elettrica annuale (-2,8%) è il risultato di forti variazioni negative nella prima metà dell’anno che hanno progressivamente lasciato spazio a moderate variazioni positive a partire dal mese di settembre”, spiega Terna, evidenziando che tale andamento è però conseguenza del confronto con il 2022, che era stato caratterizzato da una riduzione significativa della domanda nel secondo semestre come conseguenza della crisi energetica. 

“Analizzando l’andamento temporale della domanda è quindi evidente che la riduzione osservata a partire dalla seconda metà del 2022 si è mantenuta sostanzialmente invariata sino a oggi, attestandosi su livelli costantemente inferiori rispetto al trend storico precedente”, evidenzia la società.

Sale la produzione rinnovabile, scendono termoelettrica e carbone

Relativamente all’offerta, nel 2023 non solo si è registrata una crescita rilevante della produzione rinnovabile (+15,4%), ma anche un importante aumento del saldo netto con l’estero (+19,2%) come conseguenza di una forte diminuzione dell’export (-24,4%) e di un aumento dell’import (+15,2%).

Terna pone in evidenza inoltre la “conseguente contrazione della produzione termoelettrica (-17,4%) e, in particolare, di quella a carbone (-41,7%)”. La contrazione della produzione a carbone è anche effetto della interruzione, nel corso del 2023, “delle iniziative di massimizzazione dell’utilizzo delle centrali a carbone messe in atto durante il periodo più critico della crisi gas. Relativamente alla contrazione della produzione termoelettrica, nel 2023 si è registrato anche un risparmio di gas rispetto allo scorso anno di circa 4 miliardi standard metri cubi”, spiega la società.

A livello geografico, la domanda è in calo in tutta Italia: -4% al Nord, -2% al Centro e -0,9% al Sud e nelle Isole. 

Boom dell’Idrico, salgono anche eolico e fotovoltaico

La domanda di energia elettrica italiana nel 2023 è stata soddisfatta per l’83,3% con produzione nazionale e il 16,7% dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. 

La produzione nazionale netta, pari a 257 miliardi di kWh, è risultata in calo del 6,4% rispetto al 2022 con la seguente articolazione per fonti: in forte crescita l’idrico (+36,1), l’eolico (+15,1%) e il fotovoltaico (+10,6%); in flessione il termico (-17,4%) e geotermico (-1,9%).

Secondo le rilevazioni Terna illustrate nel report mensile, “considerando tutte le fonti rinnovabili, nel 2023 ci sono state nuove attivazioni per circa 5,8 GW, valore superiore di circa 2,7 GW rispetto al 2022. Il dato sottolinea l’accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili: infatti si è passati dalle nuove attivazioni pari a 1 GW nel 2021, ai circa 3 GW del 2022”, si legge nella nota. 

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