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Stati generali: Conte pensa a un piano o a un libro dei sogni?

Imagoeconomica

Gli Stati generali in corso a Villa Pamphili a Roma sono ripresi con la presentazione del progetto Colao, cioè l’insieme delle proposte messe insieme dalla task force guidata dall’ex Ceo di Vodafone che il premier Giuseppe Conte ha prima chiamato e poi snobbato. È la prima volta che Colao ha potuto incontrare e presentare al premier e al Governo il frutto del lavoro della task force.

Il Governo recepirà alcune delle proposte del progetto Colao e ne boccerà altre, cioè quelle che appaiono politicamente più spinose, come quelle che ridimensionano il cosiddetto Decreto dignità a suo tempo elaborato dall’allora ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che doveva fare miracoli e ha invece contribuito, con le sue rigidità, ad aggravare la disoccupazione.

In realtà, pressato dalle autorità internazionali ma anche dal Presidente Sergio Mattarella e dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, oltre che dagli stessi partner del Pd e di Italia Viva, il premier si rende conto che non può concludere gli Stati generali a mani vuote. E in effetti, secondo quando filtra da Palazzo Chigi, il Governo ha confezionato una bozza di piano di rilancio dell’economia che però assomiglia a un libro dei sogni, perché comprende ben 55 punti ma non fa nessuna selezione e perciò si guarda bene dall’indicare le priorità, che sole potrebbero rendere sostenibile il piano.

Per ora si sa che il Governo, come ha dichiarato in conferenza stampa lo stesso Conte, pensa soprattutto all’Alta velocità anche per il Sud – cosa che implicherà il Ponte sullo Stretto, tanto indigesto ai Cinque Stelle, da ieri di nuovo in subbuglio dopo lo scontro plateale tra il redivivo Di Battista e il fondatore Beppe Grillo – e pensa alla Green economy, in sintonia con il piano europeo della presidente Ursula Von der Leyen, e allo sviluppo della digitalizzazione, anche in relazione alla riorganizzazione del lavoro che il lockdown ha reso ancor più attuale.

Sarà interessante però vedere come Conte affronterà la vera mina che sta davanti al Governo fin dai prossimi giorni e cioè l’adesione o no al Mes, che garantirebbe senza condizioni 36 miliardi subito all’Italia per sostenere e riordinare il sistema sanitario dopo la durissima prova della pandemia. Emma Bonino, la leader di +Europa, ha infatti presentato al Senato una mozione parlamentare che obbliga il Governo a pronunciarsi a favore ma – malgrado il parere altrettanto favorevole al Mes di Pd e Italia Viva – Conte dovrà ricorrere alla solite acrobazie per non scontentare i grillini, che invece continuano a vedere il Mes come il fumo negli occhi e vorrebbero condannare l’Italia a rinunciare, per un puro pregiudizio ideologico, a 36 miliardi necessari come il pane all’Italia e al suo sistema sanitario.

Di sicuro a favore del Mes si pronuncerà mercoledì la nuova Confindustria di Carlo Bonomi, che si presenterà agli Stati generali di Villa Pamphili e che sicuramente non farà sconti al Governo. Finora la kermesse di Roma è stata una passeggiata nel parco, ma dalle prossime ore non si escludono scintille.

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Categories: Politica