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Sanremo 2023, costi e ricavi: quanto spende e quanto incassa la Rai? Ecco tutte le cifre del Festival

Screenshot Rai

Che si apra il sipario su Sanremo 2023. Da martedì 7 a sabato 11 febbraio si svolgerà al Teatro Ariston la 73esima edizione del Festival più amato (e negli ultimi anni di nuovo più seguito) dagli italiani. Padrone di casa, come nelle tre edizioni precedenti, sarà Amadeus, affiancato da Gianni Morandi e da 4 co-conduttrici, tra le quali l’imprenditrice digitale e influencer Chiara Ferragni

L’attesa, per quella che si preannuncia essere un’edizione record d’incassi, è alle stelle. D’altronde da settimane in tutto il Paese non si parla d’altro. La lista dei cantanti in gara e l’attesissima serata dei duetti, i super ospiti internazionali che finalmente tornano sul palco dell’Ariston (arriveranno i Black Eyed Peas nella seconda serata, i Maneskin nella terza, ma soprattutto i Depeche Mode nell’ultima), gli sponsor, gli stilisti che vestiranno i protagonisti della kermesse canora. Non mancano nemmeno le polemiche, che quest’anno si sono concentrate sul compenso devoluto in beneficenza da Chiara Ferragni, ma soprattutto sul possibile intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, una partecipazione che ha smosso addirittura il Governo. 

Sanremo 2023: costi e ricavi

Insomma, gli ingredienti per un Sanremo 2023 da ricordare ci sono tutti. Cosa che non è sfuggita né agli spettatori, con i biglietti per le cinque serate praticamente sold out, né agli sponsor che, complici l’aumento dei listini e il nuovo Testo unico che riduce ulteriormente l’affollamento pubblicitario, hanno mandato Rai Pubblicità in overbooking

Il risultato? Quella che sta per iniziare potrebbe essere una delle edizioni più ricche degli ultimi anni, considerando che secondo le stime i costi rimarranno sostanzialmente stabili, mentre i ricavi potrebbero addirittura salire del 20% rispetto allo scorso anno, quando la Rai incassò 42 milioni di euro di raccolta pubblicitaria, sbalordendo tutti.

Prima di parlare di tutte le cifre di Sanremo 2023, vale la pena fare un breve riassunto delle puntate precedenti. Cominciamo col dire che Il Festival non è sempre stata una macchina da soldi. Anzi, l’esatto contrario. Solo per fare un esempio, nelle tre edizioni dal 2009 al 2012, la Rai sborsò ogni anno oltre 20 milioni di euro, finendo per incassarne più della metà e accumulando perdite che pesarono sui bilanci dell’azienda. A quel punto, si capì che per sopravvivere Sanremo doveva cambiare rotta. Per farlo, non si pensò solo di fare una “spending review”, ma soprattutto di svecchiare il format, provando a riportare gli ascolti nel frattempo calati vertiginosamente ai fasti di un tempo, e di attirare un pubblico sempre più giovane, coinvolgendo nel meccanismo i social (basti pensare alle migliaia di persone che partecipano al Fantasanremo). 

La cura ha funzionato. L’edizione 2020 si è chiusa con un utile di 19 milioni, con 18 milioni di costi e 37 milioni di fatturato, quella del 2021 con costi complessivi pari a 17,4 milioni di euro e ricavi pari a 38 milioni di euro, quella del 2022 con una spesa di poco superiore a 17,3 milioni e una raccolta pubblicitaria di 42 milioni.

I costi di Sanremo 2023: conduttori, conduttrici, ospiti, cantanti. Quanto guadagnano e quanto spende la Rai?

Partiamo col dire che si tratta di indiscrezioni, dato che non ci sono conferme sui compensi percepiti dai singoli, né sulle spese generali. Secondo le stime, però, il costo di Sanremo 2023 dovrebbe essere in linea con quello dell’edizione precedente, vale a dire 17,3-17,4 milioni di euro, anche se il ritorno degli ospiti internazionali (Black Eyed Peas e Depeche Mode, per i quali si parla di compensi di circa 800mila euro, ma anche Maneskin), potrebbe far salire leggermente la cifra. Gli ospiti italiani? Al Bano, Massimo Ranieri, i Pooh, Ornella Vanoni e via dicendo dovrebbero guadagnare per la loro presenza circa 50mila euro. 

La curiosità degli spettatori si concentra soprattutto sui cachet di conduttori e conduttrici. Il padrone di Casa Amadeus, che svolge il doppio ruolo di conduttore e direttore artistico del Festival, dovrebbe ricevere come negli anni precedenti un compenso di circa 500-600mila euro, una cifra che tiene conto delle 5 serate di conduzione, ma anche degli impegni portati avanti negli ultimi 5 mesi in qualità di direttore artistico. A fargli da spalla quest’anno non ci sarà Fiorello, bensì Gianni Morandi a cui andranno 60mila euro a serata, 300mila in totale. 

Passiamo alle co-conduttrici: quest’anno, oltre a Chiara Ferragni, saliranno sul palco dell’Ariston il volto di “Belve” Francesca Fagnani (mercoledì 8 febbraio), la pallavolista Paola Egonu (giovedì 9) e l’attrice e conduttrice Chiara Francini (venerdì 10). A loro dovrebbero andare 25mila euro a serata. Più “costosa” invece Chiara Ferragni, che secondo i rumors per partecipare alla prima serata di martedì 7 febbraio e all’ultima di sabato 11 febbraio, riceverà un compenso di 100mila euro che però devolverà interamente in beneficenza.

Quanto guadagnano i cantanti in gara? A tutti loro andrà un rimborso spese pari a 48mila euro. 

I ricavi di Sanremo 2023: quanto incassa la Rai? 

Come detto, quest’anno la Rai potrebbe raggiungere incassi pubblicitari da record. Secondo le stime del Sole 24 Ore, infatti, nel 2023 la raccolta potrebbe superare i 50 milioni di euro, una cifra che rappresenta un aumento del 20% rispetto ai 42 milioni raggiunti lo scorso anno. 

Com’è possibile? A gonfiare gli incassi della Rai contribuiscono diversi fattori che, messi insieme, promettono scintille. Il primo riguarda senza dubbio gli ascolti. Lo scorso anno, il Festival di Sanremo è stato visto, in media, da 11 milioni di spettatori, con uno share medio del 58% che, nell’ultima serata, è salito addirittura al 66%. Quest’anno, secondo le aspettative, gli ascolti potrebbero salire di un’ulteriore 3%, sempre che l’agguerrita controprogrammazione messa in campo da Mediaset non raggiunga i risultati sperati (da Pier SIlvio Berlusconi, non dalla Rai, ovviamente).

Il secondo fattore, invece, dipende solo ed esclusivamente dalla Rai: l’azienda di viale Mazzini ha infatti aumentato i prezzi di listino degli spazi pubblicitari del 28%. Nel frattempo, si è allungata anche la lista dei partner commerciali: oltre a Eni Plenitude, Suzuki e Costa Crociere, ci saranno anche Generali, Banca Ifis, Dyson e Veralab, il marchio di cosmetica di Cristina Fogazzi (nota sui social come l’Estetista Cinica).

Ultimo fattore, ma non meno importante, riguarda i cambiamenti imposti dal nuovo Testo Unico che hanno tagliato l’affollamento pubblicitario. In parole povere: nella fascia oraria tra le 18 e le 24 ci sarà meno tempo a disposizione della pubblicità: dai 25 minuti e 12 secondi del 2022 ai 21 minuti e 36 secondi del 2023 con un calo di circa 3 minuti e mezzo. Questo avrebbe dovuto ridurre pure gli incassi e invece no: perché nonostante i tempi siano inferiori, la domanda pubblicitaria è salita, cosa che ha consentito alla Rai di alzare i prezzi dei singoli spazi pubblicitari.

Sanremo 2023: quanto costano i biglietti?

Accanto agli incassi pubblicitari ci saranno quelli provenienti dai biglietti per assistere alle cinque serate dalla platea o dalla galleria del Teatro Ariston. Quanto costano?  L’abbonamento in platea per tutte le cinque serata costa 1.290 euro, mentre il costo per assistere dalla galleria sarà di 672 euro. Ogni persona ha potuto richiedere al massimo due abbonamenti. I biglietti singoli a titolo gratuito erano (parliamo al passato, dato che ormai i posti sono sold out) a disposizione esclusiva dei disabili motori.

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