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Putin: “Segnali positivi”. E le Borse europee scattano, a Piazza Affari exploit di Leonardo e Tim

Imagoeconomica

Su, giù e poi ancora su. Le Borse europee tentano il rimbalzo dopo il tonfo della vigilia ma nell’ultima seduta della settimana ciò che riescono ad ottenere è solo un giro sulle montagne russe. Dopo un’apertura in rialzo, i listini sono tornati in negativo, zavorrati dalla guerra in Ucraina e dal nuovo volto di “falco” della Bce. A metà giornata un nuovo tentativo di rialzare la testa arriva dopo le parole del presidente russo, Vladimir Putin, che ha parlato di cambiamenti “positivi” nei colloqui con l’Ucraina. Piazza Affari, la peggiore ieri, registra una delle migliori performance d’Europa, spinta al rialzo anche dagli exploit di Leonardo e Tim. 

Putin parla di “Segnali positivi” e le Borse scattano

Mentre a Versailles i ventisette leader Ue cercano di trovare un accordo su una Difesa comune, ma si dividono sugli eurobond di guerra, da Mosca arriva un segnale positivo da parte di Vladimir Putin. Secondo quanto riferisce l’agenzia russa Tass, nel corso di un colloquio con il leader bielorusso Lukashenko, Putin avrebbe detto: “Ci sono alcuni progressi nei colloqui russo-ucraini, che si svolgono praticamente ogni giorno”.

Sono bastate queste poche parole a ridare speranza alle Borse. Sulle piazze finanziarie lo scettro di miglior Borsa d’Europa va a Francoforte, che viaggia in rialzo dell’2,8%. Sono in territorio positivo anche Parigi (+2,2%) e Madrid (+2,5%), mentre fuori dall’Unione Londra guadagna l’1,8% per cento all’indomani delle nuove sanzioni imposte a 7 oligarchi russi, tra cui il patron del Chelsea, Roman Abramovich.

Nel frattempo, dall’Ucraina continuano ad arrivare notizie preoccupanti, con l’esercito russo nella notte ha bombardato la città di Dnipro e ha cominciato a colpire alcune città dell’Ovest. In mattinata il presidente ucraino Volodymyr Zelensky  ha confermato la sua disponibilità a parlare direttamente con Vladimir Putin, ma “non scenderà a compromessi” durante “questi negoziati”. La Russia ha chiesto la convocazione del Consiglio di sicurezza Onu.

In questo contesto, bisogna ricordare anche le novità arrivate ieri dall’Eurotower, con la Bce che ha annunciato a sorpresa la conclusione anticipata degli acquisti netti del Quantitative Easing, allontanando però un possibile rialzo dei tassi. 

Leonardo e Tim spingono al rialzo Piazza Affari

Dopo il tonfo registrato nella seduta di giovedì (Ftse Mib -4,2%) Piazza Affari prova a rialzare la testa e alle 12.30 scatta in avanti (+2,8% a 23.527 punti) trainata dai rally di Leonardo (+16,3%) e Telecom Italia.

Il titolo dell’azienda guidata da Leonardo Profumo, già protagonista di un +28% dall’inizio del conflitto russo-ucraino, ha superato i massimi toccati dal primo lockdown, portandosi a quota 9,208 euro per azione. A spingere gli acquisti sono i conti del 2021, chiuso con utili in crescita del 142%, ma soprattutto la guidance per il 2022 che contiene un giudizio positivo sui flussi di cassa stimati a circa 500 milioni (flusso di cassa operativo), ricavi tra 14,5 e 15 miliardi ed ebitda tra 1,18 e 1,22 miliardi. 

Sugli scudi c’è anche Tim (+7,37%) nell’attesa del cda di domenica che dovrebbe finalmente dire la sua sulla manifestazione di interesse presentata dal fondo Kkr a novembre. Si attendono inoltre lumi sulle valutazioni in corso da parte del Mef che potrebbero aprire all’accordo con Cdp sulla alleanza tra Tim e Open Fiber per la rete unica. 

Vanno al galoppo i titoli della galassia Agnelli: Iveco (+8,18%), Cnh (+5,82%), Exor (+4,43%) e Ferrari (+1,79%). Più timida Stellantis (+0,4%). 

Fuori dal Ftse Mib è da segnalare la corsa di Fincantieri (+8,33%), SanLorenzo (+7,96%) e Brunello Cucinelli (+7,42%).

Le peggiori performance di oggi a Milano

In fondo al listino c’è Saipem (-1,6%) seguita dalle due maggiori banche italiane che continuano a pagare a caro prezzo la guerra e le incertezze dello scenario politico-economico: Intesa Sanpaolo (-1,4%), Unicredit (-1,5%).

Viaggiano in negativo anche le utility: A2a (-0,78%), Enel (-1,1%), Hera (-0,3%).

In calo i prezzi del gas e lo spread

Sul secondario si raffredda lo spread, con il differenziale tra il Btp decennale e il Bund che si attesta a 161 punti (-1,5%). 

Tra le materie prime sono in calo i prezzi del gas, che ad Amsterdam scendono del 5% a 119,85 euro al megawattora. Sale invece 

Continua invece a salire il petrolio. A Londra il contratto maggio del Brent aumenta del 2,7% a 112.33 dollari al barile, mentre negli Usa la consegna aprile del Wti si attesta a 107.73 dollari al barile (+1,61%). 

Il cambio euro/dollaro è stabile attorno a quota 1,10. 

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