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Pil Italia a -20-25% ad aprile, secondo gli economisti Ref

Pixabay

L’emergenza Covid-19 ha colpito in maniera dirompente l’Italia, causando uno shock economico senza precedenti. Ad aprile, il momento più acuto del lockdown imposto dal Governo per cercare di contenere la diffusione della pandemia, il Pil del nostro paese si è contratto del 20-25 per cento rispetto a livelli toccati a gennaio-febbraio. Queste i calcoli pubblicati da Ref Ricerche nella tradizionale congiuntura mensile. 

Come andrà nei prossimi mesi? “Certamente non recupereremo le perdite in tempi brevi”, prevedono gli analisti di Ref, secondo cui “la transizione sarà lunga nei settori dove la separazione fisica delle persone è complessa; le imprese industriali che operano nelle catene globali del valore ripartiranno a singhiozzo dovendo affrontare i problemi di reperimento di prodotti intermedi provenienti da economie nelle quali la produzione è ancora interrotta, e quelli legati alla contrazione degli ordinativi dai paesi ancora in lockdown”. 

La riapertura graduale del Paese dovrebbe cominciare a partire dal 4 maggio. A ripartire per prime saranno soprattutto le attività essenziali e più sicure, mentre nelle settimane successive toccherà a tutti gli altri. Se queste ipotesi venissero confermate dai fatti, secondo Ref, il Pil italiano nel 2020 andrà incontro a una contrazione dell’8,3%, posizionandosi “ancora su livelli inferiori del 5 per cento rispetto ai valori pre-crisi”. Il periodo più duro della crisi si avrà nel secondo trimestre, quando l’economia registrerà una variazione negativa del -15% (-4% nel primo trimestre). Nel 2021 arriverà la risalita, con il prodotto interno lordo previsto in aumento del 5,9% rispetto al 2020. 

Per l’area euro, Ref stima una riduzione del Pil pari al 7,7%. Tra i principali paesi, in Germania il prodotto interno lordo scenderà del -4,2%. -7,9% per la Francia, -9,1% per la Spagna. 

Queste le stime sull’Eurozona in uno scenario di imminenti aperture. “Ipotesi peggiorative del quadro economico possono derivare da una fase di uscita dal lockdown che dovesse invece risultare più lenta, o eventualmente da una seconda ondata che si dovesse riproporre fra alcuni mesi”, sottolinea il report. 

Passando dalle stime alle risposte alla crisi, “in tutti i paesi le politiche sono di segno ampiamente espansivo. In Europa la Bce ha potenziato molto i propri interventi, mentre le azioni dei Governi hanno una spinta diversa a seconda dei casi, perché gli spazi fiscali non sono gli stessi in tutti i paesi”, spiega Ref che in promuove la reazione dell’Eurotower e le iniziative dei singoli Paesi per far fronte allo shock generato nella pandemia. “È invece mancato – si legge nel report – un chiaro coordinamento per iniziative congiunte a livello europeo, e di questo hanno sofferto soprattutto i paesi con le finanze pubbliche più fragili, specie l’Italia”. 

Lo scenario potrebbe però mutare nelle prossime settimane e il nostro Paese dovrà cercare di “massimizzare il sostegno offerto dalle istituzioni europee” per cercare di uscire il più rapidamente possibile dalla crisi.

In questo frangente uno degli appuntamenti cruciali sarà il consiglio europeo in programma per giovedì 23 aprile. Sarà quello il contesto in cui “le posizioni contrapposte fra paesi dell’area tedesca e economie dell’area mediterranea – che puntano rispettivamente all’utilizzo del Mes e all’emissione di eurobond – possono trovare una mediazione.” 

Quattro le macro aree di intervento che potranno aiutare l’Italia a far fronte ai costi della crisi: il mes sanitario senza condizioni a carico dei debitori, i fondi Bei, il piano Sure da 100 miliardi e il Recovery Fund.

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Categories: Economia e Imprese