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Partecipate statali: fatturato oltre i 466 miliardi e utili in crescita. I dati del Rapporto Comar

FIRSTonline

È buona la salute delle 40 partecipate statali, controllate dallo Stato attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. I bilanci sono positivi: il fatturato aggregato ha raggiunto livelli record, gli utili aumentati. Crescono però anche i debiti. Vi sono buone prospettive di crescita, mentre si osserva una gestione più dinamica da parte dell’Azionista pubblico, che sta considerando ipotesi di riorganizzazioni e dismissioni per ottimizzare le risorse e migliorare l’efficienza. Anche per quest’anno, le partecipate statali si confermano il maggiore datore di lavoro italiano impiegando 474.760 dipendenti.

È quanto evidenzia la quinta edizione del “Rapporto sui bilanci delle Società partecipate dallo Stato 2017-2022” del Centro Studi CoMar, nel confronto tra fine 2022 e 2021. Le previsioni per il 2023 confermano il ruolo predominante dello Stato in diversi settori dell’economia.

Partecipate statali: fatturato complessivo di 466 miliardi

Il fatturato complessivo delle 40 partecipate statali è salito a 466,3 miliardi di euro, registrando un aumento significativo del 64,6% pari a 183 miliardi di euro. Rispetto al 2021 è cresciuto di 283 miliardi di euro e del 104,6% rispetto al 2017 equivalente a 188 miliardi di euro. Le partecipate statali occupano i primi tre posti e sette dei primi venti nelle classifiche per fatturato tra tutte le società industriali e di servizi in Italia.

Nel 2022, l’85% dei ricavi è generato nel settore dell’energia, mentre la meccanica, i trasporti e le telecomunicazioni contribuiscono rispettivamente con il 7,7%, il 6,1% e l’1% o meno in settori come ICT, editoria, sport e tempo libero, ambiente e territorio, o servizi alla P.A.

Gli utili hanno mostrato un miglioramento, attestandosi a 19,9 miliardi di euro (+66,2%), con un aumento di 7,9 miliardi.

Migliora del 43,8% il margine operativo netto attestandosi a 39,4 miliardi di euro, + dell’82,4%, invece, rispetto al 2017. Il rapporto tra margine operativo netto e fatturato si attesta all’8,4%, inferiore alla media del 10% del quinquennio precedente.

I debiti, invece, sono aumentati del 9,38%, raggiungendo la cifra di 212,1 miliardi di euro (erano 193,9 nel 2021).

Il numero di dipendenti è aumentato notevolmente, passando da 457.648 nel 2017 a 474.760 nel periodo analizzato.

Le classifiche delle singole aziende

Il Centro Studi Comar ha stilato diverse classifiche in considerazione dei vari parametri finanziari.

Le società con il miglior rapporto “risultati su fatturato” sono Sport e Salute (39,4%), Autostrade per l’Italia (+30,8%), Terna (30,2%), e Italgas (+27,8%). Al contrario, le società con i peggiori rapporti sono Itsart (in liquidazione; -119.846%), Ansaldo Energia (-45,2%), Valvitalia (-43,5%), Open Fiber (-35,9%), e Ita Airways (-30,4%).

Le società con il migliore rapporto “mon su fatturato” sono, in ordine, Arexpo (50,6%), Autostrade per l’Italia (49,4%), Terna (47,6%), Italgas (44,1%), e Infratel (41,5%). Al contrario, le società con performance meno positiva in questo rapporto sono Itsart, Ita Airways, Valvitalia, Open Fiber e Ansaldo Energia.

Otto partecipate presentano sia un risultato monetario che risultati finanziari negativi e sono: Ansaldo Energia, Fincantieri, Hotelturist, Ita Airways, Itsart, Open Fiber, Sogin e Valvitalia.

I maggiori datori di lavoro tra le partecipate statali sono:

  • Poste
  • Ferrovie
  • Enel
  • Leonardo
  • Eni
  • Saipem

Queste sei società impiegano complessivamente 382.642 addetti, rappresentando l’80% di tutte le partecipate statali.

Le società con il miglior rapporto “fatturato per dipendente” sono nell’ordine:

  • Gse
  • Eni
  • Enel
  • Snam
  • Eutalia

Le società peggiori sono: Itsart, Anpal Servizi, Sport e Salute, Infratel, Sogesid.

Infine, le società con il miglior rapporto “debiti su fatturato” sono:

  • Eutalia
  • IPZS
  • Sogei
  • Gse
  • Sogin

Meno bene: Giubileo 2025, Infratel, Itsart, Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, Anpal Servizi.

L’andamento tendenziale per il 2023

L’analisi di CoMar sull’andamento tendenziale per il 2023, basata sui dati dei primi 9 mesi forniti da 11 società quotate (Enav, Enel, Eni, Fincantieri, Italgas, Leonardo, Poste, Railway, Saipem, Snam, Terna), rivela che nei 12 mesi tra settembre 2022 e settembre 2023 il fatturato è sceso da 243,4 miliardi di euro a 178,9, registrando una diminuzione del 26,5%. Questa contrazione è attribuibile principalmente a Enel (-34%) ed Eni (-31%) a causa dell’andamento dei prezzi dell’energia. Registrano aumenti, invece, Italgas (+26%), Saipem (+18,7%), Snam (+17%), e Terna (+13%). Per quanto riguarda l’utile complessivo diminuisce da 22,7 miliardi di euro a 19,6, registrando una riduzione del 13,4%. Le migliori performance sono state ottenute da Saipem (+156%), Enel (+142%), Fincantieri (+60%), e Railway (+59%). Negativi i risultati di Leonardo (-54%), Eni (-34%), ed Enav (-6%). L’indebitamento complessivo è diminuito del 2,4%.

Piazza Affari: le partecipate statali valgono il 30%

La presenza delle Partecipate statali in Borsa è significativa: al 1° dicembre 2023, le 13 società quotate pubbliche rappresentano una capitalizzazione di 224,2 miliardi di euro, costituendo il 30,28% del totale della Borsa Italiana, che ammonta a 740,4 miliardi di euro. Il pacchetto complessivo delle azioni di proprietà dello Stato equivale a 69 miliardi. Le prime due posizioni del listino sono occupate da Enel e Eni.

Modificato il perimetro pubblico

Negli ultimi due anni, il perimetro pubblico si è modificato con varie operazioni, tra cui la costituzione, l’aumento di quote o il riacquisto da parte dello Stato per le seguenti società: Autostrade per l’Italia, Giubileo 2025, Infrastrutture Milano Cortina (Simico), Ita Airways, Itsart (ora in liquidazione), Hotelturist, Psn-Polo strategico Nazionale, Valvitalia. Allo stesso tempo, sono state cedute in tutto o in parte Bf-Bonifiche ferraresi, Inalca, Kedrion, Rocco Forte Hotels.

Il documento di CoMar considera 40 società, ma potrebbero aggiungersene altre dove il Mef ha quote non di controllo ma esercita comunque influenza, come Gpi, Maticmind, Telecom Italia, Treccani, Trevi, Webuild, ecc. Non sono incluse nel rapporto nemmeno le partecipazioni del MEF in banche, assicurazioni e agenzie, che rispondono a principi contabili diversi. Queste includono Amco, Banca MPS, Elite, Euronext N.V., F2i Sgr, Invimit, Invitalia, Istituto Credito Sportivo, Sace, ecc.

Il governo attuale ha l’obiettivo di ottenere proventi da dismissioni pari all’1% del PIL, corrispondenti a circa 20 miliardi di euro. L’ intento è evidenziato da tre recenti decisioni che riflettono un cambiamento nel perimetro pubblico:

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