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Open Fiber: al via la fibra ottica per monitorare i terremoti

Open Fiber

Tra Ascoli Piceno e Teramo corre la prima rete in fibra che fornisce servizi di connettività internet mentre attua monitoraggio sismico. Il “Progetto Meglio” è un programma innovativo italiano volto a realizzare un sistema di monitoraggio dei terremoti grazie al cosiddetto “Fiber Sensing” che consente misurazioni in tempo reale su tutta la lunghezza di un cavo in fibra. Il tratto di circa 30 chilometri appartiene a Open Fiber. Alla sperimentazione stanno partecipando anche l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Bain & Company e Metallurgica Bresciana.

Ma come funziona il Fiber Sensing? All’interno della fibra, viaggia un segnale luminoso che non produce nessun campo elettromagnetico. Nel caso di un evento sismico, la terra inizia a tremare, e con essa tutto il resto. Anche i cavi in fibra ottica inizieranno a tremare. Dunque, anche il segnale luminoso all’interno dei cavi inizierà ad oscillare. E proprio questa oscillazione potrebbe essere sfruttata dall’ente nazionale che si occupa del monitoraggio dei terremoti (in Italia dall’INGV) per capire con più precisione dove si è sentita la scossa, l’intensità del terremoto, ma soprattutto mettere in campo più velocemente il sistema di soccorsi.

Se i test daranno buon esito, e quindi i sensori venissero poi applicati sull’intera rete Open Fiber, il Paese sarebbe dotato di un sistema di monitoraggio in grado di rilevare movimenti sismici lungo tutta la tratta che interessata. Ma potrebbe trovare numerose applicazioni, come ha sottolineato Francesco Carpentieri, Responsabile Ingegneria del Trasporto di Open Fiber.

“Il Fiber sensing trasforma un comune cavo in fibra ottica in una serie continua di migliaia di ‘microfoni’ virtuali che ascoltano in tempo reale le vibrazioni e i suoni prodotti nell’ambiente in cui si trova il collegamento in fibra – ha concluso Carpentieri -. Attraverso l’uso di avanzati algoritmi software è possibile ascoltare, monitorare e rilevare diverse attività ed eventi che accadono nell’ambiente, non solo sismi ma anche il traffico dei veicoli e persone, scavi, perdite nelle condotte energetiche, difetti sulle linee di trasporto ferroviarie, e così via”. 

“INRiM ha progettato, realizzato e installato il sensore, portando il contenuto di innovazione e di trasferimento tecnologico della scienza delle misure e della metrologia – ha dichiarato Davide Calonico, Responsabile Divisione di Metrologia Quantistica all’INRiM -. Insieme ad Open Fiber ha curato la piena compatibilità con la rete dati esistente, con INGV sviluppa il confronto dei dati misurati rispetto a sismografi convenzionali e con BAIN si occupa dei modelli più avanzati di analisi del dato”.

“Bain & Company, attraverso il suo team AAG dedicato agli Advanced Analytics, immagazzina, processa ed analizza i dati ricevuti da INRIM – ha spiegato Francesco Piccolo Director, Data Science, Advanced Analytics Group di Bain&Company –. Bain si occupa inoltre della creazione e installazione di un’applicazione che permetta di estrarre e monitorare dati storici e real time con l’obiettivo di sviluppare nel lungo periodo un algoritmo in grado di rilevare i terremoti sfruttando le fibre ottiche già installate sul territorio nazionale”.

Mentre Andrè Herrero, Primo Ricercatore dell’INGV, ha evidenziato che “il ruolo principale dell’INGV nel Progetto MEGLIO è la validazione delle osservazioni realizzate sulla fibra ottica, grazie alla sua rete di oltre 500 strumenti ripartiti sul territorio nazionale. L’INGV condivide le registrazioni delle stazioni sismiche vicine e le confronta con le rilevazioni fatte tramite la fibra ottica. Una stazione sismica supplementare è stata installata vicino alla strumentazione MEGLIO ad Ascoli Piceno proprio per paragonare i dati rilevati. Inoltre, i ricercatori dell’INGV offrono consulenze in materia di terremoti, propagazione delle onde e interpretazioni delle osservazioni a supporto del progetto MEGLIO”.

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