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Merkel: “Vicina l’unione fiscale”. Ieri Draghi e Sarkozy avevano suonato l’allarme

Nella mattina, come previsto, Angela Merkel ha parlato davanti al Bundestag. Ha sottolineato che per risolvere la crisi del debito sovrano europea “ci potrebbero volere anni”. Ma ha anche ricordato che l’unione fiscale è vicina, “è in agenda”. Si è dimostrata più positiva di Sarkozy ieri. Le Borse stanno reagendo bene alle sue parole. Intorno alle 10 Piazza Affari guadagnava oltre il 2 per cento.

La tempesta non è finita. Anzi, incombe più minacciosa che mai. E’ il senso dell’intervento di Mario Draghi al Parlamento europeo ma anche il grido d’allarme di Nicolas Sarkozy (“la Ue rischia di essere spazzata via”). Ma la politica stenta a “ritrovare credibilità”, come chiede il presidente della Bce. Un’occasione buona potrebbe essere il discorso che oggi Angela Merkel terrà al Bundestag illustrando la strategia che la Germania terrà al prossimo vertice dei capi di Stato. Ma, secondo le previsioni, la cancelliera ripeterà la linea di sempre.     

In Italia, intanto, Mario Monti si prepara al battesimo del fuoco. Domenica mattina, alla vigilia della presentazione dei provvedimenti anti-crisi, il premier incontrerà le parti sociali che, dimenticati i buoni propositi, promettono battaglia: altro test per verificare la credibilità di politici e tecnici.

OSSIGENO PER I BTP.  La serie positiva della Borsa di Milano si arresta e dopo cinque sedute consecutive di rialzo l’indice Ftse Mib chiude in ribasso dello 0,16%  a 15244 punti. Per Londra il calo è dello 0,25% e per Parigi dello 0,77%. Ma  migliora la situazione sul fronte del debito sovrano: il rendimento del Btp a 10 anni scende di 37 punti base a 6,61% mentre il differenziale Italia-Germania si restringe a 444 punti base, minimo da inizio novembre.

Anche Wall Street ha perso slancio dopo il mercoledì da leoni, nonostante i buoni dati sull’industria manifatturiera: l’indice Dow Jones scende dello 0,19%, lo Standard & Poor’s 500 dello 0,21%. In sofferenza soprattutto i titoli del comparto finanziario. Tra le ragioni della frenata dei listini Usa spicca la notizia che lo Stato del Massachussetts ha deciso di citare in giudizio alcune delle grandi banche Usa per il comportamento , giudicato illegale, tenuto nei confronti degli sfratti per i mutui non ripagati. Nel mirino del governo di Boston ci sono Bank of America e JP Morgan.

MOVIMENTI LATERALI, TENDENZA RIFLESSIVA. Dopo il rally, i mercati risultano freddi di fronte alle buone notizie macro (vedi dati Usa) o in arrivo dai titoli di Stato. Pochi, poi, vorranno affrontare il week end con posizioni aperte: l situazione politico-finanziaria è troppo fluida per alimentare la fiducia.  

GOLDMAN: WALL STREET VERSO CRESCITA ZERO. David Kostin strategist di Goldman Sachs non dà speranze: a fine 2012 l’indice S& P sarà a quota 1.250, più o meno sugli stessi livelli attuali (1244 ieri). L’economia Usa, è il ragionamento, resta in fase depressiva, l’aumento degli utili aziendali servirà solo  ad evitare un tracollo. 
L’euro viene scambiato sul dollaro a 1,347 da 1,343 di ieri sera e dopo una breve puntata oltre 1,35.

Pier Francesco Guarguaglini, coinvolto nell’inchiesta sugli appalti Enav,  lascia la carica di presidente di Finmeccanica che viene assunta, con le relative deleghe, dall’attuale amministratore delegato, Giuseppe Orsi. L’incarico di presidente va ad aggiungersi a quello di amministratore delegato ricoperto dal 4 maggio scorso. Alessandro Pansa, che mantiene l’incarico di direttore generale, fa il suo ingresso nel cda. E’ con una soluzione tutta interna al gruppo che si scrive la parola fine a uno dei capitoli più tormentati della storia della holding dell’aerospazio e difesa. Ma non si spengono le ultime polemiche sulla liquidazione del manager: 4 milioni netti.  Finmeccanica aveva  registrato ieri in Borsa un rialzo del 2,7% dopo un avvio in ribasso.

L’affrancamento fa bene alle polizze.  Fondiaria Sai  ha chiuso ieri  con un rialzo del 9,3%. Per effetto dell’affrancamento degli avviamenti sugli attivi, il margine di solvibilità aumenta infatti  di 5,3 punti percentuali. A metà novembre, la società ha detto di essersi posta come obiettivo, il raggiungimento, “nel più breve tempo possibile”, di un margine di solvibilità pari al 120% rispetto a 111% di fine settembre. 

Buon rialzo per Unipol +2,9%: anche la compagnia delle Coop ha avviato l’affrancamento degli avviamenti iscritti nel bilancio 2010 per un importo  pari a 1,54 miliardi di euro, l’esborso immediato è pari a circa 247 milioni di euro ed il risparmio di imposta previsto è circa 430 milioni di euro. L’impatto sul margine di solvibilità è di 8 punti percentuali.

Contrastate le banche: Ubi  -1,8%, Pop. Emilia  -2,2%, Unicredit -0,4%, Monte Paschi +1,7%, Banca Popolare di Milano +1,8%.

Eni  ha guadagnato lo 0,2%, Tenaris ha perso l’1,4%, Saipem il 2,5%. Mercato comincia a valutare l’ipotesi di un embargo del greggio iraniano.

Telecom Italia ha perso lo 0,3% mentre è proseguito il rally della controllata Telecom Italia Media (+9,8%): Tarak Ben Ammar  ha negato di voler lanciare un’Opa sulla società media ma le sue smentite non hanno raffreddato le speculazioni.

Luxottica  +1%, l’acquisizione della  brasiliana Grupo Tecnol. In base ai termini dell’accordo, il valore complessivo è di circa 110 milioni di euro.

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