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Lufthansa nel baratro, licenziamenti inevitabili

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Ancora grossi problemi per Lufthansa. La compagnia tedesca sta vivendo per colpa del Covid un momento che definire drammatico è poco: il traffico passeggeri si è praticamente azzerato (-96%) nel secondo trimestre rispetto al secondo trimestre 2019, e nei primi sei mesi di quest’anno la perdita netta ammonta ormai a 3,6 miliardi, la maggior parte accumulati già nel primo trimestre, prima del blocco del traffico aereo internazionale. A dimostrazione che la crisi era già nell’aria ci sono anche le debolissime prospettive di ripresa nella seconda metà del 2020, in cui Lufthansa prevede un risultato operativo “fortemente negativo”, nonostante nel quarto trimestre la domanda risalirà al punto da raggiungere il 50% di quella pre-Covid.

Il vero problema ora sono i licenziamenti: con questi conti, la compagnia teutonica ritiene ormai “irrealistico” evitare tagli al personale, tanto che sarà confermato il piano di risanamento prevede 22 mila posti in meno: “Vista l’evoluzione del trasporto aereo e le negoziazioni con le parti sociali, l’obiettivo di evitare licenziamenti grazie a prepensionamenti, uscite volontarie, aumento dei part-time o riduzione di salari, è diventato irrealistico”, spiega una nota, riferendo che 8.000 dipendenti hanno già lasciato il gruppo.

Unica nota meno negativa è la tenuta dei ricavi, scesi in sei mesi della metà, a 1,9 miliardi, sostenuti a fatica dalla divisione manutenzione aeronautica e dal ramo cargo. Lufthansa era stata anche aiutata nelle ultime settimane dal governo, che è diventato il principale azionista della compagnia, versando nelle sue casse 2,3 miliardi per salvarla: 300 milioni sotto forma di aumento di capitale da parte dello Stato, un miliardo di prestiti garantiti e un miliardo di fondi pubblici senza diritto di voto. Ma non potrà essere evitato il bagno di sangue: la flotta, attualmente composta da 760 aerei, sarà ridotta di oltre un centinaio di aeromobili, e persino il consiglio di amministrazione sarà ridimensionato e il 20% delle posizioni di gestione sarà eliminato.

“Stiamo vivendo uno strappo nel trasporto aereo globale”, ha commentato il CEO Carsten Spohr, che non prevede “fino al 2024” che il traffico tornerà al livello precedente alla pandemia. Da fine di giugno, spiega, solo metà degli aerei sono tornati in aria. Tra la fine di marzo e la fine di giugno Lufthansa ha visto evaporare 1,4 miliardi di contanti, principalmente a causa di rimborsi ai clienti, che hanno raggiunto il livello senza precedenti di 2 miliardi.

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Categories: Economia e Imprese