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L’euro si rafforza, il petrolio scende e le Borse scivolano di nuovo

L’euro decolla sulle ali dell’economia, mentre le Borse perdono quota e Piazza Affari chiude la settima seduta di seguito in calo: -0,63%, 22.297 punti. La moneta unica mette a segno la miglior performance da un mese a questa parte contro il dollaro e attualmente il cross è in zona 1,177 (+0,9%). A dare gas sono soprattutto i dati macro, con il Pil trimestrale della zona euro cresciuto al ritmo congiunturale dello 0,6% (+0,8% per la Germania; +0,5% per l’Italia) e al tasso annuo del 2,5%. Inflazione debole e moneta forte non sono però la ricetta preferita dalle aziende e così scivolano in rosso anche le altre principali Piazze dell’area: Madrid -0,44; Parigi -0,46%; Francoforte -0,31%. 

Londra chiude piatta, -0,02% con l’euro in crescita sulla sterlina (0,8961, +0,73%). Venti freddi dall’Atlantico: Wall Street apre in calo, in attesa del ritorno di Donald Trump e di fare il punto sulla riforma fiscale. Il segretario al Tesoro Steve Mnuchin sostiene che il presidente non supporterà una manovra che preveda imposte societarie superiori al 20%, come parte di un possibile compromesso tra Camera e Senato. Fra i titoli va a picco General Electric, dopo il crollo di ieri. 

In attesa dei dati sulle scorte settimanali americane, il petrolio innesta una brusca retromarcia: Brent -2,68%, 61,47 dollari al barile. La debolezza dell’oro nero pesa sui titoli petroliferi di Piazza Affari. In particolare Saipem, -7,07%, è la blue chip peggiore del listino. Il colosso delle perforazioni soffre inoltre l’esclusione dall’indice MSCI Global di Morgan Stanley. Si tratta di un club di 1612 titoli a livello mondiale, utilizzato come unità di misura per i fondi azionari di tipo Word. Il suo posto viene occupato da Campari, +2,33%. Giù Tenaris -2,54%

La tempesta perfetta continua a bombardare Leonardo, -4,82%, che da inizio mese ha perso circa il 32%. Ancora una seduta in profondo rosso per Telecom, -2,83%. Male le banche, in particolare le popolari. Banco Bpm -2,49%; Bper -2,2%. Affonda Carige -10,58%, nel giorno del cda per l’aumento di capitale.

Le blue chip migliori sono A2a, +5,61%, all’indomani della buona trimestrale. Ynap, +1,97% e Unipolsai +0,92%, in recupero dopo le recenti perdite. Bene Italgas +1,16%. Fuori dal listino principale si registra il tracollo di Trevi,-22,2%, a seguito della comunicazione del rinvio del Cda per l’approvazione dei dati trimestrali, con il complicarsi della situazione reddituale e finanziaria. Male Rcs, -8,75%, editore della Gazzetta dello Sport, dopo i conti e il brusco risveglio dal sogno mondiale per la nazionale di calcio. 

Stabile l’obbligazionario: il rendimento del Btp 10 anni resta all‘1,84%; ma il Bund sovrasta e lo spread si amplia moderatamente, +1,48%, 144.20 punti base. Arrivano notizie poco rassicuranti da Bruxelles: la Commissione Ue invierà una nuova lettera all’Italia con richiesta di chiarimenti e impegni in merito alla manovra e prenderà una decisione definitiva sulla legge di bilancio a maggio del 2018. Lo scrive l’Ansa al termine della riunione del collegio dei commissari, che ha discusso anche della legge di bilancio italiana attesa per il prossimo 22 novembre. “il fatto è che tutti possono vedere dai numeri che la situazione non migliora – dice il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen – tutti gli italiani dovrebbero sapere qual è la vera situazione economica in Italia”, ovvero “una deviazione dagli obiettivi di medio termine per quanto riguarda il saldo strutturale”.

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Categories: Finanza e Mercati