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Le Borse volano in attesa del piano di pace, delle mosse della Fed e del default o meno della Russia

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Chiusura in netto rialzo per i listini europei, sorretti dalla speranza di un piano di pace tra Russia e Ucraina e dall’intervento del governo cinese a sostegno dei mercati, ragioni che stanno supportando anche Wall Street, intonata in avvio.

Secondo il Financial Times Mosca e Kiev avrebbero fatto importanti progressi su una bozza per un piano di pace in 15 punti, che comprende il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe, se Kiev dichiarerà la sua neutralità e accetterà limiti alle forze armate. Per il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov i colloqui di pace con l’Ucraina non sono facili ma c’è speranza di un compromesso, mentre per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky i colloqui con Mosca sono più realistici, anche se serve più tempo. Parlando al congresso Usa, Zelensky ha sottolineato però che gli ucraini vivono l’11 settembre da tre settimane e ha chiesto ulteriori sanzioni, nel caso una “no Fly zone” fosse impossibile.

Il buon giorno, sui listini europei, si è visto fin dal mattino in scia al rimbalzo dei mercati asiatici dovuto a un nuovo intervento di Pechino. Il vicepremier cinese Liu He ha annunciato infatti che il celeste impero lancerà ulteriori misure per rilanciare l’economia del paese e misure favorevoli ai mercati dei capitali. Non a caso i titoli cinesi quotati sulla borsa americana sono in netta ripresa dopo le perdite dei giorni scorsi: per tutti Alibaba si apprezza quasi del 25% al Nyse.

Europa in rally in attesa della Fed

Al traguardo di giornata le piazze europee arrivano leggermente sotto i massimi toccati in seduta. Milano si apprezza del 3,34% a 24.284 punti base ed è leggermente arretrata rispetto ad Amsterdam +4,01%, Parigi +3,68%, Francoforte +3,79%. Più caute Madrid +1,73% e Londra +1,74%.

A fare incetta di acquisti sono stati i titoli tecnologici, auto e lusso.

La propensione al rischio sta supportando anche Wall Street, che si muove tonica nell’attesa che la Fed comunichi (alle 19, ora italiana) le proprie decisioni di politica monetaria. Si prevede un rialzo dei tassi di 25 base (il primo dal 2018) per fronteggiare l’inflazione. Si tratta di una stretta inferiore ai 50 punti base stimati dagli analisti prima della guerra nell’Est Europa.

Dopo il comunicato stampa della Fed, parlerà Jerome Powell, a commento delle previsioni che saranno comunicate dalla banca centrale, del ritmo nei prossimi rialzi dei tassi, andamento del pil, inflazione e disoccupazione.

Si attendono poi indicazioni sulla riduzione del bilancio, arrivato a livelli record durante la pandemia con il massiccio acquisto di bond per sostenere l’economia.

In vista della fine di questo importante meeting i rendimenti dei Treasury a 10 anni sono saliti fino al 2,204%, il massimo da giugno 2019. Il rendimento a cinque anni è salito al 2,149%, il massimo da maggio 2019. In Europa il tasso Bund tedesco ha toccato lo 0,4%, massimo da novembre 2018.

Banche e lusso in spolvero a Piazza Affari

Banche, lusso, titoli tecnologici: Piazza Affari vede molte blue chip con rialzi stellari.

A guidare la lista dei progressi è Banco Bpm +8,73%. Nel settore brillano anche Bper +7,34%; Unicredit +6,21%; Mediobanca +6,73%; Intesa +6,97%. Quest’ultima ha comunicato che la sua esposizione alla Russia, in corso di valutazione, corrisponde a crediti a clientela e banche delle controllate locali pari a circa 1,1 miliardi di euro e del resto del gruppo pari a circa 4 miliardi di euro.

Nella parte alta del listino anche titoli industriali come Interpump +7,88%, tecnologici come Stm +7,5%, Stellantis +6,39%. Moncler, +5,7%, plaude alle decisioni cinesi dopo aver sofferto ieri il divieto di vendita di beni di lusso in Russia.

Arretra invece Leonardo +4,86%, dopo la caduta di un suo aereo M34 nel lecchese. Al momento, secondo l’azienda, non si possono formulare ipotesi sulle cause dell’incidente.

In calo petroliferi e utility a partire da Terna -2,67%, Tenaris -1,48%, Italgas -1,44%, Eni -1,19%.

In attesa di un piano di pace: spread in ribasso, rialza la testa il rublo

La propensione al rischio favorisce la carta italiana. Lo spread tra Btp 10 anni e Bund di pari durata arretra a 149 punti base (-4,87%), con un rendimento del decennale benchmark tricolore di +1,89% contro +0,4% del titolo tedesco.

La speranza di un piano di pace consente anche al rublo di riprendere fiato. La moneta russa, che prima della guerra in Ucraina trattava a 75 sulla divisa americana, viene scambiata a 100 sul biglietto verde e a 110 sull’euro.

La borsa di Mosca invece è rimasta chiusa anche oggi, con il default che incombe sul paese per la prima volta dalla rivoluzione bolscevica.

Oggi scadevano 117 milioni di dollari di interessi su obbligazioni in dollari. Il paese sarebbe valutato in “default tecnico” (pur con un periodo di grazia di 30 giorni) se non pagasse i coupon in valuta statunitense, secondo Fitch Ratings.

Il nodo del pagamento delle cedole non sarebbe legato a una situazione di stress finanziario di Mosca che ha abbondanti riserve in dollari per far fronte ai propri obblighi finanziari – scrive Radiocor – quanto all’introduzione delle sanzioni che rendono meno chiaro quali operazioni sono autorizzate anche se il Dipartimento del Tesoro Usa aveva chiarito che il pagamento degli interessi sui bond emessi prima dell’1 marzo dalla Banca centrale russa o dal ministero delle Finanze era concesso fino al 25 maggio prossimo.

“La possibilità o l’impossibilità di soddisfare le nostre obbligazioni in valuta estera non dipende da noi – ha dichiarato il ministro delle Finanze Anton Siluanov S in una intervista a Russia Today – abbiamo il denaro e abbiamo fatto il pagamento, ora la palla è nel campo, prima di tutto, delle autorità americane”. Secondo quanto riportato da Siluanov, il ministero russo non avrebbe ricevuto né conferme né un rigetto da parte della banca americana incaricata di gestire normalmente l’operazione.

Sul fronte euro-dollaro, la moneta unica è in rialzo contro il biglietto verde in area 1,1.

La sterlina è in ripresa dai minimi da 16 settimane toccati ieri contro il dollaro, con gli investitori che prevedono, domani, un rialzo dei tassi di un altro quarto di punto da parte di Bank of England.

Le Borse volano in attesa del piano di pace: materie prime alla finestra

Seduta incerta per le materie prime che, dopo un avvio in rialzo, hanno rallentato il passo. Al momento il Brent cede lo 0,13% e tratta poco lontano da 100 dollari (99,8) al barile. Il Wti registra un calo dello 0,82% a 97,24 dollari al barile. Stesso copione per il gas che ad Amsterdam ha aperto a 117 per scendere a 110 Mwh, con una flessione del 4,13%. A Londra il prezzo è di 266 penny per unità termica Mmbtu con un calo del 3% Tra i metalli, il nichel è tornato alle contrattazioni a Londra perdendo in avvio il 5%.

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