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Le Borse europee assorbono lo scandalo Facebook

FIRSTonline

In equilibrio Piazza Affari a metà mattina, così come gli altri listini del Vecchio Continente, poco toccati dalla bufera su Facebook e gli altri Fang (Amazon, Apple, Netflix e Google) che hanno bruciato ieri 120 miliardi circa di capitalizzazione al Nasdaq sotto la pressione dello scandalo dei 50 milioni di dati rubati.

Tra poche ore prenderà il via il meeting della Federal Reserve. In vista delle comunicazioni della Banca centrale Usa, il rendimento del Treasury Bill a 10 anni sale a 2,86%, da 2,82%. Il rendimento del biennale si porta a 2,30%, livello che non si vedeva da dieci anni.

Intanto, sale l’euro (1,2337 sul dollaro), sostenuto dalla sensazione rilanciata da Reuters per cui alcune “colombe” del direttorio sono ormai d’accordo sul fatto che il quantitative easing debba terminare quest’anno. Il membro del board Yves Mersch ha sottolineato come ci siano tutti i prerequisiti per un aumento dell’inflazione, e questo consentirà una graduale riduzione degli acquisti di bond, anche se sarà necessario mantenere in piedi politiche monetarie accomodanti.

A Milano l’indice Ftse Mib è in lievissima ascesa, poco sopra 22.600 punti. In equilibrio anche Parigi e Francoforte, che oscillano attorno alla parità. Londra sale dello 0,2%.

L’indice Zew in Germania per il mese di marzo leggermente sopra le attese a 90,7 punti contro 90 stimati. Mese precedente 92,3.

Il petrolio Brent è in rialzo dell’1% a 66,5 dollari il barile. La Russia sarebbe pronta ad aderire ad un’estensione degli accordi con l’Opec riguardanti i limiti alla produzione. Ci sono anche timori di nuove sanzioni all’Iran da parte degli Usa.

Si mettono in luce i petroliferi: Eni +0,7%. Saipem +0,9%.

A Piazza Affari arretra Cnh Industrial (-2%): si è dimesso a sorpresa l’amministratore delegato Richard Tobin, collaboratore di vecchia data di Sergio Marchionne. Fiat Chrysler +0,3%. Magneti Marelli sarà scorporata e conferita ai soci FCA. Non ci sarà collocamento in Borsa, ha detto ieri l’amministratore delegato Marchionne.

La Corte Costituzionale inizia oggi la seduta sulla legge di riforma delle popolari. Unicredit +0,7%. Banco Bpm +0,9%. Tra le assicurazioni, Generali +0,4%. La stampa tedesca riporta che una decisione sulla possibile vendita delle attività in Germania sarà presa entro l’estate.

Continuano le manovre in Tim (+0,2%). Le deleghe sulla gestione della sicurezza rimesse dall’uscente Giuseppe Recchi, dovrebbero finire a Stefano Siragusa, da poco nominato a capo della divisione infrastrutture. Siragusa sarebbe poi cooptato in Cda al posto di uno dei consiglieri espressi da Vivendi.

Positive tra le utilities A2A, in rialzo dello 0,7%, che ha presentato oggi i dati definitivi del 2017 ed il nuovo piano industriale. Il consiglio di amministrazione ha fissato anche la proposta di dividendo, pari a 0,06 euro per azione. Per il 2018, gli analisti si aspettano 1,21 miliardi di euro di Ebitda.

Atlantia (+0,8%) dovrebbe rilevare fino al 29,9% di Cellnex da Abertis. L’opzione per procedere con l’acquisto della quota scade il 23 marzo.

Avanza Moncler (+0,7%) che tocca il record storico portandosi a 30 euro. Da inizio anno +15%. È una delle migliori blue chip di Piazza Affari. Stamattina Kepler-Cheuvreux ha ribadito la raccomandazione Buy, target 31 euro.

Recupera Astaldi: +1,2%, ieri -3%. La società ha annunciato di avere vinto la gara per l’estensione della metropolitana di Varsavia. Il valore complessivo della commessa è di 310 milioni di euro di cui il 50% va considerato in capo alla società italiana. Da inizio anno il titolo ha messo a segno un rialzo del 9%. Il 2017 era terminato in perdita del 60%. Sul titolo pende la spada di Damocle dell’aumento di capitale da 300 milioni di euro deliberato pochi giorni fa.

Nel resto del listino, Giglio Group (+2%) ha iniziato stamane le negoziazioni su Star.

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Categories: Finanza e Mercati