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Le Borse archiviano Yellen e rimbalzano grazie a petrolio e trimestrali

FIRSTonline

Boom di acquisti oggi in Europa, mentre Wall Street cerca di buttarsi alle spalle il tonfo dei titoli tech di ieri, dovuto in parte alle parole del segretario di Stato, Janet Yellen, su un possibile rialzo dei tassi d’interesse (affermazioni poi corrette). I listini europei archiviano una seduta in netto rialzo, spinti da una serie di trimestrali positive, dal rally delle materie prime e dal rimbalzo dei titoli tecnologici. 

Piazza Affari prosegue questa settimana di alti e bassi con un progresso del 2,01% e risale a 24.460 punti base. Svetta sul listino principale Stellantis, +7%, grazie a entrate trimestrali migliori del previsto. I ricavi proforma sono saliti del 14% a 37 miliardi e le consegne sono aumentate del 12%. Si teme però per la carenza di chip, che potrebbe pesare sul secondo trimestre. Nella galassia Exor (+2,21%) brilla anche Cnh, +5,27%, alla luce dei conti trimestrali dal rally delle commodities, che tonifica il mondo dell’agrobusiness. 

Ferrari segna +1,55% dopo lo scivolone della vigilia, provocato dal posticipo di un anno dei target finanziari 2022 a causa dell’impatto del Covid-19. Alcuni broker hanno inoltre tagliato il prezzo target delle azioni della rossa di Maranello a Wall Street. Le banche sono positive. In particolare Unicredit, +2,56%, in vista dei conti che verranno presentati domani. Intesa sale dell‘1,43% dopo l’ottima trimestrale, con un utile netto in rialzo del 32% e la conferma dell’obiettivo sull’intero anno, che vedrà un utile “ampiamente superiore ai 3,5 miliardi”.

Entra nella top ten del listino Tenaris +4,48%, migliore fra i titoli petroliferi. Buzzi +2,76%. Rimbalzano Diasorin +2,54% ed Stm +2,46%. I ribassi sono frazionali e riguardano solo 4 blue chip: Telecom -0,6%; Italgas -0,44%; Hera -0,24%; Terna -0,03%. Fuori dal listino principale la Roma fa ancora il botto, +9,23%, galvanizzata dall’arrivo di José Mourinho, l’allenatore portoghese che dalla prossima stagione guiderà la squadra giallorossa. Il debutto non è granché per Saeco sul segmento Star, dove perde il 5,34%. Lo spread fra titolo decennale italiano e tedesco sale a 107 punti base (+1,72%) e il tasso del Btp cresce a +0,84%.

Nel corso di un’intervista, durante webinar organizzato dal think tank Omfif, il capo economista della Bce, Philip Lane, ha detto di non ritenere che l’inflazione possa superare i limiti nei prossimi 18-24 mesi. Secondo l’esponente della banca centrale europea, il fatto che vi siano colli di bottiglia in alcuni mercati delle materie prime o che alcune imprese multinazionali stiano riscoprendo il loro potere di determinazione dei prezzi non è di per sé sufficiente a generare un’inflazione permanente. Lane ha sottolineato che la Bce prevede un’inflazione media annua di poco superiore all’1% nel 2022. Dal fronte macroeconomico è in chiaroscuro il Pmi servizi dei principali paesi della zona euro. In Italia l’indice è sceso a 47,3 in aprile, rispetto a 48,6 di marzo. In Germania 49,9 ad aprile da 51,5 di marzo e a fronte di previsioni a 50,1.

Tornando alla seduta odierna: nel resto d’Europa guida i rialzi Amsterdam +2,5%, seguono Francoforte +2,2%, Parigi +1,4%, Madrid +1,7%. Pure Londra si apprezza dell‘1,7%, alla vigilia delle attese elezioni in Scozia. Sono in evidenza sul Ftse 100 titoli di società del settore minerario come Rio Tinto, BHP Group e Anglo American che segnano progressi superiori al 4%. A dare loro una spinta sono i prezzi dei metalli, con il rame che in giornata ha superato nuovamente il livello psicologico dei 10mila dollari a tonnellata. I progressi riguardano anche altre materie prime, in particolare il petrolio che festeggia i segnali di ripresa globale e le progressive riaperture con le vaccinazioni che pongono un freno alla pandemia. Il presidente Usa Joe Biden ha annunciato il nuovo obiettivo della sua amministrazione: avere il 70% degli adulti con almeno una dose di vaccino, e 160 milioni di persone completamente vaccinate, entro il 4 luglio.

Il Brent, consegna luglio, si muove intorno a 69,44 dollari al barile (+0,81%). Il greggio texano sale dello 0,7% a 66,15 dollari al barile. Calano in misura superiore alle attese le scorte settimanali Usa. Sul mercato valutario l’euro-dollaro galleggia intorno a 1,2.

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