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Istat: Pil frena (+0,2% nel III trimestre), a rischio target 2015

Frena il ritmo della crescita dell’economia italiana. A rivelarlo è l’Istat, secondo cui nel terzo trimestre il Prodotto interno lordo è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su base annua (dal +0,9% della stima precedente). La variazione acquisita per il 2015 è pari a +0,6%.

I risultati registrati nel periodo luglio-settembre potrebbero complicare il raggiungimento dell’obiettivo, confermato anche ieri dal ministro Padoan, di chiudere il 2015 con un Pil in aumento dello 0,9% rispetto all’anno scorso.

Su base trimestrale, fra agosto e settembre i consumi finali nazionali sono cresciuti dello 0,4%, mentre gli investimenti fissi lordi hanno segnato una flessione dello 0,4% .Riguardo alle componenti estere, le importazioni sono aumentate dello 0,5% e le esportazioni sono diminuite dello 0,8%.

Positivo l’andamento per il valore aggiunto di tutti i principali comparti: +2,3% nell’agricoltura, +0,3% nell’industria e +0,1% nei servizi. Si registrano variazioni positive del valore aggiunto anche in termini tendenziali: 3,7% nell’agricoltura, 0,9% nell’industria e 0,5% nei servizi.

Guardando al resto del mondo, nel terzo trimestre, il Pil ha registrato una crescita congiunturale dello 0,5% negli Stati Uniti e nel Regno Unito e dello 0,3% in Francia e in Germania.

Su base annua, il Regno Unito ha registrato un aumento del 2,3% nel Regno Unito, contro il 2,2% negli Stati Uniti, l’1,7% in Germania e l’1,2% della Francia. Il Pil dell’Eurozona, invece, ha segnato un aumento dello 0,3% sul trimestre precedente e dell1,6% su base annua.

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