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Il voto Usa fa felici le Borse ma anche i bond: ecco perché

Photo by Dan Dennis on Unsplash

Non è ancora finita, ma Joe Biden è a un passo dalla meta. Il candidato democratico si è assicurato finora 264 voti dei grandi elettori sui 270 necessari per essere proclamato presidente degli Stati Uniti. È avanti in Arizona e in Nevada, ha superato il presidente in Michigan e dovrebbe avere conquistato di pochissimo il Wisconsin, dove ci sarà il riconteggio. Trump, senza avere alcuna prova, sostiene che ci siano stati brogli: «La scorsa notte ero avanti, spesso saldamente, in molti stati chiave. Poi, ad uno ad uno, i vantaggi sono magicamente scomparsi. Molto strano». Ma il tycoon non sembra in grado di esibire prove. Per ora, le proteste di piazza sono contenute. E i mercati finanziari avanzano un po’ ovunque.

Stamattina l’indice MSCI Asia Pacific, che non include il Giappone, è in rialzo dell’1,3%, un incremento che lo porta sui massimi dal febbraio del 2018.

L’ASIA FESTEGGIA, RECUPERA ANCHE ALIBABA

L’allungo di Biden (“sleepy Joe”, secondo Trump) è stato salutato dal rialzo dell’Hang Seng di Hong Kong (+2,7%), in cui si riprende Alibaba (+5% dal -7% di ieri dopo lo stop alla quotazione di Ant Group).

Il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen segna +1,1%, il Nikkei di Tokyo +1,3% (massimo degli ultimi nove mesi); Kospi di Seul +1,8%, BSE Sensex di Mumbai +1,4%.

I mercati Usa hanno accolto con un robusto (e forse sorprendente) rialzo il susseguirsi di dati e dichiarazioni della sfida elettorale più contrastata. L’indice Dow Jones è salito dell’1,34%. Meglio l’S&P 500 (+2,20%, al termine della miglior seduta dal 5 giugno) e il Nasdaq (+3,85%, la performance più brillante dal 14 aprile).

FACEBOOK (+8%) SPERA IN UN CONGRESSO CLEMENTE

La prospettiva di un Congresso troppo debole per imporre regole più severe ai Big della tecnologia, specie ai social network, ha messo le ali a Facebook (+8%) e alla tripla A (Apple, Amazon e Alphabet), in ascesa del 4%.

Stamattina i future di Wall Street sono tutti positivi. Salgono anche i contratti sugli indici europei e sulla City.

SI APPREZZANO I BOND, TREGUA PER IL PETROLIO

Si apprezzano anche le obbligazioni, vendute perché si ridimensionano le aspettative di un nuovo piano di maxi-aiuti all’economia basato sull’aumento della spesa pubblica.

Nel giorno delle comunicazioni della Federal Reserve, il Treasury Note a dieci anni continua a salire e il suo rendimento di conseguenza scende, a 0,73%.

Si ferma stamane Il petrolio Brent, in ribasso del 2%, a 40,4 dollari il barile,

L’ONDA BLU NON C’È STATA: UN FRENO PER LA SPESA UBBLICA

L’esito del voto contraddice l’adagio “the winner takes it all”. Non c’è stata l’onda blu a favore dei democratici, cosa che ridimensiona il peso dell’ala sinistra del partito (Bernie Sanders, Elisabeth Warren e la pur votatissima Alexandria Ocasio Cortez), la più temuta da Wall Street. I democratici hanno anche fallito l’obiettivo forse più importante: la conquista della maggioranza al Senato. Saranno necessari compromessi su tutte le questioni più delicate, dai sussidi alle tasse, cosa che non dispiace al mercato, anche perché rivaluta il ruolo di una vecchia volpe parlamentare, lo stesso Biden, rispetto alle scelte più radicali in materia di spesa pubblica.

PAURA INIZIALE, POI L’EUROPA PRENDE IL VOLO

L’onda blu non c’è stata. In compenso, almeno per ora il clima delle Borse Usa è tranquillo; anzi, addirittura euforico. E così, dopo un avvio al ribasso, le Borse europee accelerano, completando così il collage di brutte figure di sondaggisti e guru. I primi hanno fallito, così come quattro anni fa, anticipando un predominio incontrastato che non c’è stato. I secondi hanno anticipato, in caso di arrivo in volata, contestazioni al calor bianco di cui, per fortuna, ci sono poche tracce. E così gli investitori hanno potuto trovare evidenti spunti di ottimismo sia nel listino che nei segnali macro. L’Eurozona manifesta segnali di stagnazione nel quarto trimestre, ma inferiori alle attese: l’indice Pmi relativo al settore dei servizi si è contratto per il terzo mese di fila, in attesa della chiusura delle città.

MILANO +1,9%, PARIGI AL TOP, SALE ANCHE IL BITCOIN

Dopo l’avvio negativo, Milano ha preso il volo: l’indice Ftse Mib ha messo a segno un progresso dell’1,96%, a 19.358 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 18.577 e un massimo di 19.395 punti.

Corrono anche gli altri listini: al top c’è Parigi (+2,44%), davanti a Francoforte (+1,95) e a Londra (+1,63%). Resta in coda invece Madrid (+0,47%).

Tra i protagonisti anche il Bitcoin, salito a 14.000 dollari.

SCENDE LO SPREAD A 130, VENERDÌ BUYBACK DEL TESORO

Anche il mercato obbligazionario è migliorato nel corso della seduta, a mano a mano che ha preso quota il recupero di Biden.

Alla ripresa hanno contribuito le indicazioni della Bce. Isabel Schnabel, membro tedesco dell’istituto, ha detto questo pomeriggio che Francoforte non dovrebbe dare per scontata la calma sul mercato obbligazionario, mentre l’economia della zona euro peggiora e richiede nuovo stimolo monetario.

Il tasso del decennale italiano si attesta allo 0,66%, dallo 0,70% della precedente chiusura.

Il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul tratto decennale è a 130 punti base, da 132. Il Tesoro ha annunciato un buyback per venerdì 6 novembre su cinque titoli con scadenza 2021, 2022 e 2023 per 7 miliardi.

“È stata una nuova dimostrazione di quanto sia difficile prevedere il risultato delle elezioni”, ha commentato l’analista indipendente Andrea Di Gaetano. “La temuta incertezza del risultato non sta preoccupando gli investitori, che guardano ai prossimi stimoli fiscali”.

CORRE INTESA. MESSINA: PRONTI A RIPRENDERE IL DIVIDENDO

Al centro dell’attenzione di Piazza Affari la trimestrale di Intesa Sanpaolo, che non ha deluso le attese. L’istituto chiude il periodo gennaio-settembre 2020 con un utile netto di 6,38 miliardi di euro. L’azione ha messo a segno un rialzo del 3,71%, a fronte di un calo dell’1,47% dell’indice Stoxx bancario europeo, cosa che ha consentito a Intesa Sanpaolo di ri-superare Banco Sandander come seconda banca nell’area euro per capitalizzazione.

Per il trimestre, l’utile netto è in linea con le previsioni, a 507 milioni di euro, con tendenze positive nelle due attività caratteristiche, margine d’interesse e commissioni. Alla luce dei risultati, l’ad Messina ha dichiarato che la banca è una delle meglio posizionate per riprendere la distribuzione dei dividendi, una volta che la Banca centrale europea avrà concesso la sua autorizzazione.

STAMANE I CONTI UNICREDIT. ACCELERA NEXI

Si è tenuto anche il cda di Unicredit (+2,31%), che annuncerà stamane i conti del trimestre. Fitch ha confermato il rating BBB-.

Continua il rally di Nexi (+6,5%), miglior titolo di giornata seguito da Italgas (+3,59%). Avanza Poste italiane (+3%).

FERRARI IN RALLY. SALE L’ENERGIA VERDE: ENEL +2%, ERG +3,5%

È proseguita la corsa di Ferrari (+2,29% dopo il balzo della vigilia, +7%). A dare alimento al Toro sono stati i giudizi degli analisti: In particolare, Credit Suisse e Ubi Banca hanno incrementato il prezzo obiettivo su Ferrari, portandolo rispettivamente a 206 euro e a 195 euro. Soffre Pirelli (-4%). Allunga Diasorin (+3,7%). Denaro su Enel (+2%) ed Eni (+1,2%). Soffre invece Saipem (-1,37%). Da rilevare tra le rinnovabili il rimbalzo di Erg (+3,51%).

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