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Grecia, il rischio default di Atene torna a far paura ai mercati finanziari

Le Borse, eccezion fatta per i listini cinesi ancora al galoppo (Shanghai +2,1%), rallentano la loro corsa. La Grecia, ormai ad un passo dal default, inceppa il motore delle Borse europee, mentre, sull’onda di Wall Street, i listini orientali fanno un passo indietro dalle vette toccate giovedì, ai valori massimi da sette anni.

Ecco, in sintesi, la fotografia dei mercati azionari: giornata negativa a Tokyo, con una perdita attorno al mezzo punto percentuale: la settimana si avvia alla chiusura con un calo di poco inferiore al punto percentuale. Giù anche l’Australia e la Corea.
Piatte le borse Usa: l’indice Dow Jones segna un calo dello 0,04%, il Dow Jones dello 0,08%. Il Nasdaq -0,06%, comunque di poco sopra quota 5 mila punti (5.007,79). Brusca impennata del brent +6,1% poco sotto i 64 dollari. Stamane in Asia i prezzi arretrano a 63 dollari.

GOLDMAN SACHS E NETFLIX IN CORSA.  OGGI I CONTI DI GE

Dall’economia Usa continuano ad arrivare segnali di rallentamento: è negativo il dato di marzo dei nuovi cantieri, mentre risultano in aumento le richieste di cassa integrazione. L’attività manifatturiera dell’area di Philadelphia registra un timido +0,7%, comunque l’unico indicatore macro in terreno positivo della settimana.
In questa cornice si inseriscono gli interventi del presidente della Fed di Atlanta, Dennis Lockart, e di quella di Cleveland, Loretta Mester: le statistiche sull’andamento dell’economia, ha detto Lockart, mi hanno convinto che un rialzo dei tassi a giugno sarebbe prematuro. Toni da colomba anche dalla Mester, membro votante del Fomc, il comitato della Fed che decide sui tassi.

Sul fronte societario, confortano i dati in arrivo da Goldman Sachs e Citigroup, i migliori dallo scoppio della crisi dei subprime. L’attenzione sarà oggi concentrata sui conti di General Electric, -0,65% ieri, annunciati al mercato prima dell’avvio della seduta.
Il miglior titolo, ieri, è stata Netflix (+18%), sull’onda di risultati migliori delle previsioni.
Tra le 51 società che hanno finora annunciati i conti del trimestre, il 76% ha registrato conti che hanno battuto le attese: sorge il sospetto che le previsioni siano state improntate ad un’eccessiva prudenza.

MILANO, PIAZZA PEGGIORE DELLA UE. I BUND AD UN PASSO DA QUOTA ZERO

Anche le Borse europee ripiegano dopo aver toccato alla vigilia i massimi storici. L’indice Stoxx 600 ha chiuso ieri la seduta in ribasso dello 0,7% a 411 punti dai 415 punti, massimo assoluto, toccati nel corso della seduta della vigilia.?? A Milano l’indice Ftse Mib accusa un calo dell’1,7%. Chiusure negative anche per Francoforte -1,2%, Parigi -0,6% e Londra -0,5%. La peggiore, dopo Piazza Affari, è Madrid -1,4%.? Sul mercato dei titoli di Stato si registra un nuovo minimo storico del rendimento del Bund (0,08%) ormai ad un passo da quota zero e ad un parallelo indebolimento del Btp, il cui rendimento sale di 12 punti base all’1,37%. Lo spread tra Italia e Germania si allarga di 14 punti base a 129 punti base, un livello che non si vedeva da due mesi.

GRECIA, I MERCATI VEDONO IL DEFAULT PILOATO DALLA MERKEL

Sul mercato del debito dell’eurozona incombe la prospettiva della resa dei conti sulla Grecia, dopo mesi di trattative infruttuose. Da Atene Alexis Tsipras ribadisce che alla fine un accordo si troverà, ma non è questo l’umore dei mercati: il rendimento del bond decennale di Atene è schizzato di 70 punti base al 12,4%, un valore visto l’ultima volta nel marzo del 2013. Il rendimento del bond a due anni è salito di 230 punti base al 26%, un tasso da default.

La stessa Angela Merkel, secondo l’autorevole Die Zeit, sta lavorando ad un progetto per gestire il default (fallimento) della Grecia senza far uscire il Paese dalla moneta unica. Il piano tedesco prevede iniziative per consentire alla Banca centrale europea di continuare a finanziare le banche di Atene anche in caso di default, una soluzione che non è però consentita dai trattati costitutivi dell’Unione Monetaria e dalla Bce stessa. ??In cambio, Angela Merkel pretende che Tsipras sia più collaborativo nei confronti di quella che una volta era definita troika. Se le cose andranno in questa direzione, Angela Merkel andrebbe così allo scontro diretto con la Bundesbank, da sempre contraria a qualsiasi forma di aiuto senza garanzie.? ?Intanto, S&P ha declassato il rating greco da B- a CCC+. I funzionari ellenici, infine, avrebbero chiesto al Fondo monetario internazionale un rinvio dei pagamenti dovuti, ricevendo un secco no. Atene ha però smentito.

BANCHE SOTTO TIRO, GUZZETTI: SI’ ALLE FONDAZIONI NELLE POPOLARI

Le tensioni sui mercati monetari si sono scaricate sul comparto bancario, il più penalizzato dalle vendite: l’indice Eurostoxx del comparto perde il 2% ed è il peggiore di oggi.? Unicredit -3,1%, riduce i guadagni da inizio anno al 16%. Intesa -2,2%, Mediobanca -1,7%.  

Pesanti anche le Popolari. Diventa sempre più probabile un ingresso nel capitale delle banche popolari delle fondazioni, lo ha affermato ieri sera il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, parlando con i giornalisti a margine di un’audizione in Senato. Guzzetti ha invece escluso che le fondazioni possano investire nelle banche di credito cooperativo.
Scende Ubi Banca -2,51% nonostante che gli analisti di Ubs abbiano alzato il prezzo obiettivo a 7,5 euro da 6 euro, confermando la raccomandazione neutral. Il Banco Popolare perde il 2,3%. Anche Monte Paschi lascia sul terreno il 2,2% nel giorno dell’assemblea, nonostante le plusvalenze incassate con la cessione del 10% di Anima Holding a Poste Italiane. Alessandro Profumo, nelle repliche ai quesiti posti dagli azionisti in merito al derivato Alexandria durante l’assemblea dei soci ha dichiarato che “se c’è qualcuno che deve essere preoccupato è Nomura”.
Giornata di pausa per il risparmio gestito: Azimut -3,8%, Banca Generali -2%, Mediolanum -2,5%. Frena Generali -1,3%.

FCA CONFERMA L’OBIETTIVO: 5 MILIONI DI VENDITE NEL 2015

Secca frenata anche per Fiat Chrysler -2,1%. Ieri ad Amsterdam (17 azionisti presenti) la società ha approvato il bilancio dell’esercizio 2014 e confermato la guidance 2015: vendite tra 4,8 e 5 milioni di veicoli, con ricavi per 108 miliardi di euro, un ebit nell’intervallo tra 4,1 e 4,5 miliardi, un utile netto tra 1 miliardo e 1,2 miliardi e un debito industriale netto nella forchetta tra 7,5 miliardi e 8 miliardi. Goldman Sachs ha alzato il target price sull’azione a 19,8 euro da 14,6 euro, confermando il titolo nella sua Conviction List-Buy. L’Ipo di Ferrari, che sarà effettuata nel terzo trimestre, non riguarderà più del 10% del capitale.
Le vendite Fca in Europa sono cresciute a marzo del 15,7%, meglio dell’andamento del mercato (+10,8%).
In calo anche Cnh Industrial -0,8% dopo il balzo della vigilia+ 6,4%. Goldman Sachs ha alzato il target price sul titolo a 8,5 euro da 6,8 euro, confermando a neutral il rating.

Resiste ai cali del mercato Exor +0,26%: Mediobanca Securities ha alzato sul titolo il prezzo obiettivo a 48,6 euro da 45,3 euro, confermando la raccomandazione outperform in scia all’offerta fatta dal gruppo per PartnerRe.

SAIPEM FA RETROMARCIA

Saipem -3,9% dopo otto rialzi consecutivi e un nuovo record dell’anno, segnato in mattinata a 12,74 euro. Per Saipem è arrivato il giorno della correzione. Dai minimi di metà gennaio il titolo ha messo a segno un rimbalzo dell’80%. Dal primo gennaio +40%. Gli analisti continuano a restare pessimisti sulle prospettive di Saipem: solo 5 sui 32 censiti da Bloomberg ne consigliano l’acquisto. Il target price medio fissato a 8,30 euro è molto al di sotto della quotazione odierna. Giù anche Tenaris -1,7%. Eni perde l’1%.

IN CONTROTENDENZA YOOX, PREMIATA DA CITIGROUP – NO DI CLESSIDRA ALLE RADIO RCS

Nel resto del listino da segnalare: torna a crescere Yoox +2,9%: Citigroup alza il target price a 33 euro da 23,5 euro, confermato il giudizio Buy. Male Telecom Italia -3%. Mediaset perde lo 0,9%. Invariata Fincantieri; ieri la jv con Finmeccanica, Orizzonte Sistemi Navali, ha ricevuto la comunicazione dell’esercizio dell’opzione per la costruzione della nona e decima unità Fremm, a completamento della fornitura alla Marina Militare Italiana. Ieri, infine, come anticipato da FIRSTonline, Clessidra di Claudio Sposito ha rinunciato all’acquisto delle tre radio di Rcs (Radio 105, Virgin Radio e Radio Montecarlo) prendendo atto dell’impossibilità di pervenire ad un accordo nei tempi previsti dalla trattativa in esclusiva su cui cala pertanto il sipario. 

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