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Germania, Pil cresce ma la fiducia è in calo

La Germania conferma una crescita del Pil nel quarto trimestre 2015 dello 0,3% su trimestre e dell’1,3% su anno, con un miglioramento degli investimenti ma una frenata dell’export, peggiore del previsto. E’ la lettura definitiva di Destatis, l’istituto di statistica tedesco, e dalla statistica emerge che il maggior contributo è arrivato da spesa pubblica (+1% da +0,5% precedente) e investimenti (+1,5% da +0,1%) mentre la domanda interna ha evidenziato un rallentamento a +0,3% da +0,6% precedente. Sempre nel quarto trimestre, le esportazioni hanno subito l’impatto del rallentamento di Cina ed Emergenti, registrando una contrazione dello 0,6% su trimestre da +0,3% precedente, contro la stima di un calo dello 0,3%. Le importazioni sono aumentate dello 0,5%. 

La Germania registra un surplus di bilancio di 19,4 miliardi nel 2015, il valore più alto raggiunto dall’avanzo pubblico dopo la riunificazione tedesca. Lo comunica Destatis spiegando che il surplus, considerando i valori di Maastricht, è al +0,6% del Pil. Nel 2014 il surplus era stato di 8,9 miliardi di euro.

Nonostante i dai positivi sul Pil, l’indice Ifo sul clima di fiducia delle imprese tedesche relativo al mese di febbraio, si è attestato a 105,7 punti, inferiore alle attese degli analisti e alla rilevazione precedente fissate rispettivamente su un indice pari a 106,7 e 107,3 punti. A deludere in particolar modo è stato il dato sulle aspettative, pari a 98,8 punti (consensus 101,6 punti). L’indice Ifo sulle condizioni attuali è invece salito a 112,9 punti a febbraio rispetto ai 112,5 rilevati in gennaio. 

Non va molto meglio alla Francia, dove oggi l’Insee ha comunicato che la fiducia delle imprese manifatturiere francesi è rimasta stabile a febbraio, dopo una revisione al rialzo del dato di gennaio. Secondo i numeri forniti dall’istituto nazionale di Statistica la fiducia nel settore industriale è rimasta stabile a 103, tenendosi oltre la media di lungo termine. La mediana delle stime dei 19 economisti interpellati da Reuters in un sondaggio era per una lettura a 102. Il dato di gennaio è stato rivisto a 103 da 102 della prima lettura.

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