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Gas, il Piano Ue: la Commissione Ue propone un taglio ai consumi del 15% fino alla primavera 2023

Pixabay

Per far fronte al taglio delle forniture in arrivo dalla Russia, la Commissione europea propone un taglio del 15% al consumo di gas nell’Ue fino alla prossima primavera. Lo ha scritto mercoledì in un comunicato l’esecutivo comunitario, precisando che “tutti i consumatori, le amministrazioni pubbliche, le famiglie, i titolari di edifici pubblici, i fornitori di energia e le industrie possono e devono intraprendere misure per risparmiare gas”. In questo modo, Bruxelles punta a ridurre il potere della Russia, che usa le forniture di gas come strumento politico per fare pressione sui Paesi europei.

La Commissione europea propone anche di introdurre delle nuove regole per coordinare la riduzione dei consumi, considerando come obiettivo una flessione del 15% tra il primo agosto 2022 e il 31 marzo 2023. Le nuove norme permetterebbero a Bruxelles di dichiarare uno stato di emergenza (Union Alert) sulla sicurezza degli approvvigionamenti che renderebbe i tagli obbligatori.

Inoltre, si legge nel piano, “la Commissione esorta tutti gli Stati membri a lanciare campagne di sensibilizzazione per promuovere la riduzione del riscaldamento e del raffreddamento su vasta scala e ad attuare la ‘Comunicazione sul risparmio energetico’ dell’Ue, contenente numerose opzioni di risparmio a breve termine. Per dare l’esempio, gli Stati membri potrebbero imporre una riduzione mirata del riscaldamento e del raffreddamento negli edifici gestiti dalle autorità pubbliche”.

Le parole di Von der Leyen

“So che è una domanda pesante, ma è necessario per proteggerci”, ha commentato in conferenza stampa Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.

La Russia ci sta ricattando sul gas ma l’Europa è preparata – ha aggiunto – Non iniziamo da zero, ma dobbiamo fare di più. Dobbiamo prepararci ad un’interruzione integrale del gas russo. È uno scenario probabile, che andrebbe ad avere un impatto su tutta l’Unione. Oggi è il giorno 147 della guerra di aggressione della Russia all’Ucraina, ma abbiamo visto che mesi prima della guerra la Russia teneva a un livello intenzionalmente basso l’offerta e la fornitura di gas, nonostante i prezzi alti. Gazprom non ha intenzione di riequilibrare il mercato. Al contrario, ha tenuto a un livello molto basso gli stoccaggi, riducendo la fornitura per creare tensioni sul mercato e aumentare i prezzi. Sappiamo che la situazione è estremamente complicata e ciò implica che ci sia un buon coordinamento. È importante mostrare unità e solidarietà, come è accaduto con la crisi del Covid. Così possiamo superare qualunque crisi”.

“Lavori in corso” sul tetto al prezzo del gas

Sul tetto al prezzo del gas “il lavoro è in corso”. È quanto si legge in una nota esplicativa della Commissione europea sul pacchetto per ridurre la domanda di gas. “Il Consiglio europeo ha incaricato la Commissione di studiare un tetto massimo di prezzo per il gas importato – si legge nel documento – e quel lavoro è in corso. Stiamo esaminando diversi modelli e modi in cui un limite di prezzo potrebbe funzionare in una situazione di interruzione del gas o in situazioni di emergenza”.

Putin: rispetteremo impegni sul gas, ma possibili riduzioni da Nord Stream

Intanto, il presidente russo Vladimir Putin ha assicurato che la Russia rispetterà gli impegni sulle forniture di gas naturale all’Europa, ma ha anche avvertito che i flussi attraverso il gasdotto Nord Stream potrebbero essere presto ridotti se le sanzioni impedissero ulteriori interventi di manutenzione sull’infrastruttura.

In particolare, durante la sua visita a Teheran, Putin ha detto che “Gazprom ha sempre adempiuto e adempirà sempre a tutti i suoi obblighi”. Ma il presidente russo ha poi aggiunto che, a meno che la turbina non riparta presto, i flussi potrebbero scendere la prossima settimana a circa il 20% della capacità. Putin ha anche detto che un’altra turbina dovrà essere sottoposta a manutenzione il 26 luglio.

Il gasdotto Nord Stream, l’arteria principale per il gas russo verso l’Europa, è attualmente inattivo per la manutenzione ordinaria, ma i governi europei temono che Mosca non intenda ripristinare il flusso. La fine dei lavori è attesa per domani.

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Categories: Economia e Imprese