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Fmi, Lagarde rinviata a giudizio in Francia: “negligenza” sul caso Tapie

Il numero del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde è stata rinviata a giudizio in Francia. La notizia è stata riportata dal sito Mediapart. L’accusa nei suoi confronti è di «negligenza» all’epoca in cui era ministro delle Finanze francese nell’arbitrato concluso con il pagamento di 404 milioni di euro di fondi pubblici all’imprenditore francese Bernard Tapie. L’arbitrato riguardava il contenzioso che opponeva l’ex patron del Marsiglia alla banca Credit Lyonnais per la consulenza nella cessione del marchio sportivo tedesco Adidas. All’inizio di dicembre la Corte di appello di Parigi aveva ordinato a Tapie di rimborsare i fondi che aveva ricevuto nel 2008.

Un’infrazione minore, come aveva sottolineato il suo avvocato Yves Repiquet all’epoca in cui Lagarde era finita sotto inchiesta – era l’agosto 2014 – ma per cui la pena prevista arriva fino a un anno di reclusione e 10 mila euro di multa. La numero uno del Fmi non si era lasciata scomporre: aveva subito escluso di volersi dimettere.

Ora però il rinvio a giudizio potrebbe cambiare il quadro, anche se il board del Fmi in una nota esprime fiducia sulla capacità del direttore generale di guidare l’istituzione, sottolineando che è «inappropriato» commentare sul caso prima che la corte si esprima. Dal canto suo, Lagarde ha chiesto al suo avvocato di fare ricorso contro la decisione di rinviarla a giudizio e ha annunciato che informerà il board sugli sviluppi della vicenda.

All’inizio delle indagini, quando nella stessa vicenda la Lagarde era stata interrogata come «testimone assistita», status intermedio tra semplice testimone e indagato, il Fmi si era detto «fiducioso» nella sue capacità di ricoprire «efficacemente le sue funzioni» nonostante la procedura giudiziaria in cui era coinvolta.

Lagarde, 59 anni, era ministro delle Finanze all’epoca dei fatti, durante la presidenza Sarkozy. Tapie aveva sostenuto nel 2007 la campagna presidenziale di Sarkozy. Tapie era stato un socio di maggioranza di Adidas ma l’aveva venduta nel 1993 e in seguito aveva fatto causa contro il Credit Lyonnais con l’accusa di averlo truffato con una sottovalutazione del valore della società sportiva.

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