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Finocchiona IGP: produzione record nel 2021 per il salume toscano prediletto di Nicolò Machiavelli

Firstonline

Niccolò Machiavelli ne era un grande estimatore, tanto da non farla mai mancare durante i pasti. E certamente nessun salume ha legato la sua storia alla Toscana come la Finocchiona.  Un legame che risale al Medioevo, quando i norcini per sopperire all’uso del più raro e costoso pepe, pensarono di aggiungere all’impasto quello che Madre Natura metteva a disposizione nei campi e sulle colline toscane: i semi di finocchio. Nei secoli la Finocchiona si è fatta sempre più apprezzare nei più disparati accostamenti sulle tavole di tutta Italia e anche all’estero: da salume protagonista di taglieri e panini a ingrediente unico e particolare capace di esaltare tanti piatti, dall’antipasto al dessert.

La “Regina dei Salumi Toscani”, come viene giustamente definita, ha conosciuto infatti nel 2021 un anno da record assoluto registrando i più alti numeri di produzione, certificazione, affettamento e confezionamento in tranci sottovuoto dal giorno del riconoscimento IGP ad oggi. segnando punte fino al +72,5% per il mese di giugno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La crescita di produzione, evidente fin dalla primavera, ha avuto una decisa impennata nel secondo semestre dell’anno che, con il dato di +22,7% rispetto agli ultimi sei mesi del 2020, ha portato la denominazione a chiudere il 2021 con il record di produzione a oltre 2 milioni di chilogrammi di impasto insaccato, ossia 1 milione e 92mila pezzi prodotti. Nell’arco dell’intero anno sono stati insaccati oltre 248mila chilogrammi in più rispetto al 2020, ossia il 20,88% in più rispetto all’anno precedente.

“Un anno con dati così positivi, ben oltre le aspettative – afferma Alessandro Iacomoni, presidente del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP – non si era mai registrato per la Finocchiona IGP dal riconoscimento della Indicazione Geografica Protetta del 2015. Siamo orgogliosi di questi dati che affermano quanto la Finocchiona IGP sia apprezzata sul mercato e come ogni giorno guadagni quote di mercato grazie al suo gusto unico e inconfondibile””.

Il 2021 oltre all’insacco, registra il segno + anche sugli altri fronti: sono stati certificati 1.723.000 chilogrammi di Finocchiona IGP pari a 1.018.443 pezzi ossia il +15,75% in peso e +36,14% in pezzi rispetto al 2020. L’affettato in vaschetta registra numeri davvero importanti con un totale di oltre 3milioni e 500mila pezzi, pari più di 352.000 chilogrammi, ossia +13,48% in pezzi e +13,08% in peso. Anche i tranci confezionati in sottovuoto registrano un nuovo record: sono oltre 561.000 chilogrammi (+17.39%) per ben più di 532.000 pezzi (+44,82%) confezionati rispetto al 2020.

Pertanto, la Finocchiona IGP rappresenta per i salumifici toscani un mercato in deciso aumento con un valore superiore a €12.900.000 alla produzione ed un valore alla vendita di circa €22.400.000.

Il 25,7 per cento della produzione prende la via del mercato europeo

L’Italia si conferma come il principale mercato con una stima di circa 1.270.000 chilogrammi di prodotto, ossia il 72,4% del totale. Segue poi il mercato Europeo con il 25,7% a cui segue l’extra-UE con il 1,9%. Rispetto al 2020, in percentuale, la quota italiana è aumentata del 1,12%, cedono l’UE con -0,58% e l’extra-UE con-0,5%.

Le quote di mercato per singolo paese vedono dopo l’Italia attestarsi la Germania con il 17,5%, la Svezia con il 2,02%, la Danimarca con 1,26%, la Francia con 1,15%.

Le quote relative ai paesi extra-UE vedono in testa l’Inghilterra con lo 0,75% del prodotto certificato, seguita dalla Svizzera con lo 0,46% e dal Canada con lo 0,32%.

 “Nel corso del 2022 vorremmo cercare di consolidare la posizione di mercato della Finocchiona IGP e l’apprezzamento acquisito durante lo scorso anno. – prosegue Iacomoni – Stiamo pianificando una serie di attività di promozione dall’importante valore strategico per la nostra denominazione. Parteciperemo alla fiera Cibus, importante vetrina internazionale, e porteremo avanti le nostre attività, sempre molto partecipate sia in Italia che in Germania, il nostro primo mercato per export”.

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