X

Finanza sostenibile su strade diverse dalla politica. I risparmiatori italiani sempre più green

Pixabay

Le turbolenze finanziarie mondiali sono vissute dagli italiani in modo contrario alla narrazione che ne fanno i mass media. Nei giorni in cui parte il Forum ESG 2030, sostenuto dal MASE, un esempio del modo innovativo di investire nelle sostenibili, arriva da una ricerca dell ‘Associazione per lo sviluppo sostenibile (Asvis) e della società di consulenza Itinerari previdenziali. I report e le analisi tematiche si sommano di settimana in settimana, ma i dati diffusi ora sono molto originali. Nel mondo si verificano movimenti di denaro straordinari verso tutte le fonti di energia. Le superpotenze economiche soffrono la circolazione di denaro con rinnovato interesse per le fonti tradizionali. In Italia ci sono risparmiatori, invece, che credono nella finanza sostenibile e lo fanno con diverse motivazioni. La loro è una proiezione verso un mondo più sostenibile che ha bisogno di molti soldi. La tutela ambientale e le energie rinnovabili sono un tema forte della politica italiana, ma la gestione del risparmio ha preso strade diverse. La pandemia Covid-19 e la guerra in Ucraina hanno avuto addirittura l’effetto opposto sulle dinamiche degli investimenti. Hanno stimolato la scommessa verde, dano più impulso all’economia circolare.

La finanza verde è cresciuta dopo il Covid

Le operazioni passano attraverso banche ed istituti finanziari. Il 76% e il 56% di coloro che hanno risposto alla ricerca ( vi ha collaborato anche la Federazione Banche Assicurazioni e Finanza) dicono che i due mega fenomeni sono tra le cause che hanno spinto i maggiori investimenti Esg ( Environmental, social and governance). Chi ha spostato i soldi ? 9 Casse di Previdenza dei liberi professionisti; 36 Fondazioni bancarie; 19 fondi pensione preesistenti e 28 negoziali; 21 Compagnie di assicurazione. I dati sono raccolti nel Quaderno di Approfondimento 2023 ” Esg e Srl le politiche di investimento sostenibile degli investitori”. Sono testi che si rapportano anche alle operazioni di welfare, monitorate dall’Asvis. In questo senso la diversità di comportamenti tra cittadini , Istituti finanziari e la politica è netta. Le persone attraverso gli enti di cui si fidano, fanno per la finanza sostenibile di più di quanto non si riesca a fare con le leggi.

Aumentare la conoscenza dei mercati finanziari

Più della metà degli investitori istituzionali alla fine è ben orientata e condivide la lotta ai cambiamenti climatici. Affida a intermediari istituzionali e garantiti i propri risparmi. Le decisioni e le azioni sui mercati sono prese dal board delle società che raccolgono il risparmio. Tuttavia, c’è un  80% di Consigli di Amministrazione che si è solo fatto carico di acquisire titoli green, ma non ha ancora fatto investimenti. Sono pronti , ma evidentemente vogliono sfruttare le opportunità migliori. Soltanto cinque anni fa i soggetti che vedevano buoni affari nel mondo green erano meno della metà di quelli dei primi mesi del 2023. Le norme di settore cambiano in fretta per inseguire obiettivi mondiali antifossili. La “evoluzione normativa aumenta la percentuale di rispondenti (alla ricerca) che giudica insufficiente la propria conoscenza della regolamentazione sulla sostenibilità, passando dal 7% dello scorso anno al 14%”, scrive Monica Sozzi sul sito Asvis. In fondo a tutto, la stragrande maggioranza degli intervistati avverte che c’è bisogno di più formazione finanziaria. Per capire bene dove investire i propri soldi e le conseguenze che genera una finanza sostenibile sull’intero sistema economico. La formazione toglie alla finanza quel mistero che a volta arricchisce qualcuno a danno di qualcun altro. Un altro modo per orientare il risparmio verso la transizione ecologica, laddove oltre Oceano e in Cina il fenomeno rallenta.

Related Post
Categories: Risparmio