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Festival dell’Economia, la Lega lo sfratta da Trento

Imagoeconomica

Il Festival dell’Economia di Trento cambia sede e organizzazione. Lo ha deciso tra le polemiche la giunta leghista della provincia autonoma di Trento, sfrattando di fatto gli storici fondatori, l’editore Giuseppe Laterza e il direttore scientifico Tito Boeri. La Provincia ha già avviato un confronto con il Sole 24 Ore, il quotidiano di Confindustria, per l’organizzazione della rassegna nei prossimi tre anni, mentre alla casa editrice barese, se vuole, è destinata al massimo una collaborazione ai margini. I motivi ufficiali sono il coinvolgimento dei media internazionali e una maggiore compartecipazione economica privata (oggi il Festival è finanziato quasi interamente dall’ente locale), ma in realtà è evidente che la manifestazione è indigesta alla Lega per motivi politici. Sbilanciata a sinistra, si direbbe, cosa peraltro non del tutto vera e basta vedere gli ospiti dell’ultima edizione, quando a Trento ha sfilato mezzo governo Draghi, con ministri ed esponenti del Carroccio in prima linea.

Laterza contesta la scelta: “Anche negli ultimi incontri il presidente della Provincia ha riconosciuto la grandissima qualità di una rassegna che in sedici anni ha portato a Trento svariati premi Nobel e il meglio dell’economia mondiale”. “Questa di Trento è stata una scelta politica, travestita in modo goffo – ha aggiunto Tito Boeri -. Ho sempre difeso l’autonomia della cultura dalle pressioni che pure in questi ultimi anni ci sono state. Non sto qui ad elencarle i singoli episodi. Ma questo è il festival degli scienziati, dove il ceto politico è chiamato a misurarsi in un confronto vero — non televisivo — con il pensiero critico. Evidentemente questa nostra impostazione è risultata sgradita. La decisione di togliere il festival a Laterza era stata presa da tempo, poi mascherata dietro questa procedura insolita dei progetti selezionati dal comitato tecnico della giunta”.

“Ci sono ricerche dell’Università di Trento che documentano lo straordinario indotto procurato dal festival: ricavi due o tre volte superiori alle spese sostenute per l’organizzazione. Quanto all’eco internazionale, devo ricordare che il Nobel Gary Becker l’ha definito “un’esperienza unica al mondo” e che Amartya Sen ne lodò “il vivace miscuglio di teorie intelligenti, con una grande gioia di comunicare”?”, contesta ancora Laterza, che ricorda: “Fu Innocenzo Cipolletta a pensare a Trento come città giusta per realizzarlo. La prima edizione del 2006 fu un tale successo di pubblico che i giornali la paragonarono a un concerto rock”. La partita però non è finita. Sia Laterza che Boeri confidano in un intervento degli altri due soggetti del comitato promotore del Festival: il Comune di Trento, guidato da Franco Ianeselli (Partito democratico), e l’Università: “Ma se anche loro dovessero avallare la scelta della Provincia, non ci resterebbe che prenderne atto, dice Boeri.

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