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Fca, il nuovo piano Marchionne e la scommessa del debito zero

Eidonpress

Per la Fiat Chrysler Automobiles l’ora X sta per arrivare. Venerdì Sergio Marchionne, il vulcanico Ceo del gruppo automobilistico che ha preso in carico oltre dieci anni fa in stato di semi-fallimento e ne ha fatto il settimo gruppo mondiale dell’auto, alzerà il sipario sul nuovo piano strategico. L’evento, atteso a lungo dai mercati ma anche dai lavoratori e dal sistema Italia, avrà luogo domattina alla Cascina Bella Luigina di Balocco nei pressi di Vercelli.

Molte le domande che attendono risposta. Chi sarà il successore di Marchionne che ha più volte confermato di lasciare il gruppo a metà del 2019? Quali saranno le linee strategiche del nuovo piano? Che ne sarà degli stabilimenti italiani? Quali saranno i nuovi prodotti su cui Fca punterà? Alfa e Maserati verranno scorporati e si uniranno a Ferrari nel polo del lusso oppure no?

Ma prima di queste domande ce n’è un’altra che condiziona l’attuazione dello stesso piano e cioè: Marchionne riuscirà o no a consegnare al suo successore la Fca senza debiti? L’azzeramento del debito, che è stato a lungo la zavorra del gruppo, è la premessa per realizzare il nuovo piano. Domani si saprà se la casa automobilistica riuscirà o no ad azzerare entro la fine di giugno i residui 1.300 milioni di debito che ancora pesano sul gruppo. Negli ultimi tempi Marchionne ha fatto scintille per centrare l’obiettivo riducendo il debito industriale della casa alla velocità di 90 milioni a settimana. Se, come è probabile, l’obiettivo no debt sarà centrato, il presidente di Exor, John Elkann, che controlla Fca, regalerà a Marchionne la cravatta blu che aveva promesso al suo top manager nell’ultima assemblea se il Ceo avesse vinto la scommessa.

Il fatto che mercoledì il titolo Fca abbia guadagnato in Borsa il 4% e che oggi, giovedì, il titolo continui a salire (intorno al 2% alle 11:00) lascia immaginare che Marchionne ce l’abbia fatta anche se la vittoria e la cravatta di Elkann lo costringeranno a cambiare look e a mettersi la cravatta. Ma l’azzeramento del debito val pena un maglione.

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