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Energia: a rischio le concessioni per la geotermia

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Un paradosso da superare anche per lanciare un segnale a chi lavora per un vero mix energetico nazionale. La Toscana è di nuovo all’attenzione per la geotermia. Il paradosso sta nel fatto che CGIL, CISL, UIL hanno indetto per il 30 giugno uno sciopero di 8 ore per il comparto, proprio quando Enel Green Power Italy  – l’ aziende più presente nel settore –  fa assunzioni ed investimenti. Due opportunità che potrebbero presto svanire se non si rinnovano le  concessioni in scadenza nel 2024. L’ultimo incontro tra Enel e Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil toscane ha focalizzato l’interesse sullo sviluppo della storica fonte energetica PNRR e geotermia, un vuoto da colmare che solo nelle province toscane occupa 5 mila lavoratori e interessa 16 Comuni. 

Partendo  dal presupposto che le vecchie concessioni devono proseguire , i sindacati temono che senza una rapida decisione politica  le società impegnate nel business  bloccheranno i loro piani.  Non sarà semplice. Enel  punta ad una proroga dei contratti in essere  di almeno 15 anni, tempo minimo per recuperare le muove capitalizzazioni e mantenere il  trend di sviluppo.  La  produzione geotermica fornisce il   34% dell’energia regionale, può aumentare ma gli impianti devono essere ammodernati. Le strategie ,insomma, non possono prescindere dalla certezza dello status di concessionari. Evidentemente la questione riguarda anche altre parti d’Italia dove si sfrutta il calore della terra e che i piani nazionali energia e clima favoriscono Il PIL italiano verso la piena ripresa: che differenza con le crisi precedenti .

Sulla negoziazione fa sentire i propri effetti il nuovo Codice degli appalti che entrerà in vigore il  1 gennaio 2022. Secondo le nuove regole  le società concessionarie dovranno affidare al mercato l’80% delle proprie attività per non rafforzare ulteriormente posizioni di monopolio. Un sistema per porre freno al mantenimento di contratti a discapito della  concorrenza e delle gare.  Nell’incontro con Enel -dicono Cgil, Cisl e Uil – abbiamo chiesto all’azienda ,un impegno forte a fianco del sindacato per modificare l’articolo  177 del Codice degli Appalti. “ Se questo articolo, irragionevole ed iniquo, non sarà modificato, le aziende del gruppo Enel, come quelle di altri soggetti che operano nei settori dell’elettricità e del gas, dovranno obbligatoriamente esternalizzare le attività svolte al proprio interno”. Tutto questo fa temere un numero elevato di esuberi. La Regione e i Ministeri competenti sono  sollecitati a trovare una soluzione che deve, però ,considerare la  doppia esigenza di continuità e apertura al mercato. Una strada complicata dall’insistenza dell’Ue sull’applicazione delle  regole della concorrenza in un settore strategico. Il senso da cui promana il contestato articolo del Codice degli appalti é proprio quello di assicurare maggiore trasparenza negli appalti e nei principi di liberalizzazione. D’altra parte la prosecuzione delle concessioni in essere senza aprirsi al mercato in questo caso é ponderata da nuove iniziative industriali già concordate con i sindacati.

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Categories: Economia e Imprese