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Private Banking Italy 2026: Wealth and families grow, financial advisory services expand their reach.

The Aipb-Prometeia 2026 Report photographs the growth of Italian Private Banking: the financial wealth of Private families will rise to 1.611 billion euros and almost 13 thousand new households will enter the segment, driving the demand for wealth consultancy

Private Banking Italy 2026: Wealth and families grow, financial advisory services expand their reach.

Il Private Banking italiano guarda al 2026 con prospettive di growth, spinto da un numero sempre maggiore di famiglie che entrano nella fascia dei grandi patrimoni e da una ricchezza finanziaria destinata ad aumentare. A raccontare questa evoluzione è il Rapporto sul Private Banking in Italia 2026, realized by Aipb (Associazione Italiana Private Banking) in collaborazione con Promethea, che analizza l’andamento del mercato potenziale della clientela Private e le nuove opportunity per il settore della consulenza patrimoniale.

Secondo il Rapporto, la ricchezza finanziaria investibile delle families italiane con patrimoni superiori ai 500 mila euro raggiungerà nel 2026 share 1.611 billion di euro, con una crescita di 61,2 miliardi rispetto al 2025 (+3,9%). Un’espansione sostenuta soprattutto dalla capacità delle famiglie di generare nuovo risparmio, che contribuirà alla crescita per il 3%, mentre il contributo dei markets sarà pari allo 0,9%.

Un’evoluzione che conferma il ruolo crescente della consulenza patrimoniale: all’aumento delle disponibilità finanziarie si accompagna infatti una maggiore complessità nella gestione della ricchezza, dalle strategie di investimento alla pianificazione del passaggio generazionale.

Private Banking Italia: aumentano le famiglie con grandi patrimoni

Il Rapporto Aipb-Prometeia evidenzia un extension significativo della platea potenziale del Private Banking. Nel 2026 saranno 12.718 le nuove famiglie italiane che supereranno la soglia dei 500 mila euro di ricchezza finanziaria investibile, portando il totale dei nuclei appartenenti al segmento Private a 741.933 unità.

La crescita sarà concentrata soprattutto nella fascia compresa tra 500 mila e 1 milione di euro, che rappresenta il principale bacino di ingresso nel settore. Le famiglie appartenenti a questa categoria passeranno da 543.653 a 553.618, contribuendo per il 78% ai nuovi ingressi complessivi.

Un dato che mostra come il mercato Private si stia progressivamente ampliando, coinvolgendo una fascia sempre più ampia di famiglie che necessitano di strumenti e servizi di gestione patrimoniale più strutturati.

Ricchezza finanziaria: il patrimonio Private sale a 1.611 miliardi

La crescita riguarda anche la dimensione complessiva dei assets. Nel 2026 la ricchezza finanziaria potenziale delle famiglie Private raggiungerà 1.611 miliardi di euro, con un incremento distribuito tra tutte le fasce patrimoniali.

Il segmento tra 500 mila e 1 milione di euro crescerà da 491,7 a 510,4 miliardi, generando circa 18,6 miliardi di nuova ricchezza potenziale. Le famiglie con patrimoni tra 1 e 5 milioni di euro aumenteranno invece le proprie disponibilità da 548,6 a 569,9 miliardi, con un contributo di circa 21,4 miliardi. Anche i patrimoni più elevati continueranno a sostenere la crescita: le masse tra 5 e 10 milioni passeranno da 246,9 a 256,8 miliardi, mentre quelle oltre i 10 milioni saliranno da 262,8 a 274 miliardi.

Il mercato, quindi, cresce sia grazie all’ingresso di nuovi clienti sia grazie alla maggiore articolazione dei bisogni di chi già dispone di patrimoni rilevanti.

Wealth management in Italia: ancora margini di crescita per il Private Banking

Nonostante l’espansione degli ultimi anni, il settore presenta ancora margini di sviluppo. Nel 2026 le masse amministrate dal Private e Wealth Management raggiungeranno 1.489 miliardi di euro, includendo anche una quota marginale di clientela affluent prossima alla soglia Private e investitori istituzionali.

Il confronto tra mercato potenziale e masse già gestite dagli operatori mostra che circa il 27% della ricchezza finanziaria delle famiglie con patrimoni superiori ai 500 mila euro è ancora affidato ai modelli della banca commerciale tradizionale.

Una quota che rappresenta un’importante opportunità per il settore, chiamato a valorizzare il proprio ruolo attraverso advice personalizzata, competenze specialistiche e una visione integrata della gestione patrimoniale.

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“Il potenziale di crescita del Private Banking è sostenuto da due dinamiche complementari: l’ampliamento della platea di famiglie che possono accedere ai servizi Private e l’evoluzione delle esigenze di consulenza di chi già dispone di patrimoni rilevanti. La longevità, il passaggio generazionale e la crescente complessità delle scelte patrimoniali richiedono oggi competenze che vanno ben oltre la semplice gestione degli investimenti. La domanda di consulenza è quindi destinata a crescere insieme alla consapevolezza di questi nuovi bisogni – ha dichiarato Antonella Massari, segretario generale di Aipb -. La crescita registrata dal Private Banking negli ultimi anni dimostra la solidità di un modello di servizio che ha saputo conquistare la fiducia delle famiglie anche nelle fasi di maggiore volatilità dei mercati. Le prospettive di sviluppo restano significative. Il confronto tra il mercato potenziale e le masse oggi gestite evidenzia infatti come circa il 27% della ricchezza finanziaria delle famiglie con patrimoni superiori ai 500 mila euro sia ancora affidato a modelli di banca commerciale tradizionale. Si tratta di uno spazio di crescita che il settore può intercettare facendo leva sui propri elementi distintivi: competenze specialistiche, consulenza personalizzata, prossimità territoriale e una relazione fiduciaria costruita nel tempo”.

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