Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio, Biblioteca Nazionale Braidense e Accademia di Belle Arti di Brera saranno protagonisti di un palinsesto che attraversa epoche, linguaggi e discipline differenti. Pittura, scultura, letteratura, ricerca, memoria storica e nuove forme dell’arte contemporanea si incontrano in un programma che non vuole essere soltanto una successione di mostre, ma la rappresentazione concreta della pluralità che da sempre caratterizza Brera. Il progetto nasce in un anno particolarmente significativo per l’istituzione milanese. Il 2026 segna infatti i 250 anni dalla fondazione dell’Accademia di Belle Arti di Brera, mentre ricorre il centenario degli Amici di Brera, due anniversari che permettono di guardare alla storia dell’istituzione attraverso prospettive diverse: da una parte la formazione degli artisti e la continuità della tradizione didattica, dall’altra il rapporto tra il museo e la società civile, attraverso il ruolo di chi nel corso di un secolo ha contribuito alla crescita delle sue collezioni. «La nuova stagione espositiva della Grande Brera nasce dalla volontà di restituire pienamente la ricchezza e la pluralità di un’istituzione che ha nella sua storia, nella ricerca e nel dialogo tra epoche e linguaggi la propria identità più profonda», spiega Angelo Crespi, direttore generale della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense. Il programma, aggiunge, mette in relazione le diverse anime della Grande Brera, dalla Pinacoteca a Palazzo Citterio, dalla Biblioteca Braidense all’Accademia, attraversando la storia dell’arte, la letteratura e la cultura fino alla contemporaneità.
Il secolo degli Amici di Brera
Il primo appuntamento è alla Pinacoteca di Brera. Dal 6 October 2026 to 10 January 2027, le Sale Napoleoniche ospiteranno Cento anni per Brera. Acquisti e doni degli Amici, una mostra dedicata al primo secolo di vita dell’Associazione Amici di Brera. Dipinti, sculture e codici miniati provenienti dalle collezioni della Pinacoteca e della Biblioteca Braidense saranno affiancati da documenti, fotografie e pubblicazioni. Il percorso seguirà la storia dell’associazione attraverso la successione dei suoi presidenti, raccontando una vicenda nella quale cultura, collezionismo, mecenatismo e responsabilità verso il patrimonio pubblico si sono incontrati. Non è soltanto una celebrazione di un anniversario. È anche il racconto di come un museo possa crescere grazie alla partecipazione di una comunità. Nel corso di cento anni, gli Amici di Brera hanno infatti contribuito all’arricchimento delle collezioni attraverso acquisti e donazioni, rafforzando il rapporto tra l’istituzione e la società milanese. «Rinnoviamo il nostro impegno a farci portavoce di una storia di passione, competenza e attenzione verso la crescita del patrimonio del museo», sottolinea il presidente dell’associazione, Charles Bears.
Hayez e i 250 anni dell’Accademia
Il secondo grande anniversario è quello dell’Accademia di Belle Arti di Brera, fondata 250 anni fa. La Pinacoteca lo celebrerà a partire da novembre con una grande mostra dedicata a Francesco Hayez, figura centrale dell’arte italiana dell’Ottocento e artista profondamente legato alla storia di Brera. La rassegna riunirà in un unico percorso un nucleo di capolavori provenienti dall’Accademia e dalla Pinacoteca, ricostruendo il dialogo originario tra il luogo nel quale gli artisti venivano formati e quello destinato alla conservazione delle loro opere. Hayez diventa così non soltanto il protagonista di una mostra, ma il punto di connessione tra due istituzioni che condividono una lunga storia. Il presidente dell’Accademia, Marco Galateri di Genola, definisce i 250 anni una celebrazione di «visione, creatività e formazione d’eccellenza» e sottolinea la sinergia tra le diverse realtà della Grande Brera. Accanto alla mostra su Hayez, l’Accademia proporrà infatti Brera Modern and Contemporary, dedicata alla continuità storica dell’Accademia e del Palazzo di Brera nel panorama artistico italiano e internazionale dal Novecento a oggi.
Palazzo Citterio, il laboratorio della contemporaneità
Se la Pinacoteca guarda alla storia, Palazzo Citterio diventa il luogo nel quale la tradizione incontra con maggiore evidenza la ricerca contemporanea. La stagione si aprirà il October 9, 2026 con la prima grande retrospettiva postuma dedicata a Carlo Maria Mariani. Settanta opere, tra dipinti e grandi cartoni, accompagneranno il pubblico lungo l’intero arco della sua produzione, dagli esordi fino ai lavori del 2019. Mariani è una figura difficilmente riconducibile a una sola corrente. La sua ricerca ha attraversato neoclassicismo concettuale, iperrealismo, astrattismo e pittura metafisica, mantenendo come elemento costante una rigorosa elaborazione intellettuale. La mostra, curata da Eike Schmidt e Clayton Calvert, offrirà dunque l’occasione per rileggere una delle personalità più originali della pittura italiana del Novecento. A Palazzo Citterio il tema della formazione ritornerà con I Maestri di Brera. Insegnare l’arte, Scheduled 30 October 2026 to 10 January 2027. La mostra riunirà opere di alcuni degli artisti che hanno insegnato all’Accademia, da Adolfo Wildt, Carlo Carrà, Arturo Martini e Achille Funi maximum Marino Marini, Gastone Novelli, Alik Cavaliere, Luciano Fabro, Rodolfo Aricò e Grazia Varisco. È una storia dell’arte raccontata anche attraverso la storia dell’insegnamento: maestri che non hanno soltanto prodotto opere, ma formato generazioni di artisti, accompagnando Brera dalla tradizione ottocentesca alle avanguardie e alla contemporaneità.
Schifano e la stagione della libertà
Tra gennaio e aprile 2027 Palazzo Citterio dedicherà una grande mostra a Mario Schifano, uno dei protagonisti più innovativi dell’arte italiana del secondo Novecento e figura centrale della Pop Art europea. Il percorso sarà diviso in due sezioni. La prima presenterà opere capaci di ripercorrere le principali fasi della sua ricerca, dai monocromi degli anni Sessanta alle sperimentazioni legate ai media, fino ai grandi cicli pittorici degli ultimi decenni. La seconda ricreerà invece l’atmosfera culturale della fine degli anni Sessanta, quando le arti tendevano a confondersi e musica, poesia, cinema e sperimentazione visiva condividevano gli stessi spazi. Un’epoca di grande libertà creativa, raccontata anche attraverso l’esperienza degli happening, come quello organizzato da Schifano al Piper di Roma nel 1967.
Sean Scully e l’Italia
Da maggio a settembre 2027 sarà la volta di Sean Scully, artista statunitense di origini irlandesi che ha mantenuto nel corso della sua carriera un rapporto profondo con l’Italia. La mostra, curata da Luca Massimo Barbero, indagherà proprio questa relazione. Nelle opere di Scully risuonano infatti riferimenti alla grande tradizione italiana, dall’architettura del Duomo di Siena ai maestri del Rinascimento, da Piero della Francesca a Mantegna, Tiziano, Bellini e Raffaello, fino alla modernità di Giorgio Morandi.
L’arte entra nel digitale
La contemporaneità più radicale troverà spazio anche sul grande ledwall di Palazzo Citterio, attraverso una collaborazione con il Museo nazionale dell’Arte digitale. Dal November 24, 2026 to February 24, 2027 will be the protagonist Marina Abramović with Marina Abramović Element, una serie di performance digitali nella quale il corpo dell’artista viene reinterpretato attraverso un avatar, una sorta di gemello digitale capace di estendere la presenza della performer oltre i limiti fisici. Da febbraio ad aprile 2027 il ledwall ospiterà invece The Intelligence of Wonder di Davide Maria Coltro, un progetto concepito appositamente per lo spazio di Palazzo Citterio. Il grande schermo diventa così qualcosa di più di una superficie sulla quale proiettare immagini: si trasforma in un luogo nel quale l’opera si genera continuamente.
Umberto Eco alla Braidense
Alla Biblioteca Nazionale Braidense il nuovo programma assume un tono diverso, ma perfettamente coerente con la vocazione della Grande Brera: mettere in relazione arte, letteratura e sapere. Dal 2 October 2026 to 10 January 2027, la Braidense ricorderà Umberto Eco a dieci anni dalla sua scomparsa con L’isola del giorno prima. Libri, mari e macchine del sapere. Il percorso prenderà spunto dalle immagini originali del romanzo e dal patrimonio librario e scientifico della collezione di libri antichi appartenuta a Eco, affiancandoli ai fondi della Braidense, a ricostruzioni digitali e ai materiali preparatori dell’autore. Il risultato sarà un viaggio tra letteratura, storia, scienza e navigazione, nel quale il mondo immaginato da Eco dialoga con i documenti e gli oggetti reali che lo hanno alimentato. La Braidense ospiterà poi, tra gennaio e marzo 2027, Pathosformel, mostra dedicata a Michael Ciacciofera, artista la cui ricerca attraversa archeologia, antropologia, storia e memoria collettiva. Installazioni, dipinti, sculture e opere su carta costruiranno un percorso sul rapporto tra identità, migrazioni, conoscenza e trasmissione del sapere.
Duecento anni di Promessi sposi
La stagione si chiuderà con un altro grande appuntamento della cultura italiana. Nel 2027 ricorreranno infatti i 200 anni dalla prima pubblicazione dei Promessi sposi, the so-called Ventisettana del 1827. Dal 6 May at 24 July 2027, la Fondazione Centro Nazionale Studi Manzoniani e la Pinacoteca di Brera/Biblioteca Nazionale Braidense proporranno un progetto espositivo articolato tra la Sala Teresiana della Braidense e Casa Manzoni. Alla Braidense saranno presentate le prime letture di Manzoni, i materiali preparatori e le stesure autografe del romanzo fino alla pubblicazione dell’edizione Ferrario del 1827. A Casa Manzoni troveranno invece spazio le edizioni pirata, le prime traduzioni e le grandi serie illustrate nate tra la prima edizione e quella definitiva del 1840.
Un’unica idea di cultura
Il filo che unisce un programma tanto eterogeneo è dunque la volontà di superare i confini tradizionali tra museo, biblioteca, accademia e spazio espositivo. La Grande Brera si presenta come una realtà nella quale la conservazione del patrimonio convive con la produzione culturale e con la sperimentazione. È una prospettiva che trova una sintesi nelle parole di Angelo Crespi: Brera vuole essere «non soltanto luogo della memoria, ma spazio vivo di produzione culturale», capace di rafforzare il proprio rapporto con Milano, con l’Italia e con la scena internazionale. In questo senso, il nuovo programma non racconta soltanto ciò che Brera conserva. Racconta ciò che Brera continua a essere: un luogo nel quale la memoria non rappresenta un punto d’arrivo, ma una materia attraverso cui costruire il futuro. Dai capolavori di Hayez alla ricerca di Schifano e Scully, dai maestri dell’Accademia alle sperimentazioni digitali di Abramović, dai libri di Eco alle pagine di Manzoni, la Grande Brera propone una stessa idea di cultura: quella di un patrimonio che rimane vivo soltanto quando continua a generare domande, incontri e nuove interpretazioni. E proprio qui sembra risiedere la vera ambizione della nuova stagione: fare di Brera non soltanto un luogo da visitare, ma un luogo nel quale tornare a pensare.
In copertina: Athanasius Kircher, Athanasii Kircheri e Soc. Jesu Mundus subterraneus, in 12 libros digestus; quo divinum subterrestris mundi opificium, mira ergasteriorum naturæ in eo distributio…, Amstelodami, apud Joannem Janssonium & Elizeum Weyerstraten, 1664-1665. Apertura dell’opera: frontespizio e ritratto autore calcografico
