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Draghi: “Inaccettabile la violazione russa. Sì a sanzioni Ue”. E La Germania blocca il Nord Stream 2

Imagoeconomica

Mario Draghi esprima una “ferma condanna” della “decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass”. Secondo il Presidente del Consiglio italiano, che ha parlato della crisi in Ucraina durante l’insediamento di Franco Frattini al Consiglio di Stato, quella annunciata da Putin è “un’inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”.

Scontato il ricorso a nuove sanzioni economiche contro Mosca: Draghi ha detto di essere “in costante contatto con gli alleati per trovare una soluzione pacifica alla crisi ed evitare una guerra nel cuore dell’Europa. La via del dialogo resta essenziale, ma stiamo già definendo nell’ambito dell’Unione Europea misure e sanzioni nei confronti della Russia”.

Nella notte si è svolto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, che ha ribadito la necessità di continuare gli sforzi diplomatici.

La Germania blocca il gasdotto Nord Stream 2

Intanto, la Germania ha sospeso l’autorizzazione del gasdotto Nord Stream 2 destinato a portare il gas russo in Germania senza attraversare i Paesi baltici, Bielorussia e Ucraina. Lo ha annunciato il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che ha ordinato al ministero dell’Economia di ritirare un rapporto sulla sicurezza dell’approvvigionamento necessario per l’avanzamento del processo di certificazione del gasdotto Nord Stream 2. “Senza questa certificazione il Nord Stream 2 non può entrare in funzione”, ha spiegato il cancelliere.

Le parole di Letta e Conte

Sulla stessa linea di Draghi il segretario del Pd, Enrico Letta, secondo cui “la scelta di Putin di riconoscere il Donbass è inaccettabile: Italia e Ue devono condannarla. Si convochi immediatamente il Parlamento, si chieda all’Europa di assumere le decisioni più forti. La legge del più forte non può scrivere i confini tra Stati. Non possiamo tollerarlo”.

Anche per il leader del M5S, Giuseppe Conte, “la preannunciata determinazione della Russia di riconoscere le due repubbliche secessioniste di Donetsk e di Lugansk costituirebbe una compromissione dell’attuazione degli accordi di Minsk e introdurrebbe un grave ostacolo sulla strada del dialogo tra le parti”.

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Categories: Politica